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22:28 domenica 17 maggio 2026
Un gruppo di scienziati era vicinissimo a sviluppare un vaccino per l’hantavirus ma si è dovuto fermare all’ultimo momento perché avevano finito i soldi Servivano 7 milioni di dollari per concludere la sperimentazione, ma il Covid ha interrotto tutto. Ci vorranno tra 12 e 24 mesi per tornare al punto in cui lo studio era stato lasciato.
Israele vuole fare causa al New York Times per un’inchiesta che racconta le violenze sessuali dei soldati dell’IDF sui prigionieri palestinesi L'inchiesta l'ha firmata il giornalista premio Pulitzer Nicholas Kristof e il giornale ha definito tutto ciò che racconta come «ampiamente verificato».
Sono bastati i primi tre mesi dell’anno perché quasi tutte le città della Pianura Padana superassero i livelli annui di inquinamento da polveri sottili Praticamente tutti i centri urbani della Val Padana, a marzo, hanno già violato le raccomandazioni dell'Organizzazione Mondiale della Sanità.
L’ultima assurdità in fatto di cibo uscita da internet è il biblical eating, cioè mangiare come si mangia nella Bibbia Una dieta basata solo sugli ingredienti, le preparazioni e le ricette menzionate nella Bibbia. Serve a tenersi in forma e a scacciare il Diavolo, dicono i sostenitori.
A giugno arriveranno in streaming i primi quattro film di Sean Baker, mai distribuiti fino a ora in Italia Sono Four Letter Words, Take Out, Prince of Broadway, Starlet e saranno disponibili a partire da giugno, in lingua originale con sottotitoli.
C’è una copia di Wikipedia in cui tutti gli articoli sono deliri sconnessi e sconclusionati scritti da una AI Si chiama Halupedia e contiene tutte le informazioni su eventi storici come il Grande Censimento dei Piccioni del 1887 e approfondimenti sul mandato gnomico del ragionamento circolare.
Un’operazione segreta dell’Onu ha salvato dalle macerie di Gaza milioni di documenti che ricostruiscono la storia del popolo palestinese dalla Nakba a oggi In 10 mesi, gli operatori hanno salvato milioni di documenti che permetteranno di ricostruire gli alberi genealogici dei palestinesi e di raccontare il loro legame con quella terra.
La lunghissima, tesissima, imbarazzatissima stretta di mano tra Donald Trump e Xi Jinping È durata 14 secondi, nessuno sembrava voler mollare la presa per primo, ovviamente su internet si sono fatte scommesse e meme a riguardo.

Fenomenologia di “YO”, l’app del momento

26 Giugno 2014

YO, la app creata dall’israeliano Or Arbel e che permette di comunicare solo utilizzando l’espressione monosillabica “yo”, ha superato in soli quattro giorni la cifra di un milione di utenti. La notizia è stata comunicata dall’account Twitter ufficiale dell’app, lanciata lo scorso primo aprile quasi per gioco (noi ne avevamo già parlato).

Il picco di celebrità raggiunto da YO è dimostrato principalmente da un aspetto: attorno all’applicazione sta nascendo un vero e proprio ecosistema di imitazioni, parodie e discussioni. Basti pensare che, come riportato da Business Insider, è già nata la prima copia dell’app: si chiama “Hey” e l’unica possibilità di uso diversificato promessa dai fondatori è scrivere la parola con una o più “y”, a seconda di ciò che si vuole comunicare attraverso il messaggio.

Nel frattempo, lo stesso Or Arbel ha dichiarato di avere in cantiere una versione business della sua app, il che però non dovrebbe implicare molte aggiunte all’essenziale “yo”. Il creatore della striscia a fumetti Dilbert, Scott Adams, invece, ha detto a VentureBeat di voler dar vita a quella che considera la naturale evoluzione di YO: una nuova app che invii una risposta senza alcun contenuto. «Ci sono delle occasioni in cui persino “yo” è troppo», ha spiegato, «Come quando riceviamo mail e messaggi che vogliamo ignorare: in questi casi sarebbe utile poter dire “ti ho risposto sette volte con la mia nothing-app”. A quel punto chi ignorerebbe chi?».

Il successo di YO è passato anche attraverso il battesimo della sua prima parodia, creata in India con un fine non del tutto giocoso. La app che fa il verso all’originale si chiama Wow Labz ed è stata ideata dal ventottenne Rohith Veerajappa: l’unico messaggio che permette di inviare è “aiyo”, che in indiano sta per “delusione” (mentre in cinese indica il dolore). Quest’app infatti vuole evidenziare il senso di frustrazione che molti giovani indiani provano nel rendersi conto di quanto nel loro Paese sia difficile ottenere finanziamenti per startup e nuovi progetti, mentre nel resto del mondo un semplice “yo” può garantirsi investimenti milionari in una manciata di giorni.

(via)

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