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I dazi turistici sono l’ultimo fronte nella guerra commerciale tra Stati Uniti ed Europa Mentre Trump impone agli stranieri una maxi tassa per l'ingresso ai parchi nazionali, il Louvre alza il prezzo del biglietto per gli "extracomunitari".
Papa Leone XIV ha benedetto un rave party in Slovacchia in cui a fare da dj c’era un prete portoghese Il tutto per festeggiare il 75esimo compleanno dell'Arcivescovo Bernard Bober di Kosice.
I distributori indipendenti americani riporteranno al cinema i film che non ha visto nessuno a causa del Covid Titoli molto amati da critici e cinefili – tra cui uno di Sean Baker e uno di Kelly Reichardt – torneranno in sala per riprendersi quello che il Covid ha tolto.
La presidente della Tanzania Samia Suluhu Hassan ha nominato il nuovo governo e ha fatto ministri tutti i membri della sua famiglia In un colpo solo ha sistemato due figlie, un nipote, un genero, un cognato e pure un carissimo amico di famiglia.
Sally Rooney ha detto che i suoi libri potrebbero essere vietati in tutto il Regno Unito a causa del suo sostegno a Palestine Action E potrebbe addirittura essere costretta a ritirare dal commercio i suoi libri attualmente in vendita.
In Francia è scoppiato un nuovo, inquietante caso di “sottomissione chimica” simile a quello di Gisèle Pelicot Un funzionario del ministero della Cultura ha drogato centinaia di donne durante colloqui di lavoro per poi costringerle a urinare in pubblico.
Dopo quasi 10 anni di attesa finalmente possiamo vedere le prime immagini di Dead Man’s Wire, il nuovo film di Gus Van Sant Presentato all'ultima Mostra del cinema di Venezia, è il film che segna il ritorno alla regia di Van Sant dopo una pausa lunga 7 anni.
Un esperimento sulla metro di Milano ha dimostrato che le persone sono più disponibili a cedere il posto agli anziani se nel vagone è presente un uomo vestito da Batman Non è uno scherzo ma una vera ricerca dell'Università Cattolica, le cui conclusioni sono già state ribattezzate "effetto Batman".

Dove può scappare Snowden (mappa)

27 Giugno 2013

La vicenda di Edward Snowden, il contractor statunitense che ha svelato l’esistenza di PRISM – il programma segreto con cui l’Agenzia per la sicurezza americana può impadronirsi di dati personali di utenti di siti come Facebook o YouTube- è sempre più romanzesca: partito da Hong Kong alla volta di Mosca, buona parte dei media mondiali specula su quale sia la destinazione finale della sua fuga: Cuba? L’Ecuador? Il Venezuela?

Quel che è certo è che ci sono luoghi in cui chi è oggetto di una richiesta di estradizione farebbe meglio a non mettere piede. La lista dei Paesi che hanno accordi relativi all’estradizione con gli Stati Uniti è molto lunga – consta di 107 Stati. Ad esempio, Snowden non potrebbe mai partire per Berlino, poiché dal 1978 fra Germania e USA vige un accordo bilaterale che regola i rimpatri degli accusati.

Parte di questi trattati tuttavia ha formalmente cessato di esistere, poiché firmata in epoche e regimi diversi dagli attuali: è il caso di Cuba, in cui, nonostante l’accordo del 1904, da anni il governo castrista non ha relazioni diplomatiche con Washington.

Diverso il discorso che riguarda l’Ecuador, un’altra delle ipotetiche mete di Snowden: qui esiste un’intesa in merito ai rimpatri fin dal 1872, ma il governo di Quito è da tempo favorevole alle richieste di asilo politico (vedi caso Assange).

Più in generale, gli spostamenti possibili – come dimostra la mappa – sono ricompresi fra la Cina continentale, i Paesi che furono in orbita sovietica e l’Estremo oriente.

(via)

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