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Grazie alla serie Netflix sono ripartite le ricerche sulla famiglia di Héctor G. Oesterheld, il desaparecido autore dell’Eternauta

I suoi nipoti, scomparsi 50 anni fa, potrebbero essere ancora vivi, hanno rivelato due associazioni.

12 Maggio 2025

Dopo l’uscita su Netflix dell’Eternauta, le associazioni Abuelas de Plaza de Mayo e Hijos, che da decenni aiutano nella ricerca dei figli e delle figlie rubate ai desaparecidos argentini, hanno lanciato un nuovo pubblico appello: «Sapevate che i due nipoti del creatore dell’Eternauta risultano scomparsi e potrebbero essere ancora vivi? Se siete nati nel novembre 1976 o tra il novembre 1977 e il gennaio 1978 e avete dubbi sulle vostre origini o conoscete una persona in questa situazione, contattateci, noi potremmo sapere chi sono le vostre nonne».

Per chi non sapesse niente della tragica storia di Héctor G. Oesterheld, l’autore dell’Eternauta: non stiamo parlando soltanto di uno dei più grandi fumettisti di tutti i tempi, ma anche di un uomo che pagò a carissimo prezzo le sue idee politiche, il suo professarsi di sinistra nonostante il suo Paese, l’Argentina, fosse governato da una giunta militare feroce, spietata, sanguinaria come ce ne sono state poche altre. Nel 1977, quando aveva già realizzato sia la prima che la seconda versione dell’Eternauta, Oesterheld fu sequestrato su ordine della giunta: non è mai stato ritrovato. La stessa sorte toccò a tre delle sue quattro figlie, scomparse dopo essere state rapite dagli scagnozzi della dittatura. La quarta figlia di Oesterheld morì durante un tentativo di sequestro.

Héctor G. Oesterheld, la cui storia personale merita tanta attenzione quanto il suo capolavoro: è stato uno dei più grandi fumettisti del mondo fino al 1977, quando fu rapito su ordine della giunta militare. Di lui non si sono mai più avute notizie, assieme a tre delle sue quattro figlie è diventato desaparecidos. La sua quarta figlia, invece, fu uccisa durante un tentativo di rapimento, anche questo ordinato dalla giunta. La vedova di Oesterheld, Elsa Sánchez, negli anni ’80 si unì all’associazione Abuelas de Plaza de Mayo. «L’eternauta racconta quello che è successo in Argentina, quello che è successo a me. La mia famiglia è stata distrutta proprio come è stato distrutto il nostro Paese», disse in un’intervista concessa nel 2015 al Guardian, poco prima di morire.

Per tutta la sua vita, Elsa Sánchez ha continuato a cercare i suoi nipoti, i figli delle figlie che il regime le aveva portato via. Non li ha mai trovati.

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