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15:33 domenica 11 ottobre 2026
Bad Bunny, Burna Boy, Robyn, Alex Consani, Lana Del Rey, il marito di Lana Del Rey e tutte le moltissime celebrity che interpreteranno i dj delle stazioni radiofoniche di GTA VI Sei di queste stazioni radiofoniche si possono già ascoltare sul sito del videogioco, in attesa del giorno dell'uscita, il 19 novembre.
Il governo israeliano ha preso piuttosto male il Premio Nobel per la Pace a Navanethem Pillay, cioè la presidente della Commissione Onu che per prima ha accusato Israele di aver commesso un genocidio a Gaza Il Ministero degli Esteri israeliano lo ha addirittura definito «la grottesca strumentalizzazione di un premio per legittimare l'odio e il pregiudizio».
Il Pentagono trasmetterà in diretta streaming la fucilazione del terrorista responsabile della strage di Fort Hood L'ultima esecuzione militare negli Stati Uniti risale al 1961. Il Segretario della Guerra Pete Hegseth ha deciso che "l'evento" va diffuso in ogni modo possibile e immaginabile.
La cosa migliore vista su internet questa settimana sono senza dubbio le reaction dei vincitori e delle vincitrici del Nobel alla notizia che avevano vinto il Nobel Pubblicate dagli stessi account social del Premio Nobel. Su tutte, spicca la foto di una esterrefatta Anne Carson.
Questo influencer non esiste ma ha comunque un sacco di follower, guadagna un sacco di soldi e vuole venderti un sacco di criptovalute Si chiama Jean Philanthrope, è comparso dal nulla a metà settembre, tira di boxe contro l'aria vestito sempre elegante e in tre giorni ha fatto milioni di visualizzazioni.
Al Met c'è una mostra dove vengono esposti solo quadri di nuvole Il Metropolitan Museum di New York ricostruisce, con dipinti, disegni e fotografie, come artisti e scienziati hanno rappresentato il cielo tra l'inizio dell'Ottocento e gli anni Venti del Novecento.
Un’artista ha realizzato un film su Luigi Mangione fatto solo di soli post su Luigi Mangione Si chiama «Deny, Defend, Depose», dura trenta minuti e Stanya Kahn ha cominciato a raccoglierne il materiale la mattina stessa dell'omicidio di Brian Thompson, andando avanti per più di un anno.
Abbiamo scoperto che in Avengers: Doomsday c'è anche Sandra Hüller solo grazie a Reddit Marvel non l'ha mai annunciato, ma il profilo di una stuntwoman britannica e un commento su Reddit indicano che l'attrice di «Anatomia di una caduta» è nel cast del prossimo film degli Avengers.

Dimmi cosa leggi…

19 Maggio 2011

C’è un giochino che il magazine The Atlantic si diverte a praticare da qualche mese. Funziona così: si prende un personaggio (un politico, uno scrittore, un imprenditore, un giornalista, meglio se noto per la sua brillantezza) e gli si chiede di cosa consista la sua media diet; la sua “dieta” di media o, per dirla in parole semplice e italiane, le sue letture quotidiane a scopo d’informazione. Non a caso il giochino (e relativa rubrica) si chiama proprio “What I read”. L’idea ci piace e non è da escludere che ne proporremo in futuro una nostra versione sul sito. Intanto siamo andati a indagare un po’ le letture di alcuni dei nomi più interessanti che hanno prestato le loro abitudini a The Atlantic, tra cui l’amministratore delegato di Google, lo sceneggiatore di The Social Network, lo scrittore Gary Shteyngart, il creatore di Wired. Ecco, nell’ordine, un po’ delle loro risposte senza prenderle del tutto sul serio.

Eric Shmidt (CEO di Google): Per informarsi utilizza Google New e Google Alert (settato su temi di suo interesse). Ma è anche abbonato a una serie di magazine che legge su base regolare, tra cui The Atlantic, New Yorker, Vanity Fair e The Economist. Legge quotidianamente New York Times e Wall Street Journal. In generale la sua risposta è interessante fino a quando non ci infila uno “spottone” a Google che occupa quasi 2/3 dell’articolo. Ah, è un fan di Stieg Larrson.

Aaron Sorkin (sceneggiatore di The Social Network, West Wing e tanto altro): Legge tutte le mattine il New York Times e il L.A. Times e mentre lavora resta costantemente sintonizzato sia su CNN sia su ESPN (volume a zero). Suscita simpatia quando confessa di non avere né Facebook, né Twitter e di essere ancora fermo a Yahoo solo per pigrizia. E anche lariflessione sullo scarto che ancora esiste tra professionisti dei media e blogger – e sul diverso peso che va dato alle loro opinioni – non è male. Sempre un po’ troppo secchione ma bravo.

Chris Anderson (creatore e direttore di Wired e saggista): Non riserva sorprese, legge esattamente quello che ci si potrebbe aspettare da lui. Tantissimi blog e siti specializzati in economia, tecnologia e web tipo: Sylicon Valley Insider, Fast Company. E poi cose più soft e geekosissime come BoingBoing del suo amico Doctorow e Botjunkie. Ma in realtà – dice – si informa comunque soprattutto attraverso i feed di Twitter e Facebook. Ma in generale, dichiara di non correre dietro alle “notizie del giorno”, principalmente per lavoro: “Sono abbonato al NYT perché a mia moglie piace ma io lo leggo di rado e mai su carta. Come direttore di un mensile non posso permettermi di essere distratto dal flusso di notizie quotidiane altrimenti rischierei di venirne risucchiato. Il che mi rende curiosamente inconsapevole delle cose che mi succedono intorno a volte. Vengo a sapere del Superbowl una settimana prima che si giochi, per esempio”. Ammette poi di avere spesso in casa anche il New Yorker, ma nemmeno questo lo legge su carta. Consuma molto Business Week invece ed è rimasto piacevolmente sorpreso da Esquire: “credevo fosse una rivista per uomini di classe, cosa che non sono. E invece mi piace com’è scritto”.

Lewis Lapham (leggendario ex direttore di Harper’s Magazine): La pasta è quella di un’altra geneerazione, un altro tempo e si vede: “Non leggo più molte notizie, preferisco i libri. Leggo il New York Times edizione cartacea dopo il caffè e mentre vado in ufficio”. Per quanto riguarda i magazine, legge: “New Yorker, Harper’s, New York Review of Books, National Review e The Nation“. E alla fine, dopo una serie di riflessioni di assoluta e gigantesca eleganza, e aver sciorinato un bagaglio culturale e di letture letterarie da fare impallidire gli altri intervistati, Lapham chiosa così: “I know I’m not like a lot of your other Media Diets. I do read for the fun of it, thank God”. Impareggiabile.

Tutti gli altri intervistati, tra cui il proprietario e inventore di Gawker, Nick Denton, la direttrice di Foreign Policy, la co-editor di MotherJones, li trovate qui

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