Hype ↓
14:16 venerdì 30 gennaio 2026
Nel sottosuolo di Niscemi c’è un sistema di rilevamento delle frane di cui tutti si sarebbero “dimenticati” per 20 anni Lo si è scoperto grazie a un'inchiesta della Stampa, secondo la quale gli strumenti di rilevamento sarebbero stati installati e poi abbandonati.
Un uomo ha tentato di far evadere dal carcere Luigi Mangione armato di forchettone da barbecue e rotella tagliapizza L'improbabile colpo tentato da un ex pizzaiolo noto alle autorità si è concluso con la sua incarcerazione nella stessa prigione di Mangione.
Dopo due mesi di silenzio, Paul Dano ha risposto ai commenti offensivi che Quentin Tarantino ha fatto su di lui Al Sundance Film Festival, Dano ha raccontato di essere estremamente grato alle persone che lo hanno difeso
Grazie a TikTok, un singolo di Jeff Buckley è entrato per la prima volta in classifica 29 anni dopo la sua morte “Lover, You Should’ve Come Over” è entrata nella top 100 USA, grazie ai tanti tiktok in cui è stata inserita.
Zohran Mamdani ha indossato una giacca Carhartt personalizzata molto stilosa per spalare la neve a New York Modello "Full Swing Steel", colore nero, sulla parte interna del collo ricamata la scritta "No problem too big, no task too small".
Werner Herzog ha spiegato il vero significato del “pinguino nichilista”, la scena del suo documentario Encounters at the End of the World diventata un popolarissimo meme Lo ha fatto con un reel su Instagram, in cui racconta di essere affascinato tanto dal comportamento dell'animale quanto da quello di chi ne ha fatto un meme.
In Iran stanno arrestando i medici che hanno curato i manifestanti feriti durante le proteste Almeno nove medici sarebbero stati arrestati come ritorsione per aver curato persone ferite. Uno rischierebbe addirittura la pena di morte.
Blossoms Shanghai, la prima serie tv di Wong Kar-wai, arriva su Mubi il 26 febbraio Dopo il grandissimo successo in Cina, l'opera prima televisiva di Wong Kar-wai arriva finalmente anche in Italia.

Non c’è più sesso al cinema, a parte quello queer

Se proviamo a pensare a scene di sesso che hanno fatto scalpore negli ultimi tempi, al cinema e in tv, ci vengono in mente solo scene gay: i rapporti sessuali etero sono diventati noiosi?

13 Giugno 2024

Laddove il discorso sull’identità sessuale è diventato centrale, l’atto in sé sembra essere stato accantonato dalle rappresentazioni della narrativa mainstream: se ne parla molto, lo si mostra poco, le immagini sono diventate un campo minato. È di un mese fa la ricerca, commissionata dalla giornalista dell’Economist Rachel Lloyd, in cui si scopre che negli anni 2000 le scene di sesso nei film sarebbero diminuite addirittura del 40 per cento. I più giovani vogliono vedere amicizie e relazioni platoniche, ecco quindi il successo di Heartstopper e il cambio di registro di Sex Education, che da esplicita e brillante, genuinamente sopra le righe e mai paternalista, è stata epurata di tutto l’entusiasmo per il sesso e resa schiava delle borracce sostenibili. C’è la voglia di storie e personaggi aromantici e asessuali (vedi, appunto, Heartstopper). Il sospetto è che gli adolescenti che là fuori stanno facendo sesso proprio in questo momento (sempre meno pare, ma non ne sarei così convinto) non siano un target interessato da serialità e cinema.

