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04:24 lunedì 5 gennaio 2026
Le azioni di Warner Bros. sono salite del 170 per cento da quando è iniziato il triangolo con Netflix e Paramount L'offerta d'acquisizione di Netflix e la battaglia con Paramount hanno trasformato Warner nel titolo più desiderato del 2025.
Xavier Dolan ha confermato che non è più in pensione e che quest’anno girerà un nuovo film Dopo aver annunciato l’addio al cinema nel 2023, il regista ha deciso di tornare a lavoro e ha mostrato una nuova sceneggiatura su Instagram.
Anche quest’anno lo Studio Ghibli ha festeggiato il Capodanno pubblicando un nuovo disegno di Hayao Miyazaki Sui social dello studio è apparso il disegno di Miyazaki che celebra nel 2026 l'anno del cavallo, secondo lo zodiaco cinese.
Secondo le prime ricostruzioni, il rogo di Crans-Montana sarebbe stato causato dalle stelle filanti infilate nelle bottiglie di champagne Una foto mostrerebbe il momento dell’innesco del rogo durante i festeggiamenti di Capodanno, costato la vita a quarantasette persone.
Martin Scorsese ha scritto un editoriale sul New York Times in cui spiega perché Misery è il miglior film di Rob Reiner In un commosso editoriale, Scorsese ha individuato nel thriller del 1990 l’apice della filmografia del collega, ricordando la loro amicizia.
Dopo il documentario su Diddy arriverà un documentario sui figli di Diddy che parlando di Diddy Justin e Christian Combs racconteranno il rapporto col padre in una docuserie che uscirà nel 2026 e di cui è già disponibile il trailer.
La crisi climatica sta portando alla velocissima formazione del primo deserto del Brasile La regione del Sertão sta passando da arida a desertica nell'arco di una generazione: un cambiamento potenzialmente irreversibile.
L’episodio di Stranger Things in cui Will fa coming out è diventato quello peggio recensito di tutta la serie E da solo ha abbassato la valutazione di tutta la quinta stagione, nettamente la meno apprezzata dal pubblico, almeno fino a questo punto.

Estate malinconica romana

Ville in vendita, palazzi da visitare, litorali da scoprire e feste in cui (provare a) entrare. Piccola guida all'estate romana 2013.

08 Agosto 2013

Per chi resta in città. Annunci melanconici di saldi imperiali immobiliari; di nuovo in vendita a Sabaudia – se ne è parlato tanto, anche su Studio – la Villa Volpi di Misurata. “Faites-moi une petite folie!” aveva imperato, la contessa Nathalie Volpi, all’architetto dei ricchi e famosi Tomaso Buzzi, autore di ville e villini per la grande borghesia, restauratore araldico della villa palladiana di Maser, sempre per i Volpi, e ma anche committenze Gazzoni, Doria, Agnelli, Falck, Cini, Cicogna, Feltrinelli. Tornata sul mercato in questi giorni da Christie’s, ribassata da 30 a 20 milioni di euro, con “quattrocento metri quadri di spiaggia privata” davanti, e dietro ormeggio sul lago di Paola, ma soprattutto il grande pronao da Via col Vento pontino: l’archistar d’epoca aveava ricevuto telegramma, a inizio lavori, 6 luglio 1957: “Venez avec projet temlo greco palladien avec colonnes”, con refusi originali. Da anni in cerca di acquirenti, il Volpaeum giace come un pezzo di scenografia-peplum spiaggiato sulla sabbia pontina. Il proprietario Giovanni Volpi, figlio del governatore della Tripolitania e inventore della mostra del Cinema di Venezia, la affitta soprattutto per la pubblicità.

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Sempre in litorali più o meno fuori moda: sabato, grande festa a Santa Marinella, con Renzo e Robertino Rossellini a celebrare con una mostra i fasti anni Cinquanta della Casa sugli Scogli, dove Ingrid Bergman e Rossellini vissero per anni nello iodio senza pari della perla del Mediterraneo (vi arrivava anche Gregory Peck nelle pause di Vacanze Romane, 1952) in una casa sotto l’Aurelia che si vede ancora oggi arrivando col treno; non lontano dal villino Pacelli dove il futuro Pio XII andava a prendere i bagni di mare, proprio di fronte alla villa Jolanda di Savoia, dove l’infanta guariva dalle malattie polmonari; mentre un ministro dell’Africa italiana molto critico col regime, Alessandro Lessona, già diplomatico e scopritore di peculati sulla ferrovia Asmara-Addis Abeba (prima di tutti gli scandali delle metro C) veniva subito estromesso dal governo (e però poi faceva fermare il rapido Roma-Parigi proprio a Santa Marinella, per scendere a controllare i lavori del suo villino appena costruito).

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Altri allarmi diplomatici soprattutto americani, in città, causa timide minacce al-Qaeda: a partire da quel palazzo Margherita sede dell’ambasciata di via Veneto, proprio sotto la grande scritta Martini della Grande bellezza. Sempre molto transennato, opera di Gaetano Koch artefice anche della Banca d’Italia, fu il pezzo forte di una storica lottizzazione della villa Ludovisi sventrata nel 1883, che dette vita al quartiere (e parking) omonimo: Emile Zola si scandalizza molto di questa operazione immobiliare prima di tutti i sacchi romani: lo racconta in Il mio viaggio a Roma (edizioni Intra Moenia, 18 euro) in una città catatonica post-bolla immobiliare unitaria, coi palazzoni di Prati sfitti e okkupati e ricoperti d’erba, e tutti che cercano di far soldi col mattone, compreso il papa, Leone XIII, avarissimo, che investe il suo “gran tesoro personale” nel real estate con rendimenti “del sei-sette per cento”. Ma perde poi tutto, una trentina di milioni dell’epoca, proprio nel crack Ludovisi: col principe che aveva venduto la storica tenuta alla Società Immobiliare, poi, ingordissimo, l’aveva ricomprata sperando di rivendere e guadagnarci ancora di più, ma nel frattempo la bolla era scoppiata mandando all’aria il patrimonio suo e del figlio. Alla fine il palazzo Boncompagni-Ludovisi era stato affittato ai Savoia, prima come residenza della Bella Rosin, moglie morganatica di Vittorio Emanuele II; poi venduto (1900), nell’anno dell’assassinio di Umberto I a Monza, come residenza della regina madre Margherita; e infine nel 1946 rifilato agli americani come ambasciata.

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La residenza dell’ambasciatore americano è però da sempre villa Taverna, poco più su dopo via Pinciana, l’indirizzo più blindato di Roma, villone neo-cinquecentesco nei Parioli più misterici soprattutto d’estate, vicino al bioparco («Marisool!») e alla galleria Borghese. Opera di restauri anni Venti di Carlo Busiri Vici, famosa soprattutto per la festa del 4 luglio dove si mangiano hot dog, recentemente è stata dotata anche di orto biologico da parte dell’ambasciatore uscente David Thorne. Confinante con il famoso residence solitario in cui Dino Risi dava la consueta intervista confidenziale dalla sua finestra affacciata sullo zoo, con molti aneddoti cinici-sentimentali. E lì si capiva che l’estate era entrata nel pieno.

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