Hype ↓
09:14 sabato 17 gennaio 2026
Il miliardario Larry Ellison, fondatore di Oracle, ha dovuto cambiare nome al suo megayacht dopo essersi accorto che leggendolo al contrario diceva “Im a nazi” Peccato, perché Izanami, divinità madre del pantheon shintoista, era proprio un bel nome. Almeno, lo era se lotto da sinistra a destra.
Dopo la morte del figlio di Chimamanda Ngozi Adichie, in Nigeria è iniziata una protesta contro il disastroso stato della sanità nazionale La scrittrice ha perso un figlio di appena 21 mesi e ha fatto causa all'ospedale in cui era ricoverato, accusando i medici di gravissime negligenze.
15 francesi, 13 tedeschi, 2 finlandesi, 2 norvegesi, un britannico, un olandese, nessun italiano: sembra una barzelletta ma è il contingente militare europeo in Groenlandia Basteranno un centinaio di soldati a fermare le mire espansionistiche degli Stati Uniti d'America? Il rischio di scoprirlo presto, purtroppo, c'è.
Maria Corina Machado ha offerto il suo Premio Nobel a Trump, lui se l’è preso e ha detto che se lo tiene Ma la Fondazione Nobel ha fatto sapere che non vale, non basta avere il Premio Nobel per essere il Premio Nobel.
Kim Gordon ha annunciato che il suo nuovo album si chiamerà Play Me e uscirà a marzo Sarà il terzo album da solista dell'ex-bassista dei Sonic Youth dopo The Collective e No Home Record.
È uscito il trailer di Euphoria 3 e tutti stanno parlando di Sydney Sweeney che fa la onlyfanser Ma ci sono diverse altre novità rispetto alle precedenti due stagioni, tra cui la presenza di Rosalía e Sharon Stone.
L’Ukip vuole usare un nuovo logo elettorale praticamente identico alla croce di ferro della Germania nazista È la seconda volta che il partito di estrema destra guidato dal personal trainer Nick Tenconi cerca di far approvare un simbolo che richiama apertamente l'iconografia del Terzo Reich.
Su GTA Online è apparsa una missione in cui i giocatori giocano l’omicidio di Charlie Kirk Apparsa e già scomparsa: i moderatori hanno cancellato tutto e inserito anche le parole “Charlie Kirk” all’elenco dei termini proibiti.

Il caso di Gabby Petito sembra una serie tv

Invece è tutto vero: la storia dell'influencer scomparsa diventata virale sui social.

di Studio
21 Settembre 2021

Il sorriso di Gabby Petito ricorda quello di Laura Palmer e la sua storia sembra uscita dal soggetto di una serie tv. 22 anni, bionda, magra, carina, sorridente, innamorata, travel blogger con quasi un milione di follower su Instagram (ne aveva qualcuno in meno prima di sparire), Gabrielle Venora Petito scompare alla fine di agosto mentre gira gli Stati Uniti con il suo fidanzato Brian Laundrie, un anno più grande, a bordo di un minuscolo van. I due erano partiti da Long Island a luglio e pianificavano di raggiungere l’Oregon entro Halloween, passando per Colorado, Utah e Wyoming. Il primo settembre, però, Brian si presenta a casa, in Florida, ma da solo (dal 2019 la coppia viveva insieme ai genitori di lui). Nessuna intenzione di dire dove sia la sua ragazza o cosa sia successo: interrogato dagli inquirenti fa scena muta e non collabora. I genitori di Gabby, che vivono a New York, pregano i genitori di Brian di metterli al corrente di quello che sanno, senza però ottenere alcuna informazione. 10 giorni dopo il ritorno del ragazzo, l’11 settembre, denunciano la scomparsa della figlia. Incredibilmente, qualche giorno dopo sparisce anche Brian: la sua famiglia dice che si è inoltrato in un’immensa riserva naturale. Sabato 18 settembre più di 50 agenti di polizia, agenti dell’Fbi e membri di altre forze dell’ordine iniziano a perquisire i 100 km quadrati di Carlton Reserve, nell’area di Sarasota, utilizzando droni, cani e veicoli fuoristrada, guadando attraverso paludi infestate da alligatori e serpenti. La polizia fa sapere che il ragazzo è ritenuto “persona d’interesse per le indagini” ma non è accusato di alcun reato. Contemporaneamente continuano le ricerche di Gabby nel Wyoming.

