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02:31 venerdì 13 marzo 2026
Le persone stanno scrivendo pessime recensioni di un hotel di lusso di Dubai perché ci cadono i missili vicino Le iniziali e autentiche lamentele degli ospiti della struttura sono presto degenerate in una marea di commenti lasciati da troll di tutto il mondo, che infatti sono stati tutti prontamente rimossi.
La sicurezza agli Oscar quest’anno è stata molto rafforzata per paura di un attacco di droni iraniani Secondo l'FBI il rischio è reale, perciò l'Academy è stata costretta a correre ai ripari a poche ore dalla cerimonia.
C’è voluta la minaccia dei droni iraniani perché l’Ue si accorgesse che gran parte dei suoi bunker sono inutilizzabili Italia, Francia e Spagna ne hanno pochi, la Germania ne ha solo per lo 0,5 per cento della popolazione, l'Olanda praticamente non ne ha. Si salva solo la Finlandia.
C’è una nuova borsa di studio per chi non può permettersi un corso di scrittura creativa Si chiama "Arrivare a fine mese", sarà organizzata dall'agente Arianna Miazzo con il supporto della scuola di scrittura Belleville, e possono richiederla tutti coloro che hanno un Isee inferiore ai 30 mila euro annui.
Renè Redzepi si è dimesso dal Noma, dopo decine di accuse da parte di ex dipendenti e la perdita di diversi sponsor Lo ha fatto con un video strappalacrime su Instagram, ammettendo le sue responsabilità per anni di abusi e violenze ai danni dei suoi dipendenti.
Sembra proprio che Billie Eilish farà il suo debutto da attrice interpretando la protagonista nell’adattamento di La campana di vetro di Sylvia Plath Sarà Esther Greenwood nel film tratto da uno dei classici della sad girl literature: a dirigerlo dovrebbe essere la regista premio Oscar Sarah Polley.
L’unico Paese entusiasta della decisione di riammettere la Russia alla Biennale di Venezia è la Russia Quasi tutti Paesi europei si sono espressi contro la decisione della Biennale e in tanti hanno già iniziato a minacciare il boicottaggio.
C2C Festival ha pubblicato il set che Nicolas Jaar ha dedicato a Sergio Ricciardone nella serata finale dell’ultima edizione del festival Un set speciale e segreto che ora, nel giorno dell'anniversario della morte del fondatore, si può ascoltare e scaricare gratuitamente sulla pagina Bandcamp di C2C Festival.

Come i social hanno cambiato la cronaca nera

Le migliaia di commenti che hanno accompagnato il programma di Franca Leosini confermano che la passione per le storie maledette è soprattutto una questione "sociale".

12 Marzo 2018

Seguire la cronaca nera con attenzione morbosa sarà riprovevole ma è parte della natura umana. Siamo attratti dalla tragedia. E dal sangue. Rallentiamo quando vediamo l’incidente sull’autostrada e non possiamo fare a meno di cercare con lo sguardo se c’è il lenzuolo che copre un corpo. Proviamo compatimento ma poi pensiamo: «Non mi sono schiantato io». E questo è uno dei motivi del successo di trasmissioni come Storie Maledette, che ieri sera, con la prima parte dell’intervista a Sabrina Misseri e Cosima Serrano è stato seguito da un milione e 800mila spettatori (7,6% di share), con un buzz sui social di 132mila interazioni (fonte Nielsen); se restiamo all’Italia è più della Cerimonia d’apertura dei Giochi Olimpici Invernali e degli Oscar insieme. L’account ufficiale del programma aveva già pronte le gif e i meme con gli aforismi di Franca Leosini: Sabrina Misseri “la fiorente ragazza”, Ivano Russo “che in confronto Brad Pitt è un bipede sgualcito”. Stamattina ci sono già le gallery delle frasi cult. La Leosini è stata una fuoriclasse come sempre: per la prima volta il pubblico ha empatizzato, almeno per un momento, con Sabrina Misseri, una ragazza fragile, che vive in un eterno agosto 2010. Ancora parla di Sarah Scazzi, sua cugina al presente, ancora dice «mi piace andare al pub ma non in discoteca», come se non fosse in carcere con una condanna all’ergastolo ma ancora in giro per Avetrana. Intanto, il pubblico aspetta come un evento la seconda parte che andrà in onda domenica prossima.

