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01:14 sabato 24 gennaio 2026
Il trasferimento del Leoncavallo in via San Dionigi è saltato e adesso non si sa che ne sarà del centro sociale A cinque mesi dallo sgombero di via Watteau, l'ipotesi via San Dionigi è definitivamente tramontata e ora non si sa come procedere.
Oltre 800 artisti hanno lanciato un appello per chiedere che la repressione delle proteste in Iran sia trattata come un crimine contro l’umanità Tra i firmatari ci sono anche Shirin Neshat, Jafar Panahi Juliette Binoche, Marion Cotillard e Yorgos Lanthimos.
Arctic Monkeys, Pulp, Blur, Fontaines D.C., Depeche Mode, Cameron Winter, King Krule, Wet Leg, Anna Calvi: l’album Help 2 è il sogno realizzato degli amanti dell’indie E questi sono solo alcuni degli artisti e delle band riuniti dalla War Child Records per questo album di beneficenza che uscirà il 6 marzo.
Jeremy Strong è talmente fan di Karl Ove Knausgård che lo ha anche intervistato per Interview I due hanno parlato del nuovo romanzo di Knausgård ma soprattutto di quanto entrambi odino essere famosi.
A Davos gli Stati Uniti hanno presentato il piano per la costruzione di “New Gaza” ed è peggio delle peggiori aspettative Si è parlato molto di grattacieli e appartamenti di lusso affacciati sulla costa, molto poco, quasi per niente del futuro di istituzioni e popolo palestinese.
Cameron Winter dei Geese ha tenuto un concerto a sorpresa a un minuscolo evento di beneficenza per Gaza Si è esibito per 250 fortunati e ignari spettatori al Tv Eye di New York, presentandosi pure con un nome falso, Chet Chomsky.
La comunità scientifica è strabiliata da una mucca che ha imparato a usare una scopa per grattarsi La mucca si chiama Veronika, ha 13 anni, vive in Austria ed è il primo esemplare di bovino a dimostrare questa capacità con scientifica certezza.
Dopo quattro anni di silenzio, finalmente è uscita una nuova canzone degli Arctic Monkeys Fa parte dell'album benefico di War Child Records che uscirà a marzo e che, oltre a riunire band e artisti strepitosi, vanta la collaborazione di Jonathan Glazer.

Migliaia di spie nordcoreane hanno tentato di farsi assumere da Amazon usando falsi profili LinkedIn

1800 candidature molto sospette che Amazon ha respinto. L'obiettivo era farsi pagare da un'azienda americana per finanziare il regime nordcoreano.

23 Dicembre 2025

Milleottocento persone appartenenti ai servizi segreti della Corea del Nord hanno cercato di ottenere un impiego presso diverse sedi di Amazon negli Stati Uniti, candidandosi soprattutto per ruoli tecnologici da remoto. Secondo quanto ricostruito da Bbc, i tentativi rientrerebbero in una strategia più ampia con cui Pyongyang prova a infiltrare grandi aziende occidentali sfruttando la diffusione del lavoro a distanza.

Le indagini citate dalla Bbc spiegano che i candidati utilizzavano identità false o rubate, spesso costruite su profili LinkedIn abbandonati ma veri (o, quantomeno, non evidentemente falsi). Gli agenti si appoggiavano a intermediari in altri Paesi per superare i controlli operati dall’azienda, che però ha smascherato comunque migliaia di tentativi d’infiltrazione. L’obiettivo, come ha chiarito il responsabile della sicurezza di Amazon Stephen Schmidt in un post su LinkedIn, era semplice: «Farsi assumere, essere pagati e usare gli stipendi per finanziare i programmi militari del regime». Schmidt ha aggiunto che «questi tentativi di infiltrazione si stanno probabilmente verificando su larga scala in tutto il settore, soprattutto negli Stati Uniti».

La vicenda si collega anche al fenomeno delle laptop farm, strutture create per simulare la presenza fisica di lavoratori negli Stati Uniti. In questi casi, computer aziendali vengono gestiti da complici sul territorio americano mentre il lavoro reale viene svolto a distanza da agenti nordcoreani, rendendo più difficile individuare l’inganno. Amazon ha dichiarato di aver individuato e bloccato i tentativi prima che si traducessero in assunzioni effettive, rafforzando ulteriormente i sistemi di verifica e sicurezza.

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