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Helen Mirren ha esordito come testimonial di Stella McCartney facendo una “cover” di Come Together dei Beatles In realtà si tratta di un bis: Mirren quel testo lo aveva già enunciato alla sfilata di Stella McCartney per la primavera/estate 2026.
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L’invasione dei pavoni di Punta Marina è diventata una notizia di portata internazionale È stata ripresa nientemeno che da Ap News, cioè da Associated Press, con un video pubblicato sul loro sito.
È in lavorazione un film sulla storia di C’era una volta in America di Sergio Leone «È la storia di un uomo che ci ha messo 15 anni a fare un film e che finché non ci è riuscito non ha fatto nient'altro. Tutto raccontato con l'ironia di mio padre», ha detto Raffaella Leone, figlia di Sergio e produttrice del film.
L’Unione europea ha finalmente approvato delle sanzioni contro i coloni israeliani Le sanzioni prevedono il congelamento dei beni e il divieto di viaggio. Sono state approvate grazie alla rimozione del veto fin qui imposto dall'Ungheria.
È uscito il primo trailer di Tony, “l’antibiopic” che racconta un anno della vita di Anthony Bourdain prima che diventasse Anthony Bourdain Il film, prodotto da A24, è ambientato nell'estate del 1975 a Provincetown (Massachusetts), in un momento che si rivelò formativo per il futuro chef.
La comunità scientifica continua a dire che sta arrivando un evento climatico catastrofico ma nessuno le dà ascolto né fa niente Si chiama El Niño, è un innalzamento della temperatura dell'oceano e potrebbe avere conseguenze apocalittiche in tutto il mondo.
Ci sono Alice Rohrwacher e Josh O’Connor che presentano La chimera in una biblioteca di Stromboli E ha rivelato che all'inizio il film lei avrebbe voluto girarlo proprio a Stromboli, ma fu costretta a ripensarci per questioni di tempi e di logistica.

La versione di Shteyngart

Incontri e incroci con una delle voci più interessanti della letteratura contemporanea.

14 Agosto 2019

Nel 2002 sono andato in Canada sulle strade di un romanzo che mi era piaciuto molto, La Versione di Barney di Mordecai Richler. Ci scrissi un lungo reportage in cinque puntate che poi è diventato un libro. Qualche tempo dopo il mio viaggio, lo scrittore americano di origine russa, Gary Shteyngart, allora trentenne ma già autore di un formidabile romanzo di formazione, Il manuale del debuttante russo, ebbe la mia stessa idea e andò alla scoperta dei luoghi di Barney tra Montreal e Toronto. Ne scrisse anche lui cinque puntate per Slate. La coincidenza mi colpì: due coetanei molto diversi, uno di Alcamo (Trapani) pronto a trasferirsi a New York, l’altro di Leningrado, Urss, emigrato a sette anni in America, entrambi innamorati dello stesso romanzo canadese e interessati ad approfondire le opere del suo autore e a respirare la sua stessa aria.

Ci scambiammo un messaggio via email, successivamente gli mandai il libro e infine ci siamo incontrati più volte a Capri e a New York, l’ultima volta per caso su Park Avenue, davanti all’esclusivo Racquet Club, quasi fossimo due personaggi del suo nuovo, splendido, romanzo Lake Success che Guanda ha mandato in libreria col titolo Destinazione America. Nel libro Shteyngart racconta la storia di un multimilionario gestore di fondi miliardari che fugge dalle agiatezze di Manhattan e dai problemi familiari, anche perché inseguito da un’inchiesta giudiziaria, alla ricerca di sé stesso, della sua ex fidanzata, di un senso da dare alla sua vita e all’America, che si sta per consegnare a Donald Trump. Senza soldi e senza protezioni, innamorandosi e facendosi turlupinare, il picaresco protagonista del romanzo attraversa l’America con i fetidi autobus Greyhound, in un super esilarante e super triste viaggio on the road che Shteyngart ha fatto sul serio prima di scriverne, così come di recente, per conto di una rivista, si è avventurato a prendere il treno che da Napoli arriva a Palermo. A Park Avenue, quando mi ha parlato del suo progetto italiano, l’ho avvertito: «Guarda che ci metti più che ad attraversare l’America con l’autobus e temo che sarà anche più pericoloso». E lui: «Sarà bellissimo».

La voce letteraria di Shteyngart è affine a quella di Mordecai Richler, ironica e romantica, divertente e triste, privata e politica. Entrambi si sentono esiliati, felicemente esiliati nel loro Paese: l’ebreo russo in America e l’ebreo anglofono nel Quebec francofono. Con Destinazione America, Shteyngart è l’immigrato che ce l’ha fatta, ma col problema che a non farcela sembra essere il suo Paese.

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