Quello che nella cultura massmediale sembra guadagnare più spazio è il sesso queer (gay, lesbico e trans) per target non adolescenziali; prima si è fatto spazio in un torneo tutto suo, a latere, in film di nicchia, d’autore (quelli in cui possono essere mostrati cazzi e culi senza gridare troppo allo scandalo), poi con i cowboy di Ang Lee è entrato ufficialmente a far parte della serie A. Se provate a pensare a scene di sesso o di nudo che hanno fatto parlare negli ultimi tempi vi verranno in mente solo scene gay: le leccatine nella vasca di Barry Keoghan in Saltburn, le slinguazzate tra Josh O’Connor e Mike Faist in Challengers, le avventure tutte matte di Rotting in the Sun (distribuzione Mubi, ovvero film d’autore), i tradimenti tra le coperte in Passages di Ira Sachs con Franz Rogowski e Ben Whishaw, le fellatio tra Andrew Scott e Paul Mescal in All Of Us Strangers, le ciucciate di piedi tra Matt Bomer e Jonathan Bailey in Fellow Travelers, il rimming vacanziero di The White Lotus… Sentirete a breve parlare del sesso bodybuilder di Kristen Stewart in Love Lies Bleeding (esce al cinema il 12 settembre, pare). Perfino in romcom come Bros (di Billy Eichner) o Fire Island non mancano un po’ di movimento e di carne in bella vista, e anche in un film Netflix cippettone come Nuovo Olimpo di Ozpetek si vedono tranquillamente cosce aperte e membri in bella vista.

Il sesso gay quindi intrattiene di più? Quello etero è più noioso? Nei film con amori e avventure eterosessuali le star sembrano meno disposte di un tempo a mettersi in gioco, qualche close up, una mano dietro al collo, una bocca sull’orecchio, uno spicco di chiappa… Quello gay, lesbico e trans invece ancora oggi fa “scalpore”, non è dato per scontato. Al cinema e in tv il sesso etero oggi è percepito come exploitation, uno forma di svilimento, oggettificazione, un qualcosa di non necessario (di “grafico”, come si dice usando un calco dall’inglese “graphic”), perfino brutto. La maggior parte delle attrici hollywoodiane sono paralizzate dalla paura di potersi pentire per una un capezzolo scoperto, autori e registi da quella di essere denunciati (anche ad anni di distanza) o peggio ancora di essere cancellati. Al massimo, per i più coraggiosi, può essere didattico come in Povere Creature!.

Il sesso queer invece sembra essere percepito come una prova di coraggio, validato dalla dignità che prevede l’impegno in una performance attoriale, una sfida da vincere. Anche nelle performance che lambiscono territori pornografici (Paris 05:59: Théo & Hugo, su Mubi; Sauvage) troverà posto una lettura poetica, d’autore. Coltivato in anni di cinema militante, con filmografie nazionali germogliate e fiorite sotto spinte culturali e politiche eterogenee (quella italiana la più arretrata, non a caso), la messa in scena del sesso queer si muove in spazi dai confini dinamici, in direzioni che ci portano lontano dalla norma, con punti di vista eccentrici (lontani dal centro), inediti.

C’è sempre, in questo sesso, un senso di scoperta, di rivalsa, di conoscenza. Il sesso queer all’interno delle narrazioni massmediali è ancora necessario (non può essere quindi epurato) perché ha uno scopo preciso, un intento, quello di definire delle identità: «Un corpo queer», scrive António Fernando Cascais nel suo saggio Corpi queer, film queer in Portogallo (pubblicato nell’Atlante del cinema queer contemporaneo a cura di Andrea Inzerillo, edito da Meltemi), «si materializza come una presenza corporea, narrativa, organica, meccanica». Questo considerando anche il fatto che le nicchie del cinema queer sono state assorbite solo in parte, superficialmente, dal cinema mainstream. Le tendenze più interessanti e autoriali si muovono libere al di fuori delle grandi produzioni, lasciando a un pubblico particolarmente ricettivo e all’erta il compito di scoprirne i frutti (con registi come Christophe Honoré, João Pedro Rodrigues, Craig Boreham). Film impregnati di queerness come Challengers sono invece addomesticati, depotenziati, educati, destinati a un pubblico mainstream, di larghe intese… Un pubblico in buona parte femminile. Non è un fenomeno nuovo, le donne amano le storie gay.

