Polemiche ↓
17:10 venerdì 10 aprile 2026
Sabina Guzzanti ha pubblicato su YouTube il suo documentario sul centro sociale Spin Time di Roma Il film è uscito nel 2021, ma Guzzanti lo ha pubblicato adesso online perché vuole «far conoscere questa realtà prima che sia troppo tardi», cioè prima che arrivi lo sgombero.
Nei suoi primi 100 giorni da sindaco di New York, Mamdani ha fatto una cosa meglio di tutti i suoi predecessori: aggiustare le buche per strada Il sindaco ha appena sigillato la centomillesima buca della sua amministrazione, un traguardo raggiunto nei cento giorni dall'insediamento. E di cui va molto fiero.
I Nine Inch Nails hanno annunciato un nuovo album che uscirà tra neanche una settimana Si intitola Nine Inch Noize, uscirà il 17 aprile ed è l'ufficializzazione del trio Trent Reznor, Atticus Ross e Alexander Ridha, in arte Boys Noize.
Stefano Gabbana lascia la presidenza di Dolce&Gabbana In una nota riportata oggi si specifica che la scelta del co-fondatore del brand nato nel 1985 non avrà però alcun impatto sul suo contributo creativo al gruppo.
Una ricercatrice è riuscita a completare la prima mappa dei nervi del clitoride E grazie a questa mappa si è scoperto che le informazioni che avevamo sul clitoride non solo erano pochissime ma in molti casi anche sbagliate.
Il governo pakistano si è inventato due giorni di festa nazionale per svuotare Islamabad ed evitare disordini durante il negoziato tra Usa e Iran La capitale al momento è deserta: per strada non c'è quasi nessuno, ci sono poliziotti e soldati ovunque, in attesa dell'arrivo delle delegazioni di Usa e Iran.
Per la prima volta in dieci anni non c’è neanche un film italiano in corsa per la Palma d’oro al Festival di Cannes Le ultime speranze riguardavano il nuovo film di Nanni Moretti, Succederà questa notte. Che però, a quanto pare, non è ancora finito.
La tregua tra Usa e Iran prevederebbe un pedaggio di 2 milioni di dollari per ogni nave che passa per lo Stretto di Hormuz. Prima della guerra non c’era nessun pedaggio Il problema è che, secondo l diritto internazionale, non si può imporre un pedaggio in acque internazionali. Ma sia Iran che Usa hanno promesso di farlo.

Chi sono (e come si vestono) le e-girls

Il loro stile è un mix goth, cosplay e BDSM. Spopolano su TikTok, ma sono molto diverse dalle Influencer Millennial.

03 Settembre 2019

La definizione di “e-girls” è piuttosto labile. Assomiglia un po’ a quella che negli anni Dieci si dava di “hipster”, dice Rebecca Jennings su Vox, almeno nel senso che è altrettanto sfuggente, carica di auto-ironia e di un chiaro intento denigratorio. Letteralmente, sono le ragazze che stanno su Internet, più nello specifico sono una certa porzione di adolescenti (Gen Z, baby) che vive soprattutto su TikTok, l’app cinese che permette di registrare video brevissimi con sottofondo musicale, e ha accumulato un largo seguito online. Sono un po’ le sorelle minori delle ragazze tristi di Tumbrl, con gli occhi pesantemente truccati – molte passate di eyeliner nero, allungato per formare il celebre “cat-eye” a là Brigitte Bardot – e un look che è infantile e sexy, fatto di minigonne e calze parigine, maglietta a righe, capelli decolorati come Billie Eilish, spesso legati in codini alti, cuoricini e lacrime disegnati (o applicati) sulle guance e blush rosa anche sul naso, come le protagoniste degli anime giapponesi. Al miscuglio si aggiungono elementi stilistici presi dalla cultura goth e da quella del BDSM, cosicché non è insolito vedere harness, piercing e collarini bondage su t-shirt di Sailor Moon. La loro controparte maschile, gli e-boys, sono invece ragazzi dalla faccia pulita e i capelli dai ciuffi voluminosi, spesso decolorati anche loro, che indossano catene e borchie punk sui pantaloni a vita alta e si riprendono mentre eseguono “passi di danza” fatti apposta per infastidire e far sentire vecchi gli adulti (come questo: rollare le dita, chiudere gli occhi e tirare fuori la lingua).

Al contrario della loro controparte Millennial, le Influencer che hanno prosperato su Instagram grazie a un’immagine curata fino all’esasperazione (fino a modificare il cielo delle foto, rendendolo sempre uguale), e-girls e e-boys sembrano voler proporre un’immagine di sé più rilassata e intimista, che spesso esiste esclusivamente nello spazio digitale. Come nota Jennings, infatti, «Mentre gli influencer tradizionali cercano di rendere la loro vita più “aspirazionale” possibile, tutta l’influenza delle e-girls e degli e-boys proviene dai loro alter ego digitali. Non accumulano follower andando in vacanza a St. Barts o a Santorini una settimana sì e l’altra pure, ma molto probabilmente saranno nelle loro camerette, da soli». Si prendono anche molto più in giro: spesso accompagnano i loro video con l’hashtag #cringe, “appropriandosi” dei meme che li sfottono e, in qualche modo, rivendicandoli con una naturalezza difficile da replicare per i più grandi.

