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15:55 venerdì 13 marzo 2026
I protagonisti di The Voice of Hind Rajab, candidato all’Oscar per il Miglior film internazionale, non saranno alla cerimonia perché gli Usa vietano l’ingresso ai cittadini palestinesi Ad annunciarlo sono stati gli attori e le attrici del film, con una dichiarazione congiunta pubblicata sui loro profili social.
È stato annunciato il sequel di KPop Demon Hunters ma i registi hanno già detto che ci sarà molto da aspettare prima di vederlo Maggie Kang e Chris Appelhans hanno messo le mani avanti e avvisato i fan: i tempi di lavorazione saranno lunghi, molto lunghi.
La nuova Guida suprema dell’Iran ha detto di aver scoperto di essere la nuova Guida suprema dell’Iran guardando la tv Lo ha fatto nel suo primo messaggio alla nazione, letto da un annunciatore sui canali della tv di Stato. Per il momento, il nuovo ayatollah ancora non si è fatto vedere in pubblico.
Le persone stanno scrivendo pessime recensioni di un hotel di lusso di Dubai perché ci cadono i missili vicino Le iniziali e autentiche lamentele degli ospiti della struttura sono presto degenerate in una marea di commenti lasciati da troll di tutto il mondo, che infatti sono stati tutti prontamente rimossi.
La sicurezza agli Oscar quest’anno è stata molto rafforzata per paura di un attacco di droni iraniani Secondo l'FBI il rischio è reale, perciò l'Academy è stata costretta a correre ai ripari a poche ore dalla cerimonia.
C’è voluta la minaccia dei droni iraniani perché l’Ue si accorgesse che gran parte dei suoi bunker sono inutilizzabili Italia, Francia e Spagna ne hanno pochi, la Germania ne ha solo per lo 0,5 per cento della popolazione, l'Olanda praticamente non ne ha. Si salva solo la Finlandia.
C’è una nuova borsa di studio per chi non può permettersi un corso di scrittura creativa Si chiama "Arrivare a fine mese", sarà organizzata dall'agente Arianna Miazzo con il supporto della scuola di scrittura Belleville, e possono richiederla tutti coloro che hanno un Isee inferiore ai 30 mila euro annui.
Renè Redzepi si è dimesso dal Noma, dopo decine di accuse da parte di ex dipendenti e la perdita di diversi sponsor Lo ha fatto con un video strappalacrime su Instagram, ammettendo le sue responsabilità per anni di abusi e violenze ai danni dei suoi dipendenti.

Il caso di Gabby Petito sembra una serie tv

Invece è tutto vero: la storia dell'influencer scomparsa diventata virale sui social.

di Studio
21 Settembre 2021

Il sorriso di Gabby Petito ricorda quello di Laura Palmer e la sua storia sembra uscita dal soggetto di una serie tv. 22 anni, bionda, magra, carina, sorridente, innamorata, travel blogger con quasi un milione di follower su Instagram (ne aveva qualcuno in meno prima di sparire), Gabrielle Venora Petito scompare alla fine di agosto mentre gira gli Stati Uniti con il suo fidanzato Brian Laundrie, un anno più grande, a bordo di un minuscolo van. I due erano partiti da Long Island a luglio e pianificavano di raggiungere l’Oregon entro Halloween, passando per Colorado, Utah e Wyoming. Il primo settembre, però, Brian si presenta a casa, in Florida, ma da solo (dal 2019 la coppia viveva insieme ai genitori di lui). Nessuna intenzione di dire dove sia la sua ragazza o cosa sia successo: interrogato dagli inquirenti fa scena muta e non collabora. I genitori di Gabby, che vivono a New York, pregano i genitori di Brian di metterli al corrente di quello che sanno, senza però ottenere alcuna informazione. 10 giorni dopo il ritorno del ragazzo, l’11 settembre, denunciano la scomparsa della figlia. Incredibilmente, qualche giorno dopo sparisce anche Brian: la sua famiglia dice che si è inoltrato in un’immensa riserva naturale. Sabato 18 settembre più di 50 agenti di polizia, agenti dell’Fbi e membri di altre forze dell’ordine iniziano a perquisire i 100 km quadrati di Carlton Reserve, nell’area di Sarasota, utilizzando droni, cani e veicoli fuoristrada, guadando attraverso paludi infestate da alligatori e serpenti. La polizia fa sapere che il ragazzo è ritenuto “persona d’interesse per le indagini” ma non è accusato di alcun reato. Contemporaneamente continuano le ricerche di Gabby nel Wyoming.