In Giappone il principale evento per gli appassionati di manga è il Comiket, raduno fieristico di dedicato al mondo dei doujinshi, fumetti amatoriali autoprodotti che spesso reinventano gli universi narrativi degli autori professionisti; dall’anno della sua inaugurazione (1975) il settore trainante è quello dedicato a yaoi e shōnen’ai, manga a tematica omosessuale (i primi più spinti, i secondi più romantici, oggi più semplicemente BL, Boy’s Love) disegnati da donne e destinati a un pubblico femminile. In tempi precocissimi è stato quindi istituzionalizzato sia il fenomeno delle fanfiction sia quello che vede le donne come autrici di materiale narrativo frizzantino con protagonisti maschi che amano altri maschi.

Una dinamica editoriale che ha un suo parallelo anche da questa parte di mondo, seppur istituzionalizzato più recentemente, quello dei romance. Un segmento di mercato che ha trovato la sua fortuna grazie a nuovi canali (il web), nuovi supporti (gli ebook), nuove strategie di vendita (il self publishing) e un pubblico di donne bramoso di amori romantici e gioiosamente porcelloni. I primi a sbarcare al cinema sono stati però quelli con trame etero (ovviamente, la supremazia della norma): all’inizio c’è stato 50 sfumature di grigio, oggi The Idea of You (su Prime Video) che trasposto in immagini tralascia però tutte le sconcezze del libro. Con Rosso, bianco & sangue blu – prima un successo editoriale e poi in streaming con il suo adattamento per Prime Video – ecco realizzata in immagini la fantasia di una schiera di spettatrici in cerca di amori kawaii e sexy. Eppure, commedie come Tutti tranne te e Fidanzata in affitto (No Hard Feelings) dimostrano che anche il sesso eterosessuale, quando usato come parte del linguaggio visuale e narrativo (qui quindi come stupido, folle ed esagerato) funziona ancora. Viene quindi da chiedersi se il problema sia davvero il sesso etero o, invece, i registi etero.

Articoli Suggeriti
Se davvero la Bonelli è in crisi, tutta l’industria del fumetto dovrebbe iniziare a preoccuparsi

Tra forum e pagine Facebook si discute da giorni delle difficoltà dell'azienda, di autori congedati e vendite in calo. Il problema, però, non riguarda solo Bonelli, ma un modo di fare i fumetti forse non più sostenibile nel mercato attuale.

Grazie a TikTok, un singolo di Jeff Buckley è entrato per la prima volta in classifica 29 anni dopo la sua morte

“Lover, You Should’ve Come Over” è entrata nella top 100 USA, grazie ai tanti tiktok in cui è stata inserita.

Leggi anche ↓
Se davvero la Bonelli è in crisi, tutta l’industria del fumetto dovrebbe iniziare a preoccuparsi

Tra forum e pagine Facebook si discute da giorni delle difficoltà dell'azienda, di autori congedati e vendite in calo. Il problema, però, non riguarda solo Bonelli, ma un modo di fare i fumetti forse non più sostenibile nel mercato attuale.

Grazie a TikTok, un singolo di Jeff Buckley è entrato per la prima volta in classifica 29 anni dopo la sua morte

“Lover, You Should’ve Come Over” è entrata nella top 100 USA, grazie ai tanti tiktok in cui è stata inserita.

Blossoms Shanghai, la prima serie tv di Wong Kar-wai, arriva su Mubi il 26 febbraio

Dopo il grandissimo successo in Cina, l'opera prima televisiva di Wong Kar-wai arriva finalmente anche in Italia.

Per chi lavora nel cinema in Italia, la vita è una battaglia dopo l’altra

Attori, attrici, registi, produttori, maestranze: abbiamo parlato con chi il cinema lo fa per farci raccontare la realtà e la crisi di questa industria. Tra soldi che non ci sono e attese che non finiscono mai.

Partenze è l’addio antisentimentale di Julian Barnes alla letteratura

Quello appena pubblicato da Einaudi è l'addio dello scrittore britannico ai libri: l'ha deciso lui, e non potrebbe esserci una decisione più barnesiana di questa.

È stato annunciato un sequel di Dirty Dancing e a interpretare Baby, 39 anni dopo, sarà ancora Jennifer Grey

Non è ancora confermato se sarà lei la protagonista del film, però. Ma secondo le prime indiscrezioni, è quasi sicuro che lo sarà.