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22:59 martedì 24 febbraio 2026
Uscirà un film su Colazione da Tiffany e a interpretare Audrey Hepburn sarà Lily Collins La protagonista di Emily in Paris, abbastanza a sorpresa, è stata preferita a Rooney Mara e ad Ariana Grande.
Secondo un report dell’Onu, sono 606 i migranti morti nel Mediterraneo soltanto nei primi due mesi del 2026 Per l'Organizzazione Internazionale per le Migrazioni si tratta del peggior inizio di anno da quando si è iniziato a tenere traccia di queste tragedie.
Tra le ultime aggiunte alla prestigiosissima Criterion Collection c’è anche KPop Demon Hunters Sarà contento Park Chan-wook, che ha detto di essere anche lui un grande appassionato di KPop Demon Hunters.
C’è un sito che digitalizza vecchie musicassette trovate per caso in tutto il mondo Si chiama Intertapes e ogni musicassetta viene catalogata non solo per la musica o le registrazioni che contiene ma anche per la grafica e i colori.
La bandiera di One Piece è arrivata anche a Sanremo grazie a Tommaso Paradiso Il cantante è un fan sfegatato del manga di Eiichiro Oda e ha deciso di portarsi questa sua passione anche sul green carpet dell'Ariston.
Il Vaticano ha annunciato che le messe nella basilica di San Pietro avranno una traduzione simultanea in 60 lingue fatta dall’AI L'AI in questione si chiama Lara e verrà presentata in occasione dei festeggiamenti per i 400 anni della Basilica.
Durante i festeggiamenti per il 30esimo anniversario della serie è stato annunciato un nuovo anime di Evangelion Nuova serie di cui non si sa assolutamente niente, ma questo non ha impedito alla macchina dell'hype di entrare in funzione.
Alla cerimonia di chiusura dei Giochi Olimpici di Milano Cortina, Ilia Malinin si è esibito indossando dei jeans Balmain da 1100 dollari Il pezzo era abbinato a una felpa del rapper NF: nel suo insieme, il look sembrava suggerire una riflessione sulla salute mentale nello sport.

Come nascono i favoriti

I giornalisti e le canzoni ascoltate in anteprima, chi è stato scelto come "favorito" e chi sarà escluso. Precedenti illustri e grandi sconfitti. E il televoto: come funziona e chi favorisce. Antipasto al Festival a poche ore dall'inizio.

18 Febbraio 2014

Dicono che Francesco Renga un po’ sia abituato ma, insomma, il fatto di partire con l’etichetta, qui considerata pesante come un macigno, di “favorito”, pare non lo metta così tanto di buonumore. Ad aiutarlo c’é forse il fatto di non essere di primo pelo e di aver già vinto una volta, e veramente. Eppure è così, sempre, ogni anno: mancano due settimane e, puntuali, arrivano i titoloni: “parte favorito”, “possibile vincitore”, “dato in testa”, con forse la gioia di qualche discografico che spera in qualche migliaio di copie in più, ma lo scorno dell’interessato, che minimizza, ed è tutto un “ma no”, “ma figurati”, “chi può dirlo”, “il pubblico è sovrano” e giù di scaramanzie varie.

Eppure tutto questo ha un’origine, quasi matematica, che solitamente – e non potrebbe essere altrimenti – risale alla giornata in cui la Rai convoca i critici dei giornali per far loro ascoltare la prima edizione dei brani. Messa così sembrerebbe facile, ma già solo l’ascolto è fonte di polemiche perché le modalità spesso non convincono tutti: quest’anno i brani – che, a differenza di molte altre edizioni, sono due a testa – sono stati fatti ascoltare il 20 gennaio nella sede della Rai di Milano alla presenza dei due direttori artistici Fabio Fazio e Mauro Pagani. Una novità degli ultimi anni, perché prima ogni casa discografica convocava i giornalisti per i propri artisti, mentre ora l’ascolto avviene in un unico posto e con tutti i brani (28 in totale) uno dietro l’altro.

Da questo primo ascolto – e dai pezzi che seguono nei giorni successivi sui media – si delineano già i primi verdetti: quest’anno, appunto, oltre a Renga vanno forte anche Noemi e Cristiano De André. Il principio, poi, è in sé abbastanza semplice: le notizie rimbalzano sui blog, sui siti, e dopo una settimana circa si comincia: “Renga favorito”. In realtà alcuni critici – ma non tutti – distinguono tra la possibilità di vittoria di un brano e il suo effettivo valore, ma tant’è.

Questo toto vincitore ha anche implicazioni economiche: basti pensare che ci sono scommesse ufficiali, come ad esempio quelle di Snai ed Eurobet. Renga è dato a 3,75 dalla prima e a 3,30 dalla seconda anche se le quote sono variabili. Per capire meglio è necessario conoscere il sistema di voto, in sé un po’ complesso. Semplificando si potrebbe dire così: che a decidere saranno principalmente, anche se in percentuali diverse, tre fattori: il televoto, la sala stampa e la giuria di qualità (che quest’anno è presieduta da Paolo Virzì). È chiaro che in questa dinamica il televoto valga molto (costa poco più di un euro) e che quindi a essere avvantaggiati siano gli artisti che hanno un pubblico avvezzo al mezzo (tradotto: quelli dei talent). Per questo motivo, «e per evitare altri vincitori alla Marco Carta e Valerio Scanu» fa notare un critico, cioè provenienti da un programma noto come Amici ma forse non proprio rappresentativo del pubblico del Festival, si è provveduto a compensare i voti da casa, considerati espressioni di grande democrazia, con giudizi più tecnici come quello dei giornalisti accreditati e come quello della giuria virziniana.

«Renga – spiegano i giornalisti veterani – può mettere insieme un po’ tutto: pubblico di ogni età, notorietà non solo tra i giovanissimi avendo già vinto (nel 2005 con “Angelo”), buona stima da parte della critica, vicinanza generazionale con alcuni dei giurati di qualità».

Noemi, invece, proviene da X-Factor, così come anche Giusy Ferreri, la cui vittoria al talent è però più lontana e quindi considerata un gradino sotto nella classifica dei favoriti, visto che il pubblico dei giovani televotanti è reputato di memoria e affezione abbastanza “breve”.

Il televoto comunque non è uno scherzo: nel 2010 alla Rai fu data una multa di 50 mila euro per aver disatteso alcune condizioni, con conseguenti ricorsi e diatribe giuridiche.

C’è infine un effetto anche psicologico; come sempre essere dati per favoriti non sempre giova: l’anno scorso a Malika Ayane e ai Modà veniva dato il trofeo in tasca ma poi furono battuti da Marco Mengoni (star di  X-Factor, dettaglio di non poco conto). E tutti si ricordano il secondo posto di Elio e Le Storie Tese con “La Terra dei Cachi” (battuto da chi? da Ron con “Vorrei incontrarti fra cent’anni”) per cui ci fu una mezza sollevazione popolare. Forse non spereranno i Perturbazione, dati in fondo alle classifiche degli scommettitori, ma di certo Renga è avvisato.

Nell’immagine, Mia Martini canta “Gli uomini non cambiano” a Sanremo 1992.

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