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19:16 giovedì 25 giugno 2026
L’Alligator Alcatraz di Trump non è durata neanche un anno e non è servita quasi a niente Inaugurata l'1 luglio dello scorso anno, è stata chiusa e sono già iniziati i lavori per smantellarla. Tenerla aperta è costato 1 milione di dollari al giorno.
L’ultimo, ridicolo risultato del sovranismo italiano è Emma, l’AI che dà solo risposte sbagliate e deliranti E stata chiusa cinque giorni dopo il lancio e dopo aver sbagliato a rispondere a letteralmente tutte le domande che le sono state fatte.
C’è un mobile game che ti fa “catturare” i gatti randagi che incontri per strada come i Pokémon in Pokémon Go Si chiama CatchCat e ha anche un archivio, molto simile a un Pokedex, in cui i gatti vengono classificati con statistiche e punti esperienza.
Quello che sta investendo l’Europa è un evento climatico estremo chiamato omega block Si tratta di un fronte di alta pressione intrappolato tra due di bassa pressione. In sostanza, di una "cupola" di aria calda schiacciata sul continente.
Il cofondatore di Wikipedia è stato bannato da Wikipedia perché ha provato a cambiare le regole di Wikipedia senza seguire le regole di Wikipedia Larry Sanger ha proposto una riforma di tutto il sistema dell'enciclopedia online, ma a quanto pare lo ha fatto nella maniera sbagliata.
L’album “perduto” dei Deftones, Eros, è stato pubblicato online dopo 18 anni E i fan si sono divisi, tra chi ha accolto la notizia con entusiasmo e chi si è indignato ricordando la storia tragica che portò alla cancellazione di quel disco.
A Londra hanno dovuto cancellare un evento sul caldo estremo a causa del caldo estremo Un evento in cui il tema era trovare il modo di sopravvivere al caldo estremo senza stravolgere la propria vita quotidiana.
In Tasmania stanno installando un monolite artificiale che sarà la “scatola nera” della fine del mondo e dell’estinzione dell’umanità Funzionerà esattamente come la scatola nera di un aereo, registrando l’apocalisse giorno dopo giorno.

Fedez, Luis, Giorgia, Damiano e il giorno in cui si ruppe internet

Sembrano gossip, ma i due "incidenti" che venerdì hanno scatenato sui social la tempesta perfetta sono la manifestazione più evidente di come funziona la società oggi.

10 Giugno 2023

L’8 giugno 2023 è da mettere tra quelle date in cui “s’è rotto Internet”. Uno di quei giorni in cui l’incidente stradale virtuale è così spettacolare che il flusso di utenti, ognuno intento a commentare nella sua bolla, si ferma per convergere nello stesso punto, come sciame di api attirato da un fiore particolarmente colorato e odoroso. Il contenuto che scala istantaneamente la classifica delle tendenze è il fischio d’inizio della partita: l’utenza può prendere posto sugli spalti dell’arena virtuale che, ai tempi di Friendfeed, si chiamava “piccionaia”, e godere dell’incidente (anche detto “drama”) dall’alto. In piccionaia ci sono le tifoserie che fanno il tifo, i commentatori tecnici, gli arbitri a bordo-campo, il ragazzo con cappellino che vende popcorn e birrette. L’8 giugno si sono verificati ben due incidenti (inusuale ma non troppo: quando sono tutti già eccitati è molto più probabile il verificarsi di tamponamenti a catena) con in campo personaggi in vista dello scenario social italiano: Damiano dei Måneskin contro Giorgia Soleri (anche nota come la fidanzata di Damiano dei Måneskin) e Fedez contro Luis Sal. Sembra gossip, sembrano cazzate da nulla, ben altri sono i problemi; e invece è la manifestazione più evidente di come funziona la società di oggi, sul calco della società americana che cose del genere le vede da molto più tempo, con personaggi grandiosi, con un vero star system, con un giro di soldi che neanche riusciamo a immaginarci qui dall’Italia. Il business basato sulle illusioni in cui crediamo e a quelle che ci raccontiamo, per parafrasare Jia Tolentino. 

