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10:30 giovedì 3 settembre 2026
Per contrastare la denatalità, il governo di Singapore darà ai genitori 50 mila euro a figlio Si comincia con 10.000 dollari di Singapore alla nascita, poi ne arrivano 2.000 ogni anno dal primo compleanno fino ai sedici, poi altri sussidi: alla fine il conto è quasi 70.000 dollari di Singapore per bambino, distribuiti fino ai diciassette anni.
Nel 2028 arriverà finalmente il sequel di Priscilla, regina del deserto Lo ha detto Guy Pearce, uno dei protagonisti. E le scene con il compianto Terence Stamp sono già state girate tutte.
Il nuovo report dell’Onu sulla crisi climatica dice sostanzialmente due cose: sta andando tutto molto male e andrà tutto sempre peggio Non solo non riusciremo a tenere l'aumento della temperatura sotto gli 1,5 gradi di media, ma entro la fine del secolo rischiamo che l'aumento tocchi i 3 gradi.
La nuova campagna di Valentino si chiama Interferenze ed è scattata in un ex centrale elettrica romana convertita in museo La campagna è stata scattata da Glen Luchford nella Centrale Montemartini di Roma, ex centrale elettrica convertita in museo nel 1997.
L’uomo condannato per l’omicidio di Tupac aveva scritto in un libro di essere il mandante dell’omicidio di Tupac, poi è stato accusato di essere il mandante dell’omicidio di Tupac e ha detto che in realtà si era inventato tutto per vendere più copie Il libro si intitola Compton Street Legend, autopubblicato, 215 pagine con filigrane a forma di foro di proiettile, e descrive Duane Keith Davis, detto Keffe D, come l'uomo che procurò la pistola che fu usata per uccidere Tupac.
Four Tet ha pubblicato su YouTube un set di 4 ore e mezza 58 tracce condensate in 4 ore e 24 minuti. Nel video ci sono inediti, remix, canzoni dal suo repertorio fantasma e numerose collaborazioni.
A Gaza non si possono più far volare gli aquiloni perché Israele li considera una minaccia terroristica Lo ha annunciato il Ministro della Difesa israeliano, Israel Katz, secondo il quale «Un aquilone viene trattato come un drone, con o senza esplosivi».
Ci sono così tanti video dell’inondazione in Nepal generati con l’AI che il governo nepalese ha intimato alle piattaforme di rimuoverli tutti immediatamente E ha pure creato una task force di polizia esclusivamente dedicata alla caccia di questi contenuti e alla denuncia delle persone che li creano e diffondono.

Ci sono 200 cadaveri sull’Everest ed è un problema

07 Dicembre 2016

Nessuno sa con precisione quante persone siano morte tentando di scalare l’Everest, però si stima che attualmente sulla montagna più alta del mondo ci siano almeno duecento corpi senza vita. I resti di coloro che periscono nel tentativo di raggiungere la vetta, infatti, raramente sono rimossi e seppelliti, a causa dell’altezza e delle estreme condizioni atmosferiche, perché andarli a prendere implicherebbe costi altissimi ed esporre altre vite umane a un rischio. Il risultato è che l’Everest è pieno di cadaveri, alcuni dei quali ben conservati, sempre a causa delle basse temperature. Ne ha scritto, recentemente, la science writer Rachel Nuwer sul sito dello Smithsonian, notando che, per strano che possa sembrare, in alcuni casi questi resti umani sono divenuti punti di riferimento per gli altri escursionisti.

Nuwer si sofferma sul caso famoso di “Green Boots”, morto assiderato negli anni Novanta, i cui resti sono stati per circa due decenni una sorta di pietra miliare per gli altri scalatori. Green Boots (il soprannome deriva dal fatto che indossava degli scarponi verdi) probabilmente era l’indiano Tsewang Paljor, scomparso sull’Everest durante una tempesta del 1996: trovò rifugio in una caverna, ma non riuscì a salvarsi. Visto che la grotta si trova in un punto di passaggio relativamente frequentato dagli escursionisti, il suo corpo è stato visto (e fotografato) da molte persone, fino al 2014, quando è stato rimosso. Gli altri scalatori hanno soprannominato il luogo “la caverna di Green Boots”.

Everest morti

A volte la permanenza di cadaveri può essere un problema. Nella stessa grotta è anche morto un’altra persona, David Sharp, e c’è chi dice che se non fosse stato per Green Boots oggi sarebbe ancora vivo. Sharp si era fermato a riposarsi lì nel 2006, ma rimase congelato, perdendo l’abilità di muoversi pur restando vigile. La vicenda sollevò molte discussioni, perché si scoprì che altri scalatori passarono davanti alla caverna e videro Sharp, mentre era ancora vivo, ma non si fermarono ad aiutarlo perché lo scambiarono per Green Boots. Alla fine qualcuno si accorse che si trattava di un’altra persona, ancora in vita, e gli prestò soccorso, ma senza riuscire a salvarlo. Secondo Nuwer, che ha scritto dell’argomento anche per la Bbc, finora sono state circa quattromila le persone che hanno scalato l’Everest: «L’idea di flirtare con la mortalità è parte dell’attrattiva», scrive, citando poi il giornalista escursionista David Roberts: «Se non puoi escludere la morte e gli incidenti fatali, allora questo ti consente di avere un’illusione di eroismo, anche se alla fine non credo sia veramente eroico».

Il monte Everest, fotografato nel 1996 (MARTIN ATHENSTAEDT/AFP/Getty Images); un grafico della Bbc sulle morti sull’Everest, realizzato da Nuwer
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