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02:30 domenica 12 luglio 2026
Alberto Angela che intervista Christopher Nolan e Matt Damon è la trovata promozionale che l’Odissea si merita e di cui ha bisogno L'intervista andrà in onda il 12 luglio, in prima serata su Rai 1, nella premiere della nuova stagione di Noos.
A Madrid c’è un gruppo di “sabotatori antituristificazione” che sta sabotando centinaia di appartamenti affittati dai turisti Se la prendono con le key box e con i lettori NFC, per impedire ai turisti di entrare nelle case. Hanno colpito 153 appartamenti in 7 quartieri.
Al concerto dei Foo Fighters a Milano, Dave Grohl ha fatto salire sul palco gli esponenti dei centri sociali italiani in cui suonava negli anni ’90 Ha anche parlato in italiano dicendo tutte le parole che sapeva ("grazie", "bacio", "tutti pazzi") e ha ricordato l'accoglienza e la generosità dei centri sociali ormai chiusi.
Dopo averle classificate come un “problema climatico”, l’Unione Europea ha cambiato idea sulle mucche e adesso le considera “infrastrutture critiche” A quanto pare, adesso l'Ue ha deciso che le mucche «garantiscono autonomia strategica e prevengono l'abbandono dei territori».
Dopo vent’anni potremo finalmente vedere il documentario su Marie Antoinette di Sofia Coppola girato da sua madre Eleanor Coppola Si intitola Making Marie Antoinette, lo distribuirà Mubi ed è un ultimo omaggio che la figlia fa alla madre, morta nel 2024.
C’è una playlist in cui ogni canzone è dedicata al Presidente di un Paese del G7 e l’ha fatta Emmanuel Macron Tra dossier sull’Ucraina, tensioni in Medio Oriente, dazi, nucleare iraniano e intelligenza artificiale, Emmanuel Macron ha pensato di aggiungere una canzone per ciascun leader in un catalogo musicale del potere globale.
La libreria indipendente di Han Kang a Seoul ha chiuso a causa della gentrificazione del quartiere Il proprietario dell'immobile in cui si trovava la libreria ha deciso di venderlo e nemmeno una Premio Nobel è riuscita a convincerlo a ripensarci.
Oltre a John Cale, Martin Scorsese e Marc Jacobs, nel nuovo album di Charli XCX c’è anche David Cronenberg L'attesissimo nuovo album dal titolo Music, Fashion, Film uscirà il 24 luglio.

Perché molte persone credono che lo sbarco sulla Luna non sia mai avvenuto

10 Luglio 2019

La storia di tutte le bufale si assomiglia, così quella sul falso allunaggio ha qualche parentela con quella dei vaccini che provocano autismo. Come scrive il Guardian: «Ci sono voluti 400 mila impiegati e professionisti della Nasa per mandare Neil Armstrong e Buzz Aldrin sulla Luna nel 1969, ma è bastato solo un uomo per diffondere l’idea che fosse un falso». Quest’uomo risponde al nome di Bill Kaysing (mentre quello che provocò l’infinita e ancora più pericolosa credenza di una correlazione tra vaccini e autismo, nonostante le moltissime ricerche serie che lo negavano, è Andrew Wakefield).

La cosa incredibile è che a 50 anni dall’impresa, e con decine di evidenze che dimostrano la veridicità dell’allunaggio (tra cui 382 chili di roccia lunare raccolta nel corso delle sei missioni e le immagini della Nasa Lunar Reconnaissance Orbiter che mostrano le tracce lasciate dagli astronauti sul suolo lunare), le teorie cospirazioniste hanno ancora dei seguaci. Tanti. Come riportato da The Conversation, che cita varie ricerche sul tema, sono il 5-10% degli americani, il 12% dei britannici, il 57% dei russi, addirittura il 20% di italiani che non crede all’allunaggio. È storia di questi giorni un articolo a sostegno del falso allunaggio pubblicato da un blogger de Il Fatto Quotidiano, che ha suscitato molte polemiche. Si legga a tal proposito il commento su Twitter del direttore della testata Peter Gomez:

Nel 1976 Bill Kaysing, che tra il 1956 e il 1963 lavorava presso la Rocketdyne, un’azienda che contribuì a costruire il Saturn V, autopubblicò un pamphlet intitolato We Never Went to the Moon: America’s Thirty Billion Dollar Swindle (“Non siamo mai andati sulla Luna. Una truffa da 30 miliardi di dollari”). Da allora la teoria cospirazionista ha iniziato a diffondersi trovando infine in internet il mezzo ideale per amplificarla. Se si guarda un video di Apollo 11 su YouTube, ad esempio, è probabile che a seguire in automatico ci sia un documentario sul falso allunaggio.

Secondo Roger Launius, ex capo del dipartimento “Storia” della Nasa, «la verità è che gli americani (e non solo loro, ndr) amano le teorie della cospirazione. Ogni volta che succede qualcosa di grande, qualcuno ha una contro-spiegazione». Prima di internet, le teorie sul falso allunaggio ha vissuto un momento di boom nel 2001, quando Fox News trasmise un documentario intitolato Did We Land on the Moon? che riproponeva le “ipotesi” a un nuovo pubblico. Launius ricorda come l’agenzia spaziale fu invasa da una mole di richieste di chiarimenti mai ricevuta fino ad allora.

Secondo lo scrittore Oliver Morton, autore del libro The Moon: A History for the Future, «le missioni Apollo furono realizzate per mostrare quanto potente fosse l’America in termini di fare delle cose», mentre la teoria del complotto lunare «cerca di dimostrare quanto potente sia l’America nel fare credere al popolo cose che non sono vere». Nella diffusione della “teoria” c’entra anche il passaggio dagli anni ’60 ai ’70, un decennio improntato alla paranoia e alla protesta. Un’epoca fertile per film come Capricorn One (1978) di Peter Hyams, thriller liberamente tratto dal libro di Kaysingian, che raccontava come il governo fosse in grado di prendere in giro chiunque. La cosa più interessante, chiosa il Guardian, è che mentre la prima generazione di cospirazionisti lunari era motivata da una rabbia in senso lato politica, quella odierna sembra originare più che altro dalla noia, così il confine tra cospirazione e intrattenimento è diventato molto labile.

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