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Il miliardario Larry Ellison, fondatore di Oracle, ha dovuto cambiare nome al suo megayacht dopo essersi accorto che leggendolo al contrario diceva “Im a nazi” Peccato, perché Izanami, divinità madre del pantheon shintoista, era proprio un bel nome. Almeno, lo era se lotto da sinistra a destra.
Dopo la morte del figlio di Chimamanda Ngozi Adichie, in Nigeria è iniziata una protesta contro il disastroso stato della sanità nazionale La scrittrice ha perso un figlio di appena 21 mesi e ha fatto causa all'ospedale in cui era ricoverato, accusando i medici di gravissime negligenze.
15 francesi, 13 tedeschi, 2 finlandesi, 2 norvegesi, un britannico, un olandese, nessun italiano: sembra una barzelletta ma è il contingente militare europeo in Groenlandia Basteranno un centinaio di soldati a fermare le mire espansionistiche degli Stati Uniti d'America? Il rischio di scoprirlo presto, purtroppo, c'è.
Maria Corina Machado ha offerto il suo Premio Nobel a Trump, lui se l’è preso e ha detto che se lo tiene Ma la Fondazione Nobel ha fatto sapere che non vale, non basta avere il Premio Nobel per essere il Premio Nobel.
Kim Gordon ha annunciato che il suo nuovo album si chiamerà Play Me e uscirà a marzo Sarà il terzo album da solista dell'ex-bassista dei Sonic Youth dopo The Collective e No Home Record.
È uscito il trailer di Euphoria 3 e tutti stanno parlando di Sydney Sweeney che fa la onlyfanser Ma ci sono diverse altre novità rispetto alle precedenti due stagioni, tra cui la presenza di Rosalía e Sharon Stone.
L’Ukip vuole usare un nuovo logo elettorale praticamente identico alla croce di ferro della Germania nazista È la seconda volta che il partito di estrema destra guidato dal personal trainer Nick Tenconi cerca di far approvare un simbolo che richiama apertamente l'iconografia del Terzo Reich.
Su GTA Online è apparsa una missione in cui i giocatori giocano l’omicidio di Charlie Kirk Apparsa e già scomparsa: i moderatori hanno cancellato tutto e inserito anche le parole “Charlie Kirk” all’elenco dei termini proibiti.

Come la differenza di genere influenza le opinioni degli economisti

19 Febbraio 2018

Un buon economista dovrebbe usare i dati a disposizione per sedare i propri pregiudizi in materia. Eppure, una nuova ricerca condotta dall’Università del Nebraska-Lincoln in collaborazione con l’International Labour Organisation spiegata sul The Economist dimostra che anche la più severa educazione all’economia non sopravvive alla differenza di genere. Secondo i dati raccolti da 18 Paesi europei, gli economisti uomini tendono a preferire le soluzioni di libero mercato, mentre le economiste donne sono più inclini ad affidarsi alle regolamentazioni governative. Inoltre, le donne sono più sensibili alla protezione ambientale e leggermente più a favore del concetto di redistribuzione. E ancora: studi simili confermano che gli uomini sono generalmente più scettici nei confronti dell’intervento statale, e contemporaneamente d’accordo che un salario minimo più alto causerebbe disoccupazione.

Potrebbero sembrare coincidenze da battaglia dei sessi, in una materia che esige rigore e imparzialità. Ma i dati cominciano a far preoccupare quando si nota la preponderanza di genere maschile negli studi economici. Ecco allora che i risultati sono di parte, quando gli uomini cominciano percepire in minor misura le ineguaglianze di opportunità lavorative tra generi, o quando spiegano le differenze di stipendio soltanto in termini di capacità individuali. Se quindi gli uomini credono che il mercato sia capace di fornire alle donne i lavori migliori, potrebbero essere più recidivi all’idea che la disparità di genere è ancora un problema in attesa di soluzione. Certo, non tutti ragionano allo stesso modo, così come non sempre (e per fortuna) l’ideologia riesce a filtrare nel proprio pensiero economico. I pregiudizi però sono tanti, e in Europa il dislivello di genere è ancora attivo su molti fronti.

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