Prima dei social network, quella per la cronaca nera era una passione non dichiarata, coltivata in solitudine nel salotto di casa e condivisa con certe vecchie di paese, professioniste nello spiare da dietro le tende le disgrazie delle persone. Se sfuggiva un apprezzamento, l’interlocutore trasaliva: «Ti piace “Chi l’ha visto”? Che ansia!». Grazie a Internet abbiamo scoperto che questa passione era molto più trasversale. Questo genere di programmi hanno le loro community-tifoserie, ci sono i Chilavisters e ci sono i Leosiners che riversano online migliaia di commenti e tweet durante le messe in onda. C’è la signora che commenta assurdamente su Facebook il trailer della puntata di Storie Maledette dedicata a Cosima Serrano e Sabrina Misseri, chiedendo agli altri utenti di non spoilerare il finale perché non potrà vedere il programma la sera della messa in onda. Ci sono Chilavisters che su Twitter fanno le previsioni pre-puntata: «Speriamo che stasera sia avvincente, che non si parli di Cold Case e di bambini adottati che ritrovano la loro famiglia d’origine». Chiedono un colpo di scena, la svolta nelle indagini, una confessione in diretta. La cronaca nera è uno spettacolo perfetto per i social. Nell’omicidio di una quindicenne ad opera della zia e della cugina non c’è nessun insegnamento morale. L’aveva già detto Joan Didion, commentando i fatti di Cielo Drive, l’assassinio di Sharon Tate ad opera della Manson Family: «Noi ci raccontiamo delle storie per vivere».

Per alcuni è solo una scusa per farsi delle risate a buon mercato e del classismo. Si ironizza sugli interni delle case che si vedono nei servizi, che fanno da sfondo all’inviato con microfono in mano. Le cucine anni ’90 con il tavolo coperto dalla tovaglia di plastica coi gufi. Il mobiletto del telefono fisso con la rubrica dei numeri, le vecchie bomboniere accatastate sulle mensoline a prendere polvere insieme alle foto dei parenti defunti. I centrini all’uncinetto. I soprammobili della Thun. Delle persone protagoniste di queste storie notiamo la tinta per capelli, le buste di plastica che trascinano mentre Gianloreto Carbone gli corre faticosamente dietro. Aguzziamo la vista alla ricerca di quel tipo di dettaglio ironico che una volta cercavano solo i giornalisti. Sarà riprovevole ma è umano: un rituale che esorcizza paure collettive.

Bisogna distinguere però i fan dell’ultima ora dagli appassionati veri. Ogni appassionato di cronaca nera ha la sua personale classifica di casi di cronaca: la scomparsa di Manuela Orlandi, il mostro di Firenze, il delitto di Via Poma, la strage di Erba, l’omicidio di Sarah Scazzi e di Yara Gambirasio, la scomparsa di Roberta Ragusa, il piccolo Tommy, il delitto di Perugia. L’appassionato di cronaca nera sa che dovrebbe mantenersi neutrale e garantista ma in cuor suo, e nei gruppi segreti di Facebook, assolve e condanna: “Rosa e Olindo sono innocenti”, “il Logli, totalmente colpevole”, “Massimo Bossetti, un mistero come la sfinge” e in ogni caso “i linciaggi davanti alle questure fanno accapponare la pelle”. Ah, se ci fosse un esame del Dna che spieghi anche l’animo umano! Un cane molecolare che fiuti nella natura più profonda della personalità umana. Invece abbiamo solo Raffaele Sollecito che l’8 marzo posta su Facebook la foto di un mazzetto triste di mimose appoggiato su una lastra di marmo e chiosa «Auguri a tutte le donne!» e Amanda Knox che gli risponde: «Grazie, Raffa!». L’appassionato di cronaca nera guarda questi programmi per capire, ma alla fine non capisce mai.

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