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13:49 giovedì 2 luglio 2026
Il Giappone ha deciso che il modo migliore per combattere l’overtourism è far pagare ai turisti il doppio per tutto Dal castello di Himeji ai bus di Kyoto, passando per onsen, musei e tasse di soggiorno, il Paese sta sperimentando ovunque un sistema di doppia tariffazione.
Per puro caso è stato ritrovato il diario di un sopravvissuto a Hiroshima, che adesso diventerà un libro e un film Scritto da Kiyoshi Tanimoto, rimasto per decenni negli archivi dell'università di Yale, adesso il diario diventa un libro e un film intitolati Hiroshima, 8:15.
In Messico c’è un vigilantes che dà la caccia ai ladri di biciclette, li cattura e li attacca con lo scotch ai pali stradali È successo a Lagos de Moreno, nello Stato di Jalisco. Il vigilantes è stato ribattezzato da media e cittadini "il Batman messicano".
Al movimento contro i data center si è unita anche Erin Brockovich, quella vera «Combattiamo contro chi possiede tutti i soldi del mondo», ha detto, annunciando la sua discesa in campo contro i data center.
I lefebvriani hanno il vizio di farsi scomunicare dalla Chiesa Cattolica per l’ordinazione di vescovi senza il permesso del Papa Era già successa la stessa identica cosa nel 1988, quando Marcel Lefebvre in persona fu scomunicato da Giovanni Paolo II. Ora, Leone XIV è stato costretto alla stessa decisione.
Tom Verlaine dei Television aveva una collezione di 4 mila vinili e adesso quella collezione è in vendita I vinili del frontman dei Television si potranno acquistare sulla piattaforma Discogs oppure nel negozio di dischi Academy Recors, a Brooklyn.
Quest’anno il Glastonbury non ci sarà perché gli organizzatori vogliono far “riposare” il terreno sul quale si tiene il festival Lo chiamano anno di maggese, ce n'è uno ogni cinque edizioni del festival, serve a far ricrescere l'erba e a far brucare tranquille le mucche.
In Francia hanno approvato una legge che equipara l’ultra fast fashion a sigarette e alcolici Una legge che va a limitare fortemente le attività di colossi come Shein, Temu e AliExpress, imponendo una nuova tassa e il divieto di pubblicità.

Falsari e distributori automatici: perché la banconota da un dollaro non è mai cambiata

30 Gennaio 2014

È dal 1929 che la banconota da un dollaro non cambia, immutata nei decenni mentre tutti gli altri tagli – da 5, 10, 2, 100 – han subito aggiornamenti e restyling. Il dollaro, il verdone, è invece rimasto lo stesso, con il volto di George Washington e l’unica aggiunta risalente al 1957, la frase «In God We Trust». E sembra destinato a rimanere così, granitico.

Ma perché? Lo spiega il National Journal, ricordando che la sicurezza del taglio da un dollaro è un problema relativo, visto che i falsari puntano a contraffare pezzi più grandi per un maggiore guadagno a minor rischio. Ma c’è anche un motivo più pratico perché il pezzo è rimasto – e rimarrà – così: i distributori automatici. Nei primi anni Duemila, per esempio, l’Amministrazione di George W. Bush prese in considerazione l’idea di aggiornare la banconota ma fu costretta a rinunciare quando si rese conto delle possibile conseguenze dell’azione: «Il redesign sarebbe molto oneroso» fece notare Thomas McMahon, allora vice presidente del principale gruppo di lobbying dell’industria dei distributori automatici. Nel 2008 la Nama (National Automatic Merchandising Association) stimò che in tutti gli Usa operassero 7 milioni di “macchinette”, utilizzate ogni giorno da 20 milioni d’americani. Per i quali, ovviamente, il verdone è il gettone standard: in caso di modifica, milioni di macchine dovrebbero essere aggiornate e modificate, con infinite ripercussioni economiche. Anche per questo, quindi, la faccia di Washington rimarrà su quei fogli per ancora molto tempo.

Immagine: una banconota da un dollaro in una pozzanghera alla fine della Convention Repubblicana dell’agosto 2012, a Tampa, Florida (Edward Linsmier / Getty Images)

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