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14:38 lunedì 7 settembre 2026
Il governo inglese ha esortato la popolazione a iniziare a far scorte di cibo e acqua per prepararsi agli eventi climatici estremi causati dal Super El Niño «Chi avrà delle scorte se la caverà molto meglio di chi non ne ha», ha detto la Ministra dell'Ambiente Angela Eagle.
È valsa la pena seguire tutti gli Emmy solo per vedere Rob Reiner vincerne uno storico, da record Ha vinto il premio per Outstanding guest actor in a comedy series per la sua interpretazione nella quarta stagione di The Bear.
L’ultima volta che un partito di estrema destra ha governato in Germania era QUEL partito di estrema destra Con la vittoria di AfD in Sassonia-Anhalt il Brandmauer, il muro che ha tenuto l'estrema destra fuori dai governi dal dopoguerra a oggi, potrebbe crollare.
C’è una casetta che è rimasta miracolosamente intatta nell’inondazione in Nepal e nessuno sta riuscendo a spiegare come sia stato possibile L'hanno ribattezzata "casa miracolosa" e le hanno dato un pin tutto suo su Google Maps, dove ora è classificata come "a prova di alluvione".
A 80 anni Paul Schrader ha provato l’ayahuasca e gli è piaciuta così tanto che ha deciso di farci un film Dopo otto trip consecutivi (otto!) e un mese in Costa Rica, Schrader ha capito che dall'esperienza era necessario trarre un film.
Anne Carson ha scritto un bellissimo saggio per dire che ama follemente Rosalía È così innamorata che ne perdona anche i difetti: ad esempio non sembra del tutto convinta dei testi delle sue canzoni, ma, ci tiene a specificare, lei «non è certo la giudice migliore».
La strana, stranissima storia che ha portato un collettivo antifascista italiano nella lista delle organizzazioni terroristiche degli Stati Uniti L'A/I Collective, che fornisce servizi internet anonimi, da adesso è considerata un'organizzazione terroristica di sinistra, accusata di sostenere la cosiddetta "rete antifa".
Una delle cose più belle scritte da Gloria Steinem è un capitolo del suo memoir in cui racconta che divenne femminista grazie a sua madre, che femminista non aveva mai potuto essere Un testo che si può leggere gratuitamente sul sito del Guardian, uno dei tantissimi lasciti della giornalista, scrittrice e attivista.

Dockers® e il futuro dell’abbigliamento casual

01 Luglio 2020

Qual è il futuro del casualwear? Se l’è chiesto il marchio californiano Dockers®, che ha commissionato “The work dress code study”, una ricerca sull’abbigliamento degli uomini europei sul lavoro nel periodo precedente alla pandemia da Coronavirus, e ha annunciato una partnership con Domus Academy proprio per identificare il futuro degli abiti da giorno. Con questa collaborazione Dockers® ha sostenuto il percorso di formazione degli studenti del Master in Fashion Design della Domus Academy, scuola post graduate negli ambiti del design della moda, del business e dell’experience design, che hanno curato l’intero processo di progettazione.

«L’analisi del contesto sociale globale e l’attenzione ai temi della sostenibilità sono fra i gli elementi fondanti di un processo di design contemporaneo e prendere parte a questo progetto è stata una scelta naturale per Domus Academy. Affrontiamo, in collaborazione con aziende e professionisti del settore, temi che hanno l’ambizione di produrre ricerca, la stessa ricerca che in maniera interdisciplinare deve nutrire la progettazione di chi opererà nelle industrie creative (e non solo) nel prossimo futuro», ha spiegato Mark Anderson, Director of Education di Domus Academy.

Il brand, d’altra parte, è stato tra i primi a pensare come introdurre lo stile casual all’interno dell’ambiente di lavoro: negli anni Novanta lanciò infatti il “Casual Friday”, inviando una richiesta ufficiale a ben 25 mila responsabili delle risorse umane in tutti gli Stati Uniti che suggeriva alle aziende di sostituire il completo formale dei dipendenti con un paio di pantaloni chino, inizialmente soltanto il venerdì. Quest’anno, inoltre, per celebrare il decimo anniversario delle tecniche Water<Less® di Levi Strauss & Co., che riducono significativamente l’utilizzo di acqua nella produzione dei pantaloni Dockers®, il marchio ha anche lanciato la capsule collection “Dockers® 10 Year Water<Less®” che rivisita in chiave moderna pezzi iconici come gli Alpha Chinos e un assortimento di t-shirt, button-up e felpe.

Nello studio commissionato dal brand, che è stato sviluppato dalla società spagnola “We are testers”, si trova un’analisi esauriente dell’abbigliamento dagli uomini europei sul lavoro, concentrandosi in particolare sulle differenze per Paese di origine (Spagna, Francia Gran Bretagna e Turchia) e sull’età (Generazione Z, Millennial, Generazione X e Baby Boomer). La ricerca fornisce infatti una disamina su una serie di argomenti: usi e i valori associati all’abito formale; i capi che gli uomini preferiscono indossare al lavoro e quello che idealmente vorrebbero indossare; la cultura aziendale sulla policy e i codici di abbigliamento; compatibilità del lavoro e dell’abbigliamento sociale; le abitudini e le modalità di comprensione e relazione con la moda, tutte incentrate sulle abitudini e le preferenze dei Millennial.

Interessanti i dati raccolti: in Europa, per il 75 per cento dei lavoratori le aziende che seguono un dress-code casual sono più attraenti e riescono ad attrarre talenti più facilmente; l’80 per cento dei lavoratori non sa cosa indossare al lavoro; il 75 per cento dei lavoratori in Europa riconosce di aver bisogno di consigli e suggerimenti su come vestirsi in modo informale. Per quanto riguarda l’Italia, il Future Concept Lab (Istituto di ricerca fondato dai sociologi Francesco Morace e Linda Gobbi) ha approfondito per Dockers® i risultati emersi dalla ricerca internazionale, mettendoli in relazione con le attitudini e i comportamenti dei Millennial italiani. In Italia il confine tra formale e informale è sempre segnato dal buon gusto, dal fare bella figura all’insegna dello stile personale. Questa regola vale in ogni occasione: lavoro, tempo libero, sport, cerimonia. Per questo motivo l’accettazione dell’abito formale sul posto di lavoro si allinea con i dati della Francia e della Turchia, che hanno un 60 per cento di Millennial che non considerano superato il completo formale, a differenza degli inglesi e degli spagnoli che hanno invece adottato con più decisione lo stile casual e informale anche sul luogo di lavoro.

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