Iniziamo da Damiano e Giorgia: sono da lungo tempo (mesi, forse anni) non una vera coppia (un tempo lo sono stati) ma una “coppia PR”: accoppiati dai rispettivi uffici stampa, con storytelling sviluppato dalle loro agenzie per motivi di comodo. A lui serviva stare con lei per portare avanti l’immagine della rock star senza droga e sesso, sexy ma non tossica, trasgressiva ma non troppo. Questo per compiacere la sua audience principale: mamme alla ricerca del brivido erotico, ma solo immaginario, la versione glam rock di 50 sfumature di grigio (posizionamento che sta scivolando inesorabilmente verso Blanco). Lei ovviamente a traino dell’incredibile popolarità dei Måneskin, forsennatamente collocata dal suo management qui e là, dai reality alla sponsorizzazione di creme corpo e make-up. Che non stessero veramente insieme lo sapevano tutti, tranne le mamme distratte che ogni tanto buttano un occhio a Instagram, tranne i fan che vogliono crederci a ogni costo e contro ogni evidenza. Insomma, sono gli uffici di pubbliche relazioni che si scaricano tra di loro e si fanno i dispetti, e infatti il vero incidente è nel come il tutto sia stato gestito, nel fatto che nessuno ci abbia guadagnato, a differenza di Bruganelli-Bonolis che invece hanno venduto l’annuncio del divorzio direttamente a Chi. Le prossime mosse riguardano noiosi riposizionamenti da ufficio marketing: diciamo che era rapporto non-monogamo, diciamo che era “massima sincerità” e “rispetto l’uno dell’altro”. La parte divertente sarà vedere con chi verrà ri-accoppiata Giorgia Soleri: un tiktoker? Un trapper? Un politico che porti avanti le cause dell’attivismo Instagram? Pete Davidson?

Spostandoci dall’altro lato dell’arena, si assiste allo scontro tra Fedez e Luis Sal, con in palio lo scettro e la corona di “content creator più bravo d’Italia”. Chiaro a tutti che a questo punto il regno è di Luis Sal, con noi sudditi del content ai suoi piedi dopo il video su YouTube dal titolo “eccomi qui” (3 milioni di visualizzazioni in meno di dodici ore). Video capolavoro di post-modernismo, meta-testualità e cross-medialità, che verrà studiato nelle università, e decostruito nei saggi sulla creator economy. È il dissing elevato ad arte, cosa che si verifica soprattutto in televisione, come ad esempio quello Morgan-Bugo in cui però il genio era distribuito tra i due artisti. Qui invece abbiamo da un lato un fuoriclasse, di quelli che segnano pochi goal ma leggendari e nella partita della vita; dall’altro il ragioniere del content, implacabile nel posting, conservatore e tradizionalista nei temi, prudente nell’agganciarsi sempre alla tendenza del momento, agli altri personaggi in hype che possano portarlo in cima. La tentazione di molti è stata quella di pensare: è tutto costruito a tavolino. E invece no: succede coi social media quando è difficilissimo per tutti separare la realtà dalla fiction, la burocrazia dallo storytelling, il commercialista dai trending topic.

Negli Stati Uniti hanno il clan delle Kardashian che si muovono come pedine nella scacchiera dell’attenzione, posizionate per promuovere, fatturare, coprire magagne, forse addirittura in contatto col governo per fare cover-up. C’è Britney Spears, superstar ribelle che non voleva più esibirsi e voleva fuggire dai paparazzi, che è stata messa sotto conservatorship e sotto l’effetto del litio per essere così gestita meglio, per far continuare a fatturare l’industria. In Italia, Fedez meriterebbe un approfondimento a parte, come lo ha meritato Chiara Ferragni (nel frattempo in giro a Capri, intenta probabilmente a preparare il piano di battaglia per il divorzio-coi-bambini-di-mezzo, ma soprattutto coi soldi di mezzo). Fedez e la sua salute mentale sotto gli occhi di tutti, coi momenti di paranoia alternati a momenti di megalomania, alternati a momenti di down in cui piange e chiede scusa a tutti. Sono tempi in cui si può essere contemporaneamente multimilionari e derelitti.

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