A Stratford-upon-Avon sono abituati ad avere tanti turisti, ma non così tanti come quelli arrivati dopo aver visto il film.
Il trailer di Leaving Neverland, il documentario sui presunti abusi sessuali di Michael Jackson
È uscito il trailer di Leaving Neverland, il documentario prodotto da Hbo e Channel 4 e presentato in anteprima lo scorso 25 gennaio al Sundance Film Festival. Nonostante le polemiche che hanno accompagnato la prima, il docu-film uscirà come previsto il prossimo 3 e 4 marzo sull’emittente via cavo statunitense.
Incentrato sulle vicende di James Safechuck e Wade Robson, due uomini che dichiarano di essere state abusati sessualmente da Michael Jackson quando erano bambini, Leaving Neverland è diretto da Dan Reed ed è stato definito «inquietante» dal Guardian, «devastante e convincente» da Variety e «molto difficile da recensire» dall’Hollywood Reporter. Come riporta Deadline, HBO si è scontrata con la fondazione che si occupa dell’eredità del cantante, che ha pesantemente criticato l’impianto del film in una lettera di protesta inviata ai vertici della tv. Da parte sua, HBO ha invitato tutti «a formulare un giudizio solo dopo aver visto il film».
Il regista ci ha poi tenuto a precisare come il titolo «non sia un film su Michael Jackson che abusa di ragazzini, ma sulla storia di due famiglie trovatesi a fare i conti con ciò che i loro figli hanno rivelato anni dopo la morte della popstar». In un’intervista a Vice, Reed ha anche criticato il comportamento di alcuni fan di Jackson, che «come fossero una setta, scrivono cose davvero odiose [sul documentario, nda] sui social media», aggiungendo come questo atteggiamenti rimandino «alla retorica decennale della famiglia e del team legale di Jackson, che sposta la vergogna sulle vittime. Non penso, però, che nel 2019 possano farla franca come in passato».
Adesso c'entrano la FOMO e il marketing, ovviamente. Ma l'ossessione per le spillette è parte della storia delle Olimpiadi moderne, tanto che c'è chi considera questa forma di collezionismo come uno "sport non ufficiale" dei Giochi.
Non recitava da anni e non aveva fatto quasi nulla di rilevante dopo Dawson's Creek, ma la morte dell'attore ha portato al lutto collettivo un'intera generazione. È un fenomeno che la letteratura scientifica ha spiegato così: relazione parasociale più grief policing.