Pochi giorni prima della scomparsa di Brian Laundrie, la polizia rilascia un video registrato con una body-cam da un agente datato il 12 agosto. La coppia aveva attirato l’attenzione nella città turistica di Moab: il van era stato visto accelerare e colpire un marciapiede vicino all’ingresso del parco nazionale di Arches. Nel video Brian è pieno di graffi in faccia. Gabby piange, prima seduta dentro alla macchina, poi in piedi vicino all’auto della polizia, e ammette di aver appena litigato col suo ragazzo. Parla apertamente di disturbo ossessivo compulsivo: «Certi giorni ho davvero un brutto Ocd e stavo solo pulendo e mi stavo scusando con lui, dicendo che sono così cattiva perché mi sento frustrata». Lui specifica che c’è stata una piccola rissa, causata dal fatto che lui era salito sul furgone con i piedi sporchi. Dice che non vuole perseguire un’accusa di violenza domestica contro Petito, anche se lei l’ha evidentemente aggredito, graffiandolo in viso: «Non ho intenzione di perseguire nulla perché è la mia fidanzata e la amo», dice. La polizia di Moab separa la coppia per la notte, Brian va a dormire in un motel e lei resta nel van. Le ultime telefonate di Gabbie alla madre risalgono al 23-24 agosto, l’ultimo sms il 30 agosto: «Non c’è campo a Yosemite».

Intanto sui social si sviluppano le ipotesi e nascono account dedicati al “caso Gabby”. L’ultimo post condiviso su Instagram dall’influencer risale al 26 agosto: c’è lei sorridente con una zucca di stoffa tra le mani, sotto c’è scritto Happy Halloween. È evidentemente una foto d’archivio e il riferimento ad Halloween suona strano, dicono nei commenti. Alcuni utenti segnalano che gli ultimi due post, a differenza di tutti gli altri, non hanno un tag di posizione. C’è chi si spinge oltre, facendo notare che nell’unico video caricato sul canale Youtube della coppia, Brian legge Annihilation di Jeff VanderMeer, «un romanzo del 2014 sulla sparizione di una donna» (non è proprio così, l’ha specificato l’autore stesso su Twitter). Il New York Times ha dedicato un lungo articolo alle modalità con in cui il caso è stato “coperto” sui social e in particolare su TikTok. «Ogni anno negli Stati Uniti vengono denunciate centinaia di migliaia di persone scomparse. Ma è raro che un singolo caso catturi l’attenzione del pubblico – e spinga le persone ad agire  – come ha fatto la scomparsa di Gabrielle Petito», scrive Katherine Rosman. «Il caso ha catturato l’interesse nazionale, in gran parte a causa della consapevolezza generata dalle persone che lo stanno guardando svolgersi in diretta sui social media. Ogni nuovo sviluppo è stato seguito da raffiche di post esplicativi e video di aspiranti detective che hanno visto i loro follower aumentare su TikTok, Instagram e Twitter. Le teorie sono state discusse e smentite. E una coppia di influencer potrebbe aver aiutato a individuare i resti che corrispondevano alla descrizione di Gabby». Martedì 21 settembre l’Fbi ha confermato che il corpo trovato domenica 19 settembre nel Grand Teton National Park è quello di Gabrielle e che si può ufficialmente parlare di omicidio.

Articoli Suggeriti
Social Media Manager

Leggi anche ↓
Social Media Manager

Ripensare tutto

Le storie, le interviste, i personaggi del nuovo numero di Rivista Studio.

Il surreale identikit di uno degli autori dell’attentato a Darya Dugina diffuso dai servizi segreti russi

La Nasa è riuscita a registrare il rumore emesso da un buco nero

Un algoritmo per salvare il mondo

Come funziona Jigsaw, la divisione (poco conosciuta) di Google che sta cercando di mettere la potenza di calcolo digitale del motore di ricerca al servizio della democrazia, contro disinformazione, manipolazioni elettorali, radicalizzazioni e abusi.