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15:44 venerdì 14 agosto 2026
La foto più bella e difficile dell’eclissi solare l’ha fatta uno skater Lui si chiama Danny Leon e molto probabilmente la sua foto vi è apparsa nel feed. Scattarla è stata una vera e propria impresa.
David Byrne ha fatto una playlist da ascoltare solo e soltanto quando si va in bici Una selezione di 40 canzoni, scelte con un criterio estremamente byrdiano.
Anche l’Accademia svedese ha fatto la sua lista di libri per l’estate, composta tutta da Premi Nobel per la letteratura, ovviamente Cinque libri, cinque autori e autrici, con una brevissima recensione a spiegare perché vale la pena portarseli in vacanza.
In Spagna c’è un hotel in mezzo al nulla, senza Wi-Fi né tv, che si può prenotare solo spedendo una lettera scritta a mano E aspettando una lettera di conferma altrettanto manoscritta. È l'hotel El Elevador a El Hierro, la più piccola e meno visitata delle Canarie.
Un gruppo di scienziati ha creato una nuova AI appositamente per trovare tutte le opere d’arte trafugate dai nazisti ancora disperse L'AI si chiama Provenance Assistant e a lei è andato l'ardua compito di ritrovare 100 mila opere rafugate di cui si sono perse le tracce.
Iberia, la compagnia aerea di bandiera della Spagna, ha organizzato un volo speciale per “inseguire” e trasmettere in streaming l’eclissi solare del 12 agosto Si tratta della prima eclissi solare totale visibile dalla Spagna continentale dal 1905. Come si può capire, c'è una certa attesa attorno all'evento.
Una professoressa universitaria è stata licenziata per aver letto e spiegato ai suoi studenti un racconto di Ottessa Moshfegh È successo a Vinita Prabhakar: Bettering Myself, racconto del 2013 di Moshfegh, le è costato il posto al South Florida State College.
Il nuovo, attesissimo, chiacchieratissimo romanzo di Rachel Cusk che potrebbe come non potrebbe parlare (male) di Natalie Portman Il romanzo si intitola Life of M, e in effetti le somiglianze tra il personaggio M e la persona Natalie Portman sono abbastanza innegabili.

La pubblicità su Facebook permette di escludere su base etnica

02 Novembre 2016

Impostando una campagna pubblicitaria su Facebook, si può notare che tra le varie opzioni ce n’è una che riguarda l’appartenenza etnica. Ogni annuncio a pagamento può essere indirizzato a un target specifico, individuato in positivo in base ad alcune variabili come l’età o il livello di studio, ma anche, a quanto pare, in negativo, escludendo ciò che la piattaforma chiama «affinità etnica»: si tratta di un valore che comprende razza ed etnia di provenienza dell’utenza.

Ad accorgersene è stata anche ProPublica: il target di un annuncio immobiliare che ha potuto pubblicare senza sforzi escludeva dal pubblico di Facebook gli afroamericani, gli asiatici e gli ispanici.

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La no profit ha parlato della cosa con John Relman, un importante avvocato esperto di temi legati ai diritti civili, che è rimasto di stucco: «È una cosa terribile e illegale. È una violazione sfacciata della legge», ha detto. Una legge, quella americana, che nel 1954 ha dichiarato incostituzionale la segregazione razziale, e che dieci anni dopo ha abrogato anche le famigerate leggi Jim Crow, che crearono le condizioni per la separazione su base etnica tra la fine dell’Ottocento e gli anni Sessanta. Peraltro, lo strumento di Facebook viola anche il Fair Housing Act del 1968, una disposizione che rende illegale cedere una locazione discriminando in base a «razza, colore, religione, sesso, handicap, condizione familiare o origine nazionale».

Il social network di Mark Zuckerberg, d’altra parte, permette con il suo metodo di advertising di rivolgersi a delle nicchie, divise in circa cinquantamila categorie recentemente riorganizzate, il che è molto utile per le aziende. «Le nostre politiche proibiscono la discriminazione, e se ci accorgiamo che alcuni annunci violano le nostre regole prendiamo subito provvedimenti», ha detto Steve Satterfield, che per Facebook si occupa di privacy. Secondo lui, poi, le «affinità etniche» non hanno a che vedere con la razza – che tra l’altro, nota, non viene richiesta ai membri del social quando si iscrivono – ma vengono assegnate alle persone in base ai like che mettono ai post e alle pagine.

ProPublica, eppure, ha notato che le ad appartenenti a questa categoria vengono approvate dal sistema pochi minuti dopo aver fatto l’ordine: poco in confronto a quanto accade, per esempio, con il New York Times, che dopo aver perso una causa per contenuti pubblicitari discriminatori negli anni Ottanta, ha affinato un metodo che prevede un controllo umano che completa il filtraggio algoritmico delle pubblicazioni

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