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21:06 mercoledì 15 luglio 2026
Nel Regno Unito si sono accorti che 9 bestseller su 10 hanno una cosa in comune: una donna che viene uccisa da un uomo Per la precisione, l'84 per cento dei libri più acquistati racconta una storia che comprende una donna che viene uccisa da un uomo.
Peppa Pig ha rivelato a Pitchfork cosa pensa delle popstar e una popstar in particolare non l’ha presa bene È la stessa popstar che sette anni fa espresse una controversa opinione su Peppa Pig. Evidentemente, i maiali hanno la memoria lunga.
Qualcuno sta lasciando dei campioni di droga “omaggio” nelle cassette della posta di Berlino Se hai una casa a Berlino potresti trovarti recapitato un pacchetto contenente cocaina, ketamina, ecstasy, erba o hashish. Che tu lo voglia o meno.
Nel primo trailer The Shards c’è tutto quello che ci si aspetta da una serie di Ryan Murphy tratta da un romanzo di Bret Easton Ellis: giovani bellocci, sesso, droga e «una bella storia di formazione» La serie arriverà in Italia il 6 agosto, sarà disponibile su Disney+, avrà dieci episodi che usciranno uno alla settimana, il giovedì.
È stato creato un archivio online che raccoglie e fa ascoltare le radio digitali indipendenti di tutto il mondo Si chiama Community Radio Index, per il momento raccoglie 300 stazioni e ce ne sono anche un bel po' italiane.
Tende improvvisate, alberi finti, giungle mobili e tutte le altre stranezze contenute nel piano nazionale anticaldo in Olanda L'unica vera soluzione a lungo termine presente nel piano, però, resta investire negli spazi verdi, in parchi e giardini pubblici.
Gli scienziati hanno trovato un nuovo tipo di zucchero nello spazio profondo e questa scoperta potrebbe aiutarci a capire l’origine della vita sulla Terra Si chiama eritrulosio ed è lo stesso zucchero che si trova nei lamponi, nel mais e negli autoabbronzanti.
Dal primo trailer di Digger, una cosa si capisce chiaramente: anche Alejandro González Iñárritu non ne può più dei miliardari Nel film Tom Cruise interpreta anziano miliardario egocentrico e scurrile la cui compagnia petrolifera provoca "accidentalmente" un'eco-catastrofe. Più chiaro di così.

Darren Aronofsky si è guadagnato l’appellativo di “traditore del cinema” perché ha fatto una serie usando solo l’AI

Sia i critici che i colleghi stanno commentando molto negativamente (per usare un eufemismo) sia la scelta di Aronosfsky che il pessimo risultato ottenuto.

04 Febbraio 2026

Darren Aronofsky non è nuovo a polemiche legate ai suoi progetti, ma non aveva mai affrontato un’accoglienza così negativa e ostile come quella riservata a On This Day… 1776. La serie non ha un numero preciso di episodi, ma dovrebbero essere almeno una cinquantina: il piano infatti è di pubblicare almeno un corto a settimana, per raccontare cosa è successo in quello specifico giorno nell’anno della guerra d’indipendenza statunitense, esattamente 250 anni dopo. La serie ricostruisce momenti chiave del 1776, anno fondativo degli Stati Uniti, scegliendo però un approccio dichiaratamente anti celebrativo. L’obiettivo è raccontare gli Stati Uniti d’America come un esperimento fragile e incerto, fondato su decisioni improvvisate, contraddizioni e paure, piuttosto che come un mito già compiuto. Gli episodi, tutti di una durata che va dai tre ai cinque minuti, si basano su documenti storici ma forniscono una versione ovviamente romanzata degli eventi, enfatizzando il senso di instabilità del periodo.

Ancora in corso di realizzazione, On This Day… 1776 sta facendo parla di sé non tanto per l’approccio narrativo o per l’innovativa modalità di distribuzione degli episodi (si potranno vedere tutti, gratuitamente, sul canale YouTube del Time). D questa serie, finora, si è parlato quasi esclusivamente per una ragione: perché è prodotta da Primordial Soup, ovvero uno studio AI fondato dallo stesso Aronofsky. La parte visiva della serie è generata usando l’AI di Google DeepMind, mentre sceneggiatura, voci e musica restano affidate alla filiera tradizionale: i testi sono scritti da sceneggiatori, recitati da doppiatori iscritti al sindacato SAG-AFTRA, la colonna sonora originale è composta da Jordan Dykstra.

L’esperimento però ha raccolto un’opposizione nettissima e trasversale, suscitando una notevole risentimento verso Aronofsky, descritto come un traditore che si è prestato a un progetto volto a sostituire l’AI al lavoro dei professionisti del settore. Ma Aronofsky non è l’unico regista a essersi dichiarato, nelle parole e nei fatti, a favore dell’uso dell’AI nel cinema, ma è il primo grande autore a lanciarsi in un progetto di questa portata, in cui l’intelligenza artificiale è fondamentale. A suscitare particolare astio è anche il risultato ottenuto: l’inclemente The Hollywood Reporter sentenzia che «l’AI d’autore resta comunque spazzatura generata dall’AI», mentre il collega showrunner Steven S. DeKnight su X definisce l’opera «un totale tradimento dell’arte», invitando a non guardare questa e ogni altra futura produzione del regista. Anche tra youtuber e utenti sui social è difficilissimo trovare qualcuno che si dica entusiasta della serie, che anzi viene descritta come miracolosa per la maniera in cui risulta finta, ridondante e di bassa fattura, con personaggi poco espressivi, dalla pelle gommosa e lo sguardo vitreo, morto.

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