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Una ricerca ha scoperto che il cromosoma Y, quello che determina il sesso biologico maschile, sta letteralmente perdendo pezzi e potrebbe scomparire

Quando i primi mammiferi sono comparsi sulla Terra, il cromosoma Y conteneva 900 geni. Oggi ne contiene appena 55 e continua a perderne.

16 Luglio 2026

Il cromosoma Y sta perdendo pezzi. Quando i primi mammiferi sono comparsi sulla Terra, circa 166 milioni di anni fa, i cromosomi X e Y avevano all’incirca le stesse dimensioni e condividevano 900 geni. Oggi, l’Y umano ne conserva a malapena 55.

Questa inesorabile erosione ha una causa meccanica precisa: a differenza degli altri cromosomi, l’Y ha perso la capacità di effettuare la ricombinazione (lo scambio di materiale genetico) con il cromosoma X durante la divisione cellulare. Senza questo meccanismo di riparazione incrociata, gli errori genetici si accumulano e i geni danneggiati vengono progressivamente scartati di generazione in generazione. Secondo un recente studio pubblicato da Ramakrishna Manchana, membro della Società Antropologica Indiana di Calcutta e ripubblicato su Research Gate, se questo tasso di decadimento dovesse restare costante, il cromosoma Y umano potrebbe perdere tutti i suoi geni funzionali rimanenti tra circa 11 milioni di anni. Un battito di ciglia su scala evolutiva, che però ha scatenato ondate di titoli allarmistici sulla «fine delle nascite maschili».

La determinazione del sesso negli esseri umani è controllata dai cromosomi sessuali, con le femmine che possiedono una coppia XX e i maschi un cromosoma X e un cromosoma Y molto più piccolo. Mentre il cromosoma X contiene circa 900 geni coinvolti in varie funzioni, il cromosoma Y è costituito in gran parte da Dna non codificante, ma ospita il gene responsabile dell’avvio dello sviluppo maschile nell’embrione. Questo gene, identificato nel 1990 e noto come SRY (Sex-determining Region on the Y), si attiva circa 12 settimane dopo la fecondazione per innescare la formazione dei testicoli, i quali producono ormoni come il testosterone e i suoi derivati. A sua volta, SRY innesca un percorso genetico che include SOX9, un gene essenziale per lo sviluppo maschile, situato al di fuori dei cromosomi sessuali, suggerendo che tale sviluppo non dipenda esclusivamente dal cromosoma Y.

Tuttavia, il destino della riproduzione umana non è necessariamente segnato. Alcune specie hanno già perso interamente i loro cromosomi Y, evolvendo meccanismi genetici alternativi per determinare il sesso. Nel caso degli esseri umani, ricerche recenti indicano che il cromosoma Y ha sviluppato specifici meccanismi per rallentare il proprio degrado, ritardando o prevenendo la sua completa scomparsa. Qualora questa scomparsa dovesse comunque verificarsi, l’emergere di un nuovo gene sessuale comporterebbe dei rischi: questo spostamento genetico potrebbe infatti innescare un effetto “collo di bottiglia”, riducendo la diversità genetica e aumentando la probabilità di una speciazione, il processo evolutivo attraverso cui si formano nuove specie a partire da popolazioni preesistenti. Il dibattito scientifico resta aperto, ma è altamente probabile che l’evoluzione garantirà la perpetuazione della specie preservando l’attuale cromosoma o facendo subentrare sistemi genetici alternativi.

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