Per anni se ne è parlato come una generazione disinteressata al cinema. Adesso sappiamo che sono la fascia demografica che va più in sala, che spende di più per vedere film e che dai film si aspetta esperienze "forti". Il cinema è pronto a dargliele?
Grian Chatten dei Fontaines D.C. ha detto che Mina è stata una delle più importanti ispirazioni per Dopamine Chamber
«Conosci la cantante italiana Mina?», ha chiesto all'intervistatrice. «È un’artista emersa negli anni Sessanta, capace di mantenere una carriera per decenni e ancora oggi in vita. Sono davvero innamorato della sua musica». Il nuovo album esce il 16 ottobre.
Tra le influenze principali di Dopamine Chamber, il quinto album dei Fontaines D.C. in uscita venerdì 16 ottobre per XL Recordings, a quanto pare c’è anche Mina. In un’intervista pubblicata da Npr, Chatten racconta alla giornalista Ann Powers di aver avuto la sensazione di scrivere l’album da un luogo metafisico, immaginario, che rappresenta la direzione verso cui, secondo lui, ci stiamo muovendo. Un luogo che ha voluto riempire di tutti i dettagli che lo toccano nella vita: le cose che lo spaventano del futuro e quelle che, pensando al passato, gli scaldano il cuore e lo confortano.
E poi dice: «Conosci la cantante italiana Mina? È un’artista emersa negli anni Sessanta, capace di mantenere una carriera per decenni e ancora oggi in vita. Sono davvero innamorato della sua musica. Mi ha aiutato a trovare quel senso di umanità che volevo infondere in questo disco». Da una parte l’umanità di Mina, quindi, e dall’altra un’atmosfera che Chatten definisce – scusandosi per l’abuso della parola – «distopica», con riferimenti a John Maus, Depeche Mode, New Order e “Disintegration” dei Cure e anche Björk e i film di Ridley Scott, quello in cui i personaggi si innamorano anche quando sono isolati nello spazio.
Prodotto da James Ford, il disco contiene 11 brani e ospita per la prima volta un duetto, in “Where Is Gone?”. Chatten definisce il duetto con Rosalìa il punto più alto della sua carriera e racconta che nel brano gli archi vengono “sovvertiti” dal therevox, uno strumento simile al theremin dal timbro inquietante. Il singolo “Marianne”, il più alto in classifica nella storia della band, nasce invece dalla serie Netflix Ripley on Andrew Scott e dalle sue lunghe inquadrature dell’Italia. Il filo conduttore è però il presente, «viviamo in una gloriosa epoca della distrazione», dice Chatten, descrivendo un mondo terrificante da cui tendiamo a fuggire. Per lui l’album dovrebbe funzionare come una “camera della dopamina” – si poteva intuire dal titolo – in cui l’ascoltatore entra per essere sottoposto a brani capaci di alterare la mente e l’umore.
La band intanto ha annunciato il suo tour più grande di sempre, preceduto da una serie di grandi concerti all’aperto la prossima estate: 20 concerti nelle arene di 14 Paesi europei, dal 21 ottobre a Lisbona fino al 27 novembre alla O2 Arena di Londra. L’unica tappa italiana è fissata per lunedì 26 ottobre all’Unipol Arena di Casalecchio di Reno, vicino Bologna, andata sold out in poche ore. Il gruppo tornerà poi in Italia la prossima estate con due date nel 2027, il 18 giugno al Rock in Roma, all’Ippodromo delle Capannelle, e il 19 giugno agli I-Days Milano, all’Ippodromo Snai San Siro.
Alla fine dell’intervista Anne Powers fa notare a Grian Chatten che, pur crescendo e raggiungendo nuovi traguardi, la band è rimasta unita e sembra molto solida, e gli chiede com’è stato crescere insieme agli altri membri e come immagina il futuro del gruppo. Lui risponde che il suo futuro lo vede con tutti e cinque insieme, che da anziani festeggiano il Natale con i figli che corrono tra i piedi e una regola per restare uniti, abbracciarsi prima di parlarsi, praticamente ogni giorno.