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Kim Gordon ha annunciato che il suo nuovo album si chiamerà Play Me e uscirà a marzo Sarà il terzo album da solista dell'ex-bassista dei Sonic Youth dopo The Collective e No Home Record.
È uscito il trailer di Euphoria 3 e tutti stanno parlando di Sydney Sweeney che fa la onlyfanser Ma ci sono diverse altre novità rispetto alle precedenti due stagioni, tra cui la presenza di Rosalía e Sharon Stone.
L’Ukip vuole usare un nuovo logo elettorale praticamente identico alla croce di ferro della Germania nazista È la seconda volta che il partito di estrema destra guidato dal personal trainer Nick Tenconi cerca di far approvare un simbolo che richiama apertamente l'iconografia del Terzo Reich.
Su GTA Online è apparsa una missione in cui i giocatori giocano l’omicidio di Charlie Kirk Apparsa e già scomparsa: i moderatori hanno cancellato tutto e inserito anche le parole “Charlie Kirk” all’elenco dei termini proibiti.
In Uganda hanno deciso che l’unico modo per avere elezioni regolari e pacifiche è chiudere internet In tutto il Paese è impossibile connettersi già da martedì 13 gennaio e sarà così fino alla chiusura delle urne, prevista per la sera del 15.
C2C Festival festeggia il suo venticinquesimo compleanno svelando la line-up della seconda edizione del festival a New York L'8 maggio 2026 C2C Festival torna al Knockdown Center con un programma ancora più ambizioso. Tra gli ospiti più attesi Arca, Los Thuthanaka ed Elias Rønnenfelt.
Su Bandcamp sarà vietata la musica prodotta con l’intelligenza artificiale Con un post su Reddit, la piattaforma ha anche invitando gli utenti a segnalare tutte le canzoni sospettate di essere state fatte con l'AI.
Grazie al suo amore per i blockbuster, Zoe Saldaña è diventata l’attrice che ha “incassato” di più nella storia del cinema Dopo il successo del terzo Avatar, che si aggiunge a quello dei film Marvel e di Star Trek, l'attrice ha stabilito un record.

Ci sono posti dove non si può morire

13 Settembre 2017

Affacciata sul Mar Glaciale Artico c’è una cittadina in cui i morti non si possono seppellire, perché rischierebbero di tornare in superficie e diffondere epidemie. Ma Longyearbyen non è l’unico luogo al mondo in cui non è scontato morire. Due sono italiani: in provincia di Caserta, c’è Falciano del Massico, dove il divieto di passare a miglior vita è stato messo per iscritto su un atto amministrativo (ed è strano notare come il burocratese abbia trasformato l’espressione “morire” in una dettagliata specificazione del concetto): «È fatto divieto ai cittadini residenti, o comunque di passaggio, di oltrepassare il confine della vita terrena per andare nell’aldilà». Il problema è la mancanza di loculi in paese, dato che il cimitero vicino è stato annesso al comune di Carinola. Anche il sindaco di Sellia ha messo nero su bianco che  «si fa divieto di morire», e anche di ammalarsi, con sanzioni per i cittadini che  non dimostrano interesse per gli incentivi e le agevolazioni sulle visite mediche. Qui più del 60% della popolazione è costituita da anziani con oltre sessantacinque anni e nell’ultima decade e mezzo Sellia ha perso quasi un terzo dei suoi abitanti (che oggi sono 508).

Il caso Longyearbyen non è una provocazione o un modo di combattere lo spopolamento. La cittadina più a nord del mondo fa parte del territorio della Norvegia ed è stata fondata nel XIX secolo come scalo turistico, nonostante il suo sviluppo sia legato all’estrazione di carbone: furono le compagnie americane, che impiegavano lavoratori norvegesi, a chiamarla Longyear City. Oggi conta circa 2mila abitanti che vivono tutto l’anno flagellati dal freddo. I bambini crescono con problemi motori, per i pesanti vestiti che devono indossare fin dai primi mesi di vita. Inoltre, come si vede nelle bellissime immagini della video inchiesta di Mel Magazine, orsi polari e ogni sorta di animali selvaggi dividono con l’uomo queste terre.

Nei primi anni del Novecento Longyearbyen l’influenza spagnola uccise sette minatori, che furono seppelliti in uno sparuto cimitero di lapidi malamente piantate nello strato di suolo gelato che si trova sotto la superficie. Proprio questo è il problema che preoccupa i cittadini. Perché i corpi dei minatori , inumati a temperature bassissime, hanno consentito al virus della spagnola di sopravvivere. Secondo l’esperto di malattie contagiose Ryan Easterday, c’è il rischio che il permagelo (dall’inglese “permafrost”) si sciolga per i cambiamenti climatici, e l’influenza torni a colpire gli abitanti di Longyearbyen venendo trasportata dagli uccelli chissà dove. Da qui il divieto di seppellire i corpi dei morti: «Non credo che mi sarà consentito di essere seppellito qui», dice uno dei locali intervistato da MEL Magazine, «a causa del permagelo…tornerei in superficie e direi “ciao”». 

Longyearbyen è un posto affascinante anche per altre ragioni. Ad esempio, nel permagelo è stato scavato un bunker per mettere in sicurezza i semi, una struttura in grado di resistere a un disastro naturale o atomico ma non al cambiamento climatico, che ne trasformerebbe i muri in poltiglia.  

Foto Getty.
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