È la stessa popstar che sette anni fa espresse una controversa opinione su Peppa Pig. Evidentemente, i maiali hanno la memoria lunga.
Le matite Ikea sono diventate uno degli strumenti più usati nelle sale operatorie perché sono gratis, sono piccole e scrivono benissimo sulle ossa
A quanto pare, i chirurghi di mezzo mondo adorano questa matita e vorrebbero che Ikea ne producesse una linea pensata appositamente per loro.
Tutti ne hanno portata a casa almeno una, magari non solo per rispondere alla necessità di doversi appuntare qualcosa durante la visita a un negozio, ma semplicemente perché sono gratis e perché si può. In realtà, la celebre matitina di legno dell’Ikea ha trovato un impiego decisamente più nobile e sorprendente, lontano dalle corsie dei grandi magazzini: le sale operatorie.
Le matite Ikea sono diventate strumento medico a tutti gli effetti, utilizzato da tanti chirurghi perché la loro punta in grafite si è rivelata insuperabile nel tracciare con precisione le linee di taglio direttamente sulle ossa. La curiosa side-quest medica di questo altrimenti banalissimo strumento è stata documentato per la prima volta nel numero di Natale 2010 del British Medical Journal. In un articolo dai toni ironici, Karen Eley dell’Università di Oxford e Stephen Watt-Smith del John Radcliffe Hospital ne hanno descritto i sorprendenti vantaggi, in particolare per la chirurgia craniofacciale e maxillo-facciale. Prima di praticare un’osteotomia (il taglio osseo), l’équipe deve tracciare delle linee guida. Per farlo, i tradizionali pennarelli chirurgici e i coloranti medici come il blu di metilene tendono a sbiadire o a sparire completamente una volta entrati in contatto con il sangue e i liquidi di irrigazione. La grafite della matita svedese, al contrario, non teme i fluidi e lascia segni nitidi che rimangono visibili per tutta la durata dell’intervento. Da allora, l’ascesa delle matite Ikea in campo chirurgico è stata inarrestabile.
Oltre all’efficacia del tratto, è il design stesso a rendere questa matita la compagna perfetta del bisturi. Lunga un po’ più di otto centimetri e spessa meno di uno, è compatta, estremamente maneggevole, sufficientemente economica da poter essere considerata usa e getta, e infinitamente reperibile. L’unico inconveniente sta nella spaccatura del fusto in legno a causa delle alte temperature delle ripetute sterilizzazioni, un problema risolto dai medici rivestendola con dei pratici manicotti in silicone, una pratica ormai tanto diffusa da portare i chirurghi a chiedere scherzosamente – ma neanche tanto – a Ikea di realizzare una nuova linea di matite, pensato appositamente per le sale operatorie.
Il curriculum di questo piccolo trionfo di design, però, non si ferma alla medicina. La stessa matita che aiuta i chirurghi a non sbagliare un’incisione viene oggi utilizzata dagli ingegneri per disegnare circuiti conduttivi o sviluppare sensori di cloro per l’acqua potabile, mentre svariati artisti ne hanno trasformato i mozziconi in sculture. Tutto questo dimostra, ancora una volta, come un oggetto semplice ed economico, nato per i consumatori di mobili fai-da-te, possa lasciare un segno indelebile anche nei campi più disparati.