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21:14 mercoledì 24 giugno 2026
In Tasmania stanno installando un monolite artificiale che sarà la “scatola nera” della fine del mondo e dell’estinzione dell’umanità Funzionerà esattamente come la scatola nera di un aereo, registrando l’apocalisse giorno dopo giorno.
C’è un’app per inviare messaggi che viaggiano alla velocità di un piccione viaggiatore Si chiama Roost e si presenta come un servizio di messaggistica "anti istantanea" per riscoprire il piacere (e la frustrazione) dell'attesa.
Ai colloqui di pace tra Usa e Iran c’è un problema: J.D. Vance continua a essere ignorato da diverse delegazioni diplomatiche Tanto che la Casa Bianca è stata costretta a diffondere un comunicato stampa per dire che non è affatto vero che Vance viene ignorato.
Secondo i climatologi, la colpa dell’ondata di caldo in Europa non è affatto del Super El Niño ma tutta degli esseri umani Stiamo pagando il prezzo di anni di crisi climatica, non basta un singolo evento climatico a spiegare l'incredibile caldo di queste settimane.
Criterion Collection farà un lussuosissimo box set di 30 DVD con tutti i film restaurati di Stanley Kubrick Conterrà tutti i suoi corti e lungometraggi in versione restaurata, più 25 ore di contenuti speciali, molti dei quali inediti e assai sfiziosi.
Per colpa di Sam Altman e OpenAI nessuno vuole distribuire Artificial, il film di Luca Guadagnino su Sam Altman e OpenAI Doveva distribuirlo Amazon, che però ha cambiato idea all'ultimo momento. Warner Bros. e Paramount lo hanno già rifiutato. E adesso del film non si sa che ne sarà.
L’Inghilterra sarà anche senza Primo Ministro, ma si è innamorata dell’hot podium guy che sistema il leggio e prova i microfoni prima delle conferenze stampa davanti a Downing Street Tradotto in italiano sarebbe "il bono del podio", unica figura stabile nella politica inglese, tanto che molti sui social lo propongono come Premier.
Olivia Rodrigo ha annunciato un festival musicale con una line up di sole artiste donne per raccogliere fondi a sostegno delle donne Si chiama Daisy Chain Fields: sul palco si esibiranno Stevie Nicks, Karen O, Chappell Roan, Mitski, Doechii, le Katseye e tante altre.

Chi vive all’estero conosce meglio se stesso, dice un nuovo studio

10 Aprile 2018

Può sembrare il solito cliché dello studente fuori sede, ma in molti lo possono confermare: trasferirsi aiuta a conoscere meglio se stessi. A motivare un apparente luogo comune è stato un recente studio di Hajo Adam, assistente docente presso la Rice University di Houston. Il concetto studiato e misurato da Adam è quello della «self-concept clarity», la chiara consapevolezza di sé e delle proprie scelte, che risulta particolarmente alta nelle persone che decidono di vivere in un altro paese rispetto a quello di nascita.

Tra le conclusioni dello studio, riportate da Quartz, si sottolinea che tale consapevolezza è maggiore quanto più profonda è la permanenza all’estero del soggetto. In altre parole, «è meglio vivere 10 anni in un Paese che 2 anni in 5 Paesi diversi», come ha detto Adam. Quello che conta è infatti la durata di ambientamento all’estero, che comprende sempre un fase iniziale di considerazioni pratiche – dove abitare, come trovare i servizi principali – seguita da una fase di sedimentazione interiore di ciò che si è appreso. Vivere all’estero potrà essere complicato all’inizio, ma il processo di auto-apprendimento aiuta a capire meglio chi siamo, oltre che a definire meglio il nostro percorso di carriera. Ricerche precedenti di Adam avevano inoltre attribuito all’interazione multiculturale lo sviluppo della creatività: tra i suoi effetti benefici ci sarebbero anche la flessibilità mentale e la capacità di trovare diverse soluzioni ai problemi.

In testata: M.C. Escher, “Mano con sfera riflettente”, 1935
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