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Il più grande baobab del Madagascar sta morendo e la causa della sua morte (ovviamente) è la crisi climatica Ha vissuto per più di mille anni. Poi sono arrivate le piogge eccessive e le infezioni fungine. E adesso non c'è più niente da fare.
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David Byrne ha fatto una playlist da ascoltare solo e soltanto quando si va in bici Una selezione di 40 canzoni, scelte con un criterio estremamente byrdiano.
Anche l’Accademia svedese ha fatto la sua lista di libri per l’estate, composta tutta da Premi Nobel per la letteratura, ovviamente Cinque libri, cinque autori e autrici, con una brevissima recensione a spiegare perché vale la pena portarseli in vacanza.
In Spagna c’è un hotel in mezzo al nulla, senza Wi-Fi né tv, che si può prenotare solo spedendo una lettera scritta a mano E aspettando una lettera di conferma altrettanto manoscritta. È l'hotel El Elevador a El Hierro, la più piccola e meno visitata delle Canarie.

La mostra di Fabio Marullo da BUILDING

L'artista espone dal 4 febbraio all'interno del progetto Equorea (di mari, ghiacci, nuvole e altre acque ancora), a cura di Giulia Bortoluzzi.

03 Febbraio 2023

Sarà Fabio Marullo il prossimo artista ad animare Equorea (di mari, ghiacci, nuvole e altre acque ancora), il progetto espositivo a cura di Giulia Bortoluzzi che coinvolge dodici artisti contemporanei italiani invitati a riflettere sul tema dell’acqua in dodici appuntamenti individuali a cadenza mensile, che si alterneranno nel corso dell’anno 2023, scanditi dal calendario lunare. In occasione della mostra, presentata all’interno di BUILDING a Milano, Marullo ha scelto un’opera pittorica, Nebula (2019), accompagnata da una scultura, Ciò che di misterioso è palpabile (2016), in un allestimento che accenna formalmente a quelli che troviamo nelle sale dei musei di scienze naturali. Equorea rimanda alla poesia Falsetto (1923) di Eugenio Montale, raccolta in Ossi di Seppia (1925), dove il poeta, presentando il personaggio di Esterina come una «equorea creatura», parla del mare come della vita e della meraviglia di vivere senza preoccupazioni per il futuro: «L’acqua è la forza che ti tempra, nell’acqua ti ritrovi e ti rinnovi».

L’immagine di Montale è rappresentativa della consuetudine umana di associare l’acqua all’esistenza. Mircea Eliade nel suo Trattato di Storia delle Religioni (1949) la descrive come la totalità delle “virtualità”, la matrice di tutte le possibilità di vita, fondamento del mondo intero. L’acqua è all’origine di ogni manifestazione cosmica, simboleggia la sostanza primordiale dalla quale nascono tutte le forme, e alla quale tornano, per regressione o cataclisma. L’acqua fu al principio e torna alla fine di ogni ciclo storico o cosmico. Esisterà sempre, mai sola perché germinativa, racchiudendo nella propria unità indivisa le virtualità di tutte le forme. Nella cosmogonia, nel mito, nel rituale, nell’iconografia, l’acqua svolge la stessa funzione: precede ogni forma e sostiene ogni creazione. Simbolo di vita, dà al divenire universale una struttura ciclica.

Fabio Marullo, “Ciò che di misterioso è palpabile” (2016), Building, via Monte di Pietà 23, Milano. Fino al 6 marzo 2023

L’origine dell’acqua sulla Terra non ha attualmente trovato una spiegazione scientifica accertata. Generata dalla frantumazione di comete o meteoriti precipitate dallo Spazio o dalle esplosioni vulcaniche in tempi antichissimi, la sua presenza risale nell’immaginario collettivo al momento mitologico della creazione che racchiude idealmente l’esistenza possibile di ogni cosa. I dipinti del progetto Figuration Plants di Fabio Marullo evocano visivamente questa dimensione d’imprevedibilità, creando un mondo apparentemente monocromo in cui aleggiano misteriose forme, tracce, indizi che rimandano a un unico percorso tra stasi e dinamismo, tra tensione e metamorfosi rintracciabile ugualmente nelle forme ambigue delle sculture in argilla ispirate alla Puya Raimondi Harms, una specie vegetale originaria del Perù considerata come un fossile vivente. Nella sua ricerca visiva e formale nei luoghi della biologia generale, con incursioni nella micologia e nell’entomologia, Marullo s’interroga sulla possibile esistenza di altre forme primitive capaci di modificare l’ambiente e sulla loro capacità di trasformazione.

Classe 1973, originario di Catania, Fabio Marullo vive e lavora a Milano. Dopo aver conseguito la laurea in Architettura, Storia e Conservazione dei Beni Culturali presso la Facoltà di Architettura, IUSA Reggio Calabria, è stato ammesso con borsa di studio al master di II livello in Progettazione e Produzione delle Arti Visive presso la Facoltà di Arti e Design, IUAV Venezia. Ha inoltre collaborato alla didattica per il laboratorio di Fotografia della Facoltà d’Architettura “Aldo Rossi”, Università di Bologna e della Facoltà di Arte e Design IUAV, Venezia.

La sua pratica multidisciplinare con studi in ambito scientifico e collaborazioni con diverse professionalità in altri ambiti del sapere, è stata esposta in musei e istituzioni, tra le quali: Equorea (di mari, ghiacci, nuvole e altre acque ancora) Galleria Bulding di Milano (2023); Archaelogy alla Galleria Effearte di Milano (2015); The Wisdom of Light allo Spazio Plus P di Milano (2014); The Aid of a Leaf Enriches a Gem al Lab-Yit di Pechino (2012). Ha partecipato inoltre a numerose mostre collettive presso istituzioni pubbliche e private tra cui: We Are the Flood/ Noi siamo il diluvio allo S.A.S.S – Spazio Archeologico Sotterraneo del Sas di Trento (2022); Fabula Experita a Palazzo Serbelloni di Milano (2021); Tetraedro alla Otto Gallery di Bologna (2021); Ein Ausflug in Den Wald / Una gita nel bosco alla Haarmann Bloedow Haus di Berlino e al MAC – Museo d’Arte Contemporanea di Lissone (2015). Marullo ha partecipato alle residenze d’artista presso: CPH AIR – Copenhagen International Visiting Artist a Copenhagen (2015); VIR viafarini in-residence a Milano (2013); Red Gate Residency a Pechino (2012). È stato invitato inoltre come Visiting Lecturer dalle Università: IUAV di Venezia, IED di Milano, NABA di Milano, Royal Danish Academy of fine Art di Copenaghen.

Teso alla ricerca di una forma definita, il suo gesto si compie nel processo di creazione, per trasformarsi e divenire, infine, altro da sé. Aneddoti provenienti da tempi e luoghi differenti vengono traslati in dipinti, installazioni, sculture e disegni, opere che raccontano e teorizzano un’attitudine soggettiva, che manifesta un modo di raccontare il sapere. Nuove traiettorie di ricerca e occasioni di confronto con interlocutori e spazi sono nate per Marullo dalla partecipazione tra il 2021 e il 2022 ai campi glaciologici dell’Università degli Studi di Milano dando avvio al progetto Alpina, di cui è autore con Barbara De Ponti. Nel 2022 la ricerca è stata selezionata dalla commissione artistica internazionale del MuSe di Trento per la mostra We Are the Flood presso lo Spazio Archeologico Sotterraneo del Sas di Trento e sarà ospite nel 2023° a Roma in collaborazione con il dipartimento arte e cultura dell’Istituto Polacco, al Festival Internazionale della Scienza.

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