L'inchiesta l'ha firmata il giornalista premio Pulitzer Nicholas Kristof e il giornale ha definito tutto ciò che racconta come «ampiamente verificato».
C’è una nuova Global Sumud Flotilla in viaggio verso la Striscia di Gaza per portare aiuti umanitari
Per imbarcazioni e persone coinvolte questa missione è grande il doppio della precedente. Secondo gli organizzatori, si tratta della più grande mai fatta per la Striscia.
Circa 100 imbarcazioni con a bordo mille persone si stanno dirigendo verso la Striscia di Gaza, il secondo viaggio della Global Sumud Flotilla che punta ad aggirare i blocchi israeliani e consegnare aiuti umanitari alla popolazione della Striscia. L’iniziativa sarà la più grande missione marittima civile per la Palestina mai organizzata nella storia (per imbarcazioni e persone coinvolte è grande il doppio della precedente), così l’hanno definita gli organizzatori, una rete di studenti, sindacalisti, operatori umanitari e associazioni a sostegno della Palestina. Il loro obiettivo è rompere quello che definiscono «l’assedio illegale imposto da Israele su Gaza».
Le ultime imbarcazioni dovrebbero salpare sabato 25 aprile da Augusta, in Sicilia, e unirsi ad altre navi in partenza da Barcellona e Marsiglia. Nei giorni scorsi, diverse imbarcazioni della flottiglia, come scrive Al Jazeera, hanno bloccato la MSC Maya, una nave da carico che trasportava materiali destinati alla fabbricazione di armi verso i porti di Ashdod e Haifa. La nave è gestita dalla Mediterranean Shipping Company (MSC) che, come conferma Al Jazeera, ha effettuato centinaia di trasporti da e verso gli insediamenti israeliani illegali nella Striscia e in Cisgiordania. Altre imbarcazioni dovrebbero unirsi alla Flotilla in navigazione verso Gaza lungo il percorso, partendo dalla Grecia e dalla Turchia.
L’ultima Global Sumud Flotilla venne fermata in acque internazionali a nord dell’Egitto nell’ottobre 2025, mentre tentava di entrare in un’area che le autorità israeliane avevano intimato di non attraversare, pochi giorni prima che fosse raggiunto il cessate il fuoco a Gaza. Era il 3 ottobre quando la marina israeliana riuscì a intercettare tutte le imbarcazioni, sequestrandole e arrestando gli attivisti, i giornalisti e i politici che si trovavano a bordo. L’intercettazione, trasmessa praticamente in diretta, scatenò proteste in tutto il mondo, soprattutto per gli abusi che i membri dell’equipaggio subirono da parte dei soldati dell’esercito israeliano dopo essere stato, di fatto, sequestrati.
L'inchiesta l'ha firmata il giornalista premio Pulitzer Nicholas Kristof e il giornale ha definito tutto ciò che racconta come «ampiamente verificato».
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