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Dopo 188 anni si è finalmente scoperto il luogo in cui è stata scattata la prima fotografia della storia a ritrarre degli esseri umani Nel 1838 Louis Daguerre voleva fotografare un boulevard, ma sulla lastra rimasero impressi anche due sconosciuti: un lustrascarpe e il suo cliente. Quasi due secoli dopo, tre registi hanno ritrovato il punto esatto in cui si trovavano, e ora una targa li ricorda.
Il poliziotto che aveva provato a infiltrarsi nelle chat degli studenti francesi usando il messaggio «Bismillah, c’est les ténèbres» è stato scoperto perché prima di inviarlo si è geolocalizzato nella stazione di polizia Il misterioso utente "Moussa-tenebreu" ha destato qualche sospetto quando si è scoperto che stava postando dal commissariato di Aix-en-Provence.
Romain Gavras ha detto che dopo aver visto le versioni AI del video di Storm di Yung Lean si è talmente depresso che gli è venuta voglia di mollare tutto e andare a coltivare le olive in Grecia C’è qualcosa nell’imperfezione dell’umanità, e nella vita interiore di chi balla o anche solo di chi fuma una sigaretta, che nell'AI ancora non c’è. Ma chi c**** lo sa cosa succederà tra un anno». ha detto, commentando le brutte imitazioni del suo video.
Il movimento studentesco serbo non si accontenta più di protestare e basta: si è candidato alle elezioni e potrebbe seriamente vincerle Domenica in Serbia si vota, e gli studenti che da due anni protestano contro il Presidente Aleksandar Vučić hanno presentato la Studentska Lista, che sta raccogliendo grandissimo consenso.
Jay-Z, la persona che sceglie chi si esibisce al Super Bowl, avrebbe deciso che sarà Jay-Z a esibirsi al Super Bowl 2027 Dal 2019 la sua Roc Nation decide chi si esibisce nell'intervallo della finale del football americano. Dopo settimane di tentennamenti, secondo diverse fonti, la decisione è stata presa: il palco toccherà proprio a lui.
Isabel Allende ha vinto un premio letterario da un milione di euro sotto pseudonimo Si è iscritta al Premio Planeta come Luz Ventura, con il seguito della Casa degli spiriti, e ha vinto. Secondo qualcuno, però, i giurati sapevano benissimo chi fosse.
I Gilet gialli hanno creato una mappa di tutte le loro proteste in Francia Sul sito francese Mobilisation Gilets Jaunes e su quello italiano Mappa delle mobilitazioni ci sono tutte le azioni in programma nelle prossime settimane, giorno per giorno e divise per tipo tra cortei, presidi, scioperi, blocchi e assemblee.
You Can See Everything, il documentario di Nathan Fielder su Elizabeth Holmes, ha il più alto voto di sempre su Letterboxd Nel primo weekend di programmazione il film sulla fondatrice di Theranos condannata per frode nel 2022 ha incassato circa 15 milioni di dollari e potrebbe entrare nella storia degli Oscar.

Dior, Lecce e il problema dell’Italia con le sfilate

L’evento voluto da Maria Grazia Chiuri solleva molte questioni attuali, dall’utilizzo del patrimonio artistico a quello delle culture locali, fino all’ottusità con cui si guarda alla moda nel nostro Paese.

23 Luglio 2020

Avevamo appena finito di litigare per Chiara Ferragni madrina degli Uffizi di Firenze, che in men che non si dica ce la siamo ritrovata, scattante come sempre, a instagrammarsi dalla cattedrale di Otranto, dove risiede il mosaico più grande d’Europa, nel suo breve tour promozionale della Puglia. Ferragni era lì in attesa del grande evento che in questi giorni ha tenuto banco in quella remota, assediata, diffidente parte d’Italia che è il Salento, e cioè la sfilata di Dior di mercoledì 22 luglio. Trasmessa in streaming su tutti i canali del marchio francese, è stata anticipata da alcuni video girati da Edoardo Winspeare, il regista salentino d’adozione che con i suoi film, Sangue vivo su tutti, ha raccontato quel territorio prima che diventasse una parodia di sé stesso. I video raccontavano le tante collaborazioni che hanno reso possibile l’evento: con i fratelli Parisi, impresa locale specializzata in decorazioni luminose, e l’artista Marinella Senatore, che insieme hanno realizzato le luminarie che hanno rivestito piazza del Duomo; con la Fondazione Le Costantine, l’associazione che supporta il lavoro delle donne della regione e si occupa di tramandarne la maestria tessile; con il maestro concertatore Paolo Buonvino e l’Orchestra popolare della Notte della Taranta, infine, che hanno riarrangiato alcuni dei brani più conosciuti della pizzica salentina per la colonna sonora della sfilata. La coreografa israeliana Sharon Eyal, invece, ha diretto i danzatori del Corpo di ballo della Taranta, coordinato da Luigi Campa.

