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01:53 mercoledì 1 aprile 2026
Per la prima volta dopo quasi 40 anni, “Guernica” di Picasso potrebbe lasciare Madrid L'ultimo "spostamento" dell'opera risale al 1992. Adesso potrebbe succedere di nuovo, per ragioni che hanno anche a che vedere con la tenuta del governo Sánchez.
Delle spillette a forma di cappio sono diventate l’accessorio preferito dai politici israeliani a favore della legge sulla pena di morte ai terroristi palestinesi A sfoggiare questa spilla con il maggiore entusiasmo è stato ovviamente il Ministro della Sicurezza Nazionale, Itamar Ben-Gvir.
Dopo i casi di Bergamo e Perugia, anche in Italia si sta iniziando a parlare di Nihilistic Violent Extremism Inventata negli Usa, la definizione identifica crimini commessi da giovani e giovanissimi in cui la violenza non è un mezzo per raggiungere nulla ma il fine stesso dell'azione.
In occasione del 50esimo anniversario, Allegro non troppo, il capolavoro di Bruno Bozzetto, uscirà finalmente in versione restaurata Ma c'è un ma: al momento, questa versione restaurata verrà distribuita, paradossalmente, solo negli Usa e non in Italia.
Un gruppo che si chiama EveryonehatesElon si sta organizzando per rovinare il Met Gala a Jeff Bezos Si tratta dello stesso collettivo che protestò contro l'occupazione veneziana durante il matrimonio del patron di Amazon, e che oggi sta raccogliendo donazioni per organizzarsi in vista dell'evento.
È vero che il Ministro della Difesa Crosetto ha negato agli Usa il permesso di usare la base di Sigonella, ma è vero anche che gli Usa il permesso nemmeno lo avevano chiesto Quando il Comando Usa il permesso lo ha finalmente chiesto era troppo tardi e Crosetto non ha potuto fare altro che negarlo.
La produttrice di La voce di Hind Rajab è riuscita a far fuggire la famiglia di Hind Rajab dalla Striscia di Gaza La madre della bambina, Wissam, e altri otto membri della famiglia sono così riusciti ad arrivare in Grecia e ottenere lo status di rifugiati.
La nuova opera di John Carpenter è un graphic novel horror basato su un incubo che ha fatto Si intitola Cathedral e Carpenter ne comporrà anche la colonna sonora, da ascoltare durante la lettura del fumetto.

Come la differenza di genere influenza le opinioni degli economisti

19 Febbraio 2018

Un buon economista dovrebbe usare i dati a disposizione per sedare i propri pregiudizi in materia. Eppure, una nuova ricerca condotta dall’Università del Nebraska-Lincoln in collaborazione con l’International Labour Organisation spiegata sul The Economist dimostra che anche la più severa educazione all’economia non sopravvive alla differenza di genere. Secondo i dati raccolti da 18 Paesi europei, gli economisti uomini tendono a preferire le soluzioni di libero mercato, mentre le economiste donne sono più inclini ad affidarsi alle regolamentazioni governative. Inoltre, le donne sono più sensibili alla protezione ambientale e leggermente più a favore del concetto di redistribuzione. E ancora: studi simili confermano che gli uomini sono generalmente più scettici nei confronti dell’intervento statale, e contemporaneamente d’accordo che un salario minimo più alto causerebbe disoccupazione.

Potrebbero sembrare coincidenze da battaglia dei sessi, in una materia che esige rigore e imparzialità. Ma i dati cominciano a far preoccupare quando si nota la preponderanza di genere maschile negli studi economici. Ecco allora che i risultati sono di parte, quando gli uomini cominciano percepire in minor misura le ineguaglianze di opportunità lavorative tra generi, o quando spiegano le differenze di stipendio soltanto in termini di capacità individuali. Se quindi gli uomini credono che il mercato sia capace di fornire alle donne i lavori migliori, potrebbero essere più recidivi all’idea che la disparità di genere è ancora un problema in attesa di soluzione. Certo, non tutti ragionano allo stesso modo, così come non sempre (e per fortuna) l’ideologia riesce a filtrare nel proprio pensiero economico. I pregiudizi però sono tanti, e in Europa il dislivello di genere è ancora attivo su molti fronti.

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