Stanley Richards è chiamato a gestire il Department of Correction in un momento di grande difficoltà, dovuto soprattutto all'aumento delle morti in carcere.
Negli Epstein Files Donald Trump viene citato più volte di Harry Potter nella saga di Harry Potter
38 mila volte, per la precisione. Il conteggio lo ha fatto il New York Times, per dimostrare quanto solido fosse il rapporto tra Trump ed Epstein.
Ben prima che venisse arrestato e che i suoi file divenissero terreno di un infinito scontro politico, Jeffrey Epstein è stato oggetto dell’attenzione del giornalismo d’inchiesta per anni. Date i suoi ormai famigerati rapporti con la politica e la finanza, molti reporter hanno tentato di ricostruire, già in tempi non sospetti, la natura e la profondità delle sue relazioni con nomi allora in ascesa della scena statunitense, come quello di Donald Trump.
Per i giornalisti del New York Times e delle altre testate che in questi giorni stanno spulciando gli Epstein Files ora il problema è di natura opposta: nell’ultima tranche di documenti desecretati dal Dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti ci sono tre milioni di file tra mail, foto e video, una matassa di cui è praticamente impossibile trovare il bandolo. Per questa ragione, il New York Times ha deciso di usare uno strumento di ricerca appositamente realizzato per questo scopo, così da estrarre, da questa massa immensa e informe di informazioni, soltanto quelle relative al Presidente degli Stati Uniti. Quali sono stati, dunque, i rapporti di Trump con Epstein? Cercando il nome del Presidente e associandolo a precise parole chiave a lui “coerenti” (il nome della moglie Melania e dell’ex moglie Ivana, la residenza di Mar-a-lago) il Times ha trovato 5300 documenti che citano il Presidente, per oltre 38 mila menzioni. Più di quante volte viene nominato Harry Potter nei sette libri che compongono la saga di Harry Potter. La lunga inchiesta del quotidiano mira a tracciare un ritratto preciso del rapporto tra Epstein e Trump, seguendo la cronologia dei documenti.
Nei documenti più datati ci sono continui scambi amichevoli e tanti riferimenti alla presenza di Donald Trump alle feste di Epstein. Quando i rapporti tra i due si sono incrinati, gli Epstein Files dimostrano come Epstein non abbia mai perso di vista il futuro Presidente. Anzi, avrebbe raccolto soffiate di informatori dell’FBI e articoli di giornale sui primi guai finanziari di Trump, seguendone meticolosamente l’ascesa politica e tentando, laddove possibile, di “rimanere in scia”, per così dire, con scambi di messaggi con l’ex consigliere del Presidente, Stephen K. Bannon.
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