Visualizza questo post su Instagram

Drop an owo in the comments! ?

Un post condiviso da ?Gamer GF? (@rusty.fawkes) in data:

Sembrano anche non essere particolarmente interessati alla ricchezza e al lusso, e basta osservare da dove comprano i loro vestiti per rendersene conto. Le-girls preferiscono fare shopping di seconda mano e non disdegnano i thrift store, specializzati nell’usato, dove recuperano capi e accessori che mescolano con pezzi di Urban Outfitters, Forever 21 e Brandy Melville fra gli altri. Un marchio particolarmente amato è Dolls Kill, che Katie Richards ha raccontato su Glossy in un interessante approfondimento. È stato fondato nel 2011 dalla ex dj Shaudi “Shoddy” Lynn e da suo marito Bobby Farahi, oggi amministratore delegato, e sin da subito ha puntato a vestire una ragazza “che non se ne fotte di nulla”, come da claim: un po’ dark, un po’ emo, un po’ Mikako de I cortili del cuore di Ai Yazawa, un po’ tecno-raver in divenire. Dolls Kill non usa le influencer tradizionali per generare contenuti attorno al brand, ma ha 8 “bamboline” che riassumono le clienti tipo e il loro stile – Coco che è quella kawaii, Mercy la gotica, Kandi la clubber, Darby la punk, Mia che ama lo streetwear sexy – e che possono intersecarsi fra loro. Non si tratta di personalità singolari, specificano dal marchio, perché «si può essere Coco di mattina e Mia di sera». Allora niente viaggi sponsorizzati (come quello che annualmente organizza l’Insta-brand Revolve al Coachella e raccoglie influencer tutte uguali), ma un flusso di contenuti che le e-girls producono spontaneamente su più piattaforme e che, in molti casi, è conforme all’universo estetico del marchio.

Maschi e femmine attingono quindi allo stesso immaginario allargato, futuristico e passatista allo stesso tempo, secondo quella fluidità che sembra essere innata alla Gen Z ed è lontana dall’attivismo molte volte forzato della generazione appena precedente. Esattamente come le “Twitch girls”, le gamer che si riprendono mentre giocano ai videogiochi online e che sono oggetto di commenti sessisti per via dei loro look provocanti, anche le e-girls vengono spesso criticate per la loro immagine iper-sessualizzata, segno inequivocabile di come certo sessismo sia intramontabile. Ma con il loro atteggiamento ironico e parodistico, e-girls e e-boys sembrano non interessarsene più di tanto: sono giovani, carini e si divertono su Internet.

Articoli Suggeriti
Leggi anche ↓
Stefano Gabbana lascia la presidenza di Dolce&Gabbana

In una nota riportata oggi si specifica che la scelta del co-fondatore del brand nato nel 1985 non avrà però alcun impatto sul suo contributo creativo al gruppo.

Renato Montagner ha trovato la formula per mettere assieme ingegneria, design, moda, tecnologia e artigianato, tutto in paio di occhiali

Siamo stati a La Chaux-de-Fonds, in Svizzera, nella manifattura in cui è nata la nuova collezione TAG Heuer Eyewear sviluppata con Thélios, il polo eyewear di LVMH. E abbiamo scoperto l'infinità di dettagli che servono a costruire un paio di occhiali davvero eccellenti.

Grazie al Diavolo veste Prada 2, Anna Wintour è finita per la prima volta sulla copertina di Vogue assieme alla sua alter ego Miranda Priestly, cioè Meryl Streep

Per l'occasione si è fatta intervistare da Greta Gerwig, mentre l'attuale direttrice di Vogue faceva da stenografa.

Jacquemus sta finanziando il restauro della Fontana del Bagno delle Ninfe di Versailles

Si tratta di una fontana XVII secolo il cui restauro richiederà un anno di lavori. Il designer torna così nella reggia francese, dove aveva già ambientato due sue sfilate.

Hermès ha creato un videogioco in realtà aumentata per far andare a cavallo anche chi non sa andare a cavallo

Il videogioco è stato presentato durante Saut Hermès, un concorso di equitazione (reale e non virtuale) che il brand sponsorizza da tempo.

Vestivamo alla reazionaria

L'affermazione delle destre che governano il mondo oggi passa anche attraverso la costruzione di nuovi codici estetici nei corpi e nei vestiti. Capelli, cappotti, stivali, bicipiti, sono tutti segnali da decodificare per capire cos'è il nuovo potere. E a quali vecchi poteri si ispira.