Pochi giorni prima della scomparsa di Brian Laundrie, la polizia rilascia un video registrato con una body-cam da un agente datato il 12 agosto. La coppia aveva attirato l’attenzione nella città turistica di Moab: il van era stato visto accelerare e colpire un marciapiede vicino all’ingresso del parco nazionale di Arches. Nel video Brian è pieno di graffi in faccia. Gabby piange, prima seduta dentro alla macchina, poi in piedi vicino all’auto della polizia, e ammette di aver appena litigato col suo ragazzo. Parla apertamente di disturbo ossessivo compulsivo: «Certi giorni ho davvero un brutto Ocd e stavo solo pulendo e mi stavo scusando con lui, dicendo che sono così cattiva perché mi sento frustrata». Lui specifica che c’è stata una piccola rissa, causata dal fatto che lui era salito sul furgone con i piedi sporchi. Dice che non vuole perseguire un’accusa di violenza domestica contro Petito, anche se lei l’ha evidentemente aggredito, graffiandolo in viso: «Non ho intenzione di perseguire nulla perché è la mia fidanzata e la amo», dice. La polizia di Moab separa la coppia per la notte, Brian va a dormire in un motel e lei resta nel van. Le ultime telefonate di Gabbie alla madre risalgono al 23-24 agosto, l’ultimo sms il 30 agosto: «Non c’è campo a Yosemite».

Intanto sui social si sviluppano le ipotesi e nascono account dedicati al “caso Gabby”. L’ultimo post condiviso su Instagram dall’influencer risale al 26 agosto: c’è lei sorridente con una zucca di stoffa tra le mani, sotto c’è scritto Happy Halloween. È evidentemente una foto d’archivio e il riferimento ad Halloween suona strano, dicono nei commenti. Alcuni utenti segnalano che gli ultimi due post, a differenza di tutti gli altri, non hanno un tag di posizione. C’è chi si spinge oltre, facendo notare che nell’unico video caricato sul canale Youtube della coppia, Brian legge Annihilation di Jeff VanderMeer, «un romanzo del 2014 sulla sparizione di una donna» (non è proprio così, l’ha specificato l’autore stesso su Twitter). Il New York Times ha dedicato un lungo articolo alle modalità con in cui il caso è stato “coperto” sui social e in particolare su TikTok. «Ogni anno negli Stati Uniti vengono denunciate centinaia di migliaia di persone scomparse. Ma è raro che un singolo caso catturi l’attenzione del pubblico – e spinga le persone ad agire  – come ha fatto la scomparsa di Gabrielle Petito», scrive Katherine Rosman. «Il caso ha catturato l’interesse nazionale, in gran parte a causa della consapevolezza generata dalle persone che lo stanno guardando svolgersi in diretta sui social media. Ogni nuovo sviluppo è stato seguito da raffiche di post esplicativi e video di aspiranti detective che hanno visto i loro follower aumentare su TikTok, Instagram e Twitter. Le teorie sono state discusse e smentite. E una coppia di influencer potrebbe aver aiutato a individuare i resti che corrispondevano alla descrizione di Gabby». Martedì 21 settembre l’Fbi ha confermato che il corpo trovato domenica 19 settembre nel Grand Teton National Park è quello di Gabrielle e che si può ufficialmente parlare di omicidio.

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