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Il più grande baobab del Madagascar sta morendo e la causa della sua morte (ovviamente) è la crisi climatica Ha vissuto per più di mille anni. Poi sono arrivate le piogge eccessive e le infezioni fungine. E adesso non c'è più niente da fare.
Il nuovo film di Jonathan Glazer è un documentario girato con una videocamera dai bambini di Gaza, dell’Ucraina, del Sudan e dello Yemen , questo il titolo scelto da Glazer per il film, verrà presentato al prossimo New York Film Festival.
La foto più bella e difficile dell’eclissi solare l’ha fatta uno skater Lui si chiama Danny Leon e molto probabilmente la sua foto vi è apparsa nel feed. Scattarla è stata una vera e propria impresa.
David Byrne ha fatto una playlist da ascoltare solo e soltanto quando si va in bici Una selezione di 40 canzoni, scelte con un criterio estremamente byrdiano.
Anche l’Accademia svedese ha fatto la sua lista di libri per l’estate, composta tutta da Premi Nobel per la letteratura, ovviamente Cinque libri, cinque autori e autrici, con una brevissima recensione a spiegare perché vale la pena portarseli in vacanza.
In Spagna c’è un hotel in mezzo al nulla, senza Wi-Fi né tv, che si può prenotare solo spedendo una lettera scritta a mano E aspettando una lettera di conferma altrettanto manoscritta. È l'hotel El Elevador a El Hierro, la più piccola e meno visitata delle Canarie.
Un gruppo di scienziati ha creato una nuova AI appositamente per trovare tutte le opere d’arte trafugate dai nazisti ancora disperse L'AI si chiama Provenance Assistant e a lei è andato l'ardua compito di ritrovare 100 mila opere rafugate di cui si sono perse le tracce.

Che ne sappiamo noi dei ragazzi

I boomer sono ormai meme, della Gen X ci siamo dimenticati, i Millennial fanno i genitori e degli Zoomer abbiamo analizzato ogni dettaglio. Ma degli adolescenti di oggi cosa sappiamo? Nel nuovo numero di Rivista Studio abbiamo provato a scoprirlo.

di Studio
14 Giugno 2024

Non facciamo altro che parlare di generazioni. Non esiste forse un’espressione recente più fortunata e virale di “Ok, Boomer”. Continuamente incrociamo articoli, specie sui media inglesi e americani, che ci dicono cosa fanno i Millennial e, adesso soprattutto, come sta la Generazione Z. Spesso anche confondendo i piani. “Boomer”, per esempio, è diventata un’espressione passe-partout che non identifica esattamente i Baby Boomer (cioè i nati tra il 1948 e il 1964), ma un po’ a caso tutti quelli che hanno superato la soglia dei quaranta, dimenticandosi che esiste anche la Generazione X (i nati tra il 1965 e il 1980). I Millennial sono diventati genitori e capi d’azienda, ma li trattiamo ancora come se fossero i ragazzi della situazione. Dei Gen Z abbiamo scoperto, quasi con terrore, che ormai sono diventati grandi anche loro e stanno facendo il loro ingresso nel mondo del lavoro e nella vita adulta. La Generazione Alfa (i nati tra il 2010 e il 2024) nessuno sa bene cosa sia, se non che stanno sempre attaccati ai telefoni.

L’idea del numero appena uscito è partita proprio da qui. Ci siamo chiesti: chi sono oggi quelli che convenzionalmente chiamiamo adolescenti e come stanno? Alcuni di noi ne hanno esperienza diretta perché sono padri o madri (ma è un’esperienza troppo soggettiva), altri semplicemente li incrociano per strada. Sappiamo (forse) che musica ascoltano e i social che preferiscono (TikTok, certo), ma che idee iniziano ad avere sul mondo? E in quali valori credono? Non è esattamente una generazione, ma più un’età, quella che va dai 13 ai 17 anni (e che quindi oggi si trova a cavallo tra gli ultimi della Gen Z e i primi di quella Alfa). Un’età che nel corso del tempo è stata raccontata, filmata, mitizzata (dal Giovane Holden a Stand By Me) e che per i ragazzi di oggi si è trovata già ad affrontare due traumi enormi come la pandemia del 2019-21 e gli effetti reali e psicologici del cambiamento climatico, che si sono aggiunti a un cambiamento antropologico particolarmente violento come quello portato dalla tecnologia: nessun bambino fino a questo momento era cresciuto con in mano un dispositivo attaccato a internet sin dalla più tenera età. Con effetti che ancora non conosciamo, ma di cui si inizia a parlare, come dimostrato da uno degli articoli più virali degli ultimi mesi, quello di Jonathan Haidt sull’Atlantic, estratto dal suo libro The Anxious Generation (di cui parla Clara Mazzoleni in un articolo di questo numero), che sostiene si stia verificando un cambiamento a livello neurologico e organico dovuto proprio all’uso precoce di internet e social.

Che sia così o meno, non possiamo ancora saperlo. Ma ci è venuta voglia di conoscerli meglio, questi ragazzi. Li abbiamo fotografati. Li abbiamo ascoltati. Abbiamo raccolto storie, tendenze, mode e fenomeni che li riguardano. Cercando di tracciare un ritratto collettivo il più possibile fedele dell’età minore.

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