Uno sforzo monumentale che solo un marchio di Lvmh oggi può permettersi, cui si aggiunge il set costruito in piazza del Duomo, che ha richiesto 13 giorni di lavori e l’istituzione di una “zona rossa” che non ha mancato di sollevare polemiche in città, e le molte altre partnership attivate da Chiuri (la ricamatrice Marilena Sparasci, specializzata nel pizzo a tombolo, la Tessitura Calabrese, le Ceramiche Branca). Ha spiegato la direttrice creativa nella preview Zoom ai giornalisti: «È importante che i locali comprendano il valore della loro tradizione. Probabilmente la cosa più importante che ho imparato in quattro anni da Dior è quanto a Parigi siano orgogliosi della loro tradizione, la moda fa parte del loro patrimonio culturale. In Italia non abbiamo lo stesso atteggiamento. Forse perché queste attività spesso sono realizzate dalle donne in casa, quindi c’è l’idea che si tratti di lavoro domestico. Non pensano che sia un lavoro creativo. Non gli danno lo stesso valore. Non lo celebrano. Con questo spettacolo spero di offire un diverso punto di vista alla popolazione locale. Non è solo un dialogo con il nostro pubblico esterno, ma è davvero un dialogo con il territorio», ha concluso. E in effetti Chiuri centra alcuni punti fondamentali del discorso intorno a questi temi (interessante soprattutto quello sul lavoro femminile nella filiera italiana, argomento su cui Fabbriche invisibili di Tania Toffanin è sempre una lettura utile), che spiegherebbero anche tante delle reazioni esagitate di questi giorni di fronte 1) a una influencer “di moda” in uno dei più importanti musei d’Italia, 2) l’opposizione integerrima all’utilizzo di spazi del patrimonio artistico e culturale del Paese, per eventi come una sfilata.

Il set della sfilata Dior Cruise 2021 allestito in Piazza del Duomo a Lecce. Foto di Alessandro Garofalo

Tralasciando la polemica Ferragni, che denota se non altro una devastante ignoranza sul funzionamento del marketing digitale, su quello che oggi rappresenta Chiara Ferragni (non la moda, questo è sicuro, che  per lei è stata solo un trampolino di lancio) e sui meccanismi della seconda industria del Paese (sempre la moda, appunto), l’evento in sé solleva alcune questioni interessanti. Quando un gigabrand come Dior, il cui Ceo Pietro Beccari ha chiaramente detto, più volte, che da quelle parti di rinunciare a cose come le collezioni Cruise non ci pensano nemmeno, arriva in una piccola città come Lecce, l’effetto è a dir poco portentoso. Da una parte è come posizionare una lente d’ingrandimento su fenomeni molto circoscritti e amplificarli così in un modo che sarebbe difficile altrimenti – le stime prevedevano 20 milioni di spettatori virtuali per lo show di Lecce, stando a quanti hanno visto il film girato per Dior da Matteo Garrone per la collezione couture –, dall’altra innesca un dibattito sull’accesso e il conseguente utilizzo degli spazi pubblici e delle culture locali a scopi, beh, commerciali. Sarebbe la nostra versione della discussione sull’appropriazione culturale, se sapessimo sviluppare discussioni nostre e non limitarci a importarle malamente. E per farlo dovremmo entrare nel merito delle cose: della strategia del brand, ad esempio, del percorso di Chiuri da Dior, ancora, della collezione nello specifico, infine.

Come spesso le viene rimproverato dai critici, Maria Grazia Chiuri non sempre riesce a tradurre la moltitudine di spunti che animano le sue collezioni in un discorso coerente sull’abito, e i suoi vestiti, accompagnati sin dall’esordio da messaggi femministi, finiscono per non restituire le intenzioni dichiarate. A Lecce, ieri sera, è andata così: la celebrazione gioiosa e spettacolare di tanti elementi della cultura popolare salentina – pizzi intricati e centenari, le luminarie del santo patrono, la taranta ovviamente, che pure gioiosa non è mai stata – ha fatto da sfondo a una collezione che un po’ perdeva d’effetto sul sagrato di piazza del Duomo, mentre la performance del corpo di ballo emozionava gli spettatori su Twitter e Instagram. Da pugliese, salentina, cresciuta nel boom disordinato e feroce degli ultimi vent’anni, non ho potuto che ammirare la dedizione con cui Chiuri, prima donna a capo di uno dei marchi del lusso francese per eccellenza, ha voluto posizionare la sua lente d’ingrandimento sulla terra del padre, cui è chiaramente affezionata, portando Lecce al centro del mondo della moda, almeno per una sera. Sono sicura che qualcuno di quegli spettatori digitali prima o poi verrà in Puglia grazie ai video di Winspeare pubblicati da Dior, magari recupererà anche Sangue vivo, magari, soprattutto, chi in quei posti ci è nato e ci lavora, coglierà l’invito di Chiuri a instaurare un vero dialogo con questa terra del rimorso, come l’ha chiamata Ernesto De Martino, invece di cannibalizzarla. Quando lo show, che doveva tenersi il 22 maggio scorso, rischiava di essere cancellato a causa della pandemia, laggiù la vulgata era, “e ti pareva, per una volta che toccava a noi”. Ora che c’è stato, i salentini (ma anche chi ce l’ha su con le sfilate) possono smettere di lamentarsi.

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