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18:13 venerdì 21 agosto 2026
A Jeff VanderMeer è piaciuta moltissimo la copertina della traduzione italiana del suo ultimo romanzo, Absolution Così tanto che le ha dedicato un post su Instagram, definendo «just stunning» il lavoro di Einaudi e di Lorenzo Ceccotti.
In tutta Europa la vendemmia non è mai iniziata così presto (e sì, anche in questo caso c’entra la crisi climatica) In Sicilia, Franciacorta, Trentino, Toscana, Borgogna, Champagne, Portogallo, Spagna. Si è iniziata la raccolta già a luglio, in alcuni casi.
Grazie al successo dell’Odissea di Nolan, il Met di New York ha deciso di esporre al pubblico la più antica “copia” esistente dell’Odissea di Omero Un papiro risalente all'Egitto tolemaico, che contiene tre versi assenti nella versione canonica dell'opera.
Quattro anni dopo Aftersun, la regista Charlotte Wells ha finalmente annunciato il suo nuovo film Verrà presentato a settembre al New York Film Festival, è un corto che racconta la vita della leggendaria batterista Paula Spiro.
Il più grande baobab del Madagascar sta morendo e la causa della sua morte (ovviamente) è la crisi climatica Ha vissuto per più di mille anni. Poi sono arrivate le piogge eccessive e le infezioni fungine. E adesso non c'è più niente da fare.
Il nuovo film di Jonathan Glazer è un documentario girato con una videocamera dai bambini di Gaza, dell’Ucraina, del Sudan e dello Yemen , questo il titolo scelto da Glazer per il film, verrà presentato al prossimo New York Film Festival.
La foto più bella e difficile dell’eclissi solare l’ha fatta uno skater Lui si chiama Danny Leon e molto probabilmente la sua foto vi è apparsa nel feed. Scattarla è stata una vera e propria impresa.
David Byrne ha fatto una playlist da ascoltare solo e soltanto quando si va in bici Una selezione di 40 canzoni, scelte con un criterio estremamente byrdiano.

Il primo turno delle elezioni in Romania l’ha vinto un semi-sconosciuto di estrema destra

25 Novembre 2024

Domenica 24 novembre in Romania si è tenuto il primo turno delle elezioni presidenziali: 9.4 milioni di persone – poco più del 52 per cento degli aventi diritto, a conferma che l’astensionismo è un fenomeno globale – sono andate a votare, il 22 per cento di queste hanno espresso la loro preferenza a favore di Calin Georgescu. La notizia ha sorpreso tutti i commentatori politici e gli addetti ai lavori: Georgescu è sì un politico di vecchia data (ha lavorato per il ministero dell’Ambiente e per il ministero degli Esteri rumeno, e più volte è stato proposto come Primo ministro da questo o quel partito) ma è anche un nome sconosciuto alla maggior parte dell’elettorato, nessuno si aspettava un risultato del genere. Senza considerare che si è anche candidato da indipendente, senza essere appoggiato da nessun partito.

E infatti, fino a un mese fa i sondaggi gli assegnavano percentuali di consenso irrisorie. Poi qualcosa è successo, e come spesso accade nessuno è ancora riuscito a capire esattamente cosa. C’è chi sostiene che a pagare siano state le posizioni fortissimamente anti-establishment di Georgescu. Per capirci: dopo aver votato, Georgescu ha scritto su Facebook di fare tutto quello che fa «per coloro che subiscono ingiustizie, per gli umiliati, per quelli che sentono di non contare nulla e invece contano più di tutti… Questo voto è una preghiera per la nazione». Altri sostengono che il suo successo, e il fatto che questo successo sia sfuggito ai commentatori politici, si spieghi con un’efficacissima campagna elettorale fatta soprattutto su TikTok.

Per farvi un’idea del programma politico di Georgescu (leggendo il suo vaghissimo programma non è affato semplice riuscirci), sappiate che ha messo in discussione il sostegno economico e militare all’Ucraina, ha definito Putin uno dei pochi, veri leader contemporanei e ha espresso tutta la sua ammirazione per le «capacità negoziali» di Orbán. Non a caso, Georgescu è considerato un esponente dell’estrema destra rumena, e infatti uno dei primi a congratularsi con lui per il risultato elettorale è stato un altro leader dell’estrema destra del paese, George Simion, che i sondaggi davano come sicuro sfidante del socialdemocratico Marcel Ciolacu, Primo ministro in carica, al ballottaggio. Ciolacu, lui sì, al ballottaggio ci è arrivato: ha preso il 20 per cento dei voti, l’8 dicembre la scelta per gli elettori rumeni sarà tra lui e Georgescu.

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