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11:24 mercoledì 2 settembre 2026
L’uomo condannato per l’omicidio di Tupac aveva scritto in un libro di essere il mandante dell’omicidio di Tupac, poi è stato accusato di essere il mandante dell’omicidio di Tupac e ha detto che in realtà si era inventato tutto per vendere più copie Il libro si intitola Compton Street Legend, autopubblicato, 215 pagine con filigrane a forma di foro di proiettile, e descrive Duane Keith Davis, detto Keffe D, come l'uomo che procurò la pistola che fu usata per uccidere Tupac.
Four Tet ha pubblicato su YouTube un set di 4 ore e mezza 58 tracce condensate in 4 ore e 24 minuti. Nel video ci sono inediti, remix, canzoni dal suo repertorio fantasma e numerose collaborazioni.
A Gaza non si possono più far volare gli aquiloni perché Israele li considera una minaccia terroristica Lo ha annunciato il Ministro della Difesa israeliano, Israel Katz, secondo il quale «Un aquilone viene trattato come un drone, con o senza esplosivi».
Ci sono così tanti video dell’inondazione in Nepal generati con l’AI che il governo nepalese ha intimato alle piattaforme di rimuoverli tutti immediatamente E ha pure creato una task force di polizia esclusivamente dedicata alla caccia di questi contenuti e alla denuncia delle persone che li creano e diffondono.
Ib Kamara lascia Off White ed è l’ennesima brutta notizia per lo streetwear Sono previste però special capsule firmate da lui con dieci collaboratori esterni, tra cui il musicista Kid Cudi e lo stilista Raul Lopez.
Il governo serbo concederà a Ratko Mladic, il boia di Srebrenica, il funerale di Stato perché «era pur sempre un generale» «Il generale Mladic è un generale, e ci sono dei protocolli da seguire», questo si è limitato a dire il Ministro della Giustizia serbo, Nenad Vujic.
La ragione per cui le aziende AI stanno addestrando le AI usando solo libri vecchi e che i libri vecchi sono gli unici che sicuramente non sono stati scritti con l’AI Cause giudiziarie e inchieste giornalistiche hanno rivelato che questa è una pratica ormai diffusissima. Anche perché le AI non possono più essere addestrate con contenuti presenti su internet, perché troppi contenuti presenti su internet sono ormai fatti con l'AI.
Le operazioni di soccorso al confine tra Nepal e Tibet stanno diventando impossibili a causa della piena di un lago che si è formato dopo la frana che ha causato l’inondazione Operazioni che erano già difficili per via dalle infrastrutture distrutte e dalle linee di comunicazione danneggiate.

Di cosa si è parlato questa settimana

La passione del centrosinistra per l'analisi della sconfitta, l'entusiasmo di Arisa per il governo Meloni, le sorprendenti nuove firme dell'Unità e le altre notizie degli ultimi giorni.

03 Giugno 2023

Politica – Ogni maledetta domenica elettorale
Esiste un limite alla portata innovatrice di ogni nuovo leader del centro sinistra, un limite che corrisponde alla prima sconfitta elettorale (a cui segue ovviamente la grande tradizione dell’analisi della stessa). Non importa di che elezioni si tratti: europee, politiche, regionali, amministrative, municipali, condominiali, chiunque si trovi alla guida del centro sinistra (e alla segreteria del Pd in particolare) sa che non c’è scampo, che prima o poi la maledetta domenica elettorale arriverà. Ora è il turno di Elly Schlein – ovviamente attaccata dal suo stesso partito prima che da chiunque altro – per la quale però ci si immagina che questa discussione sia tutto sommato un sollievo: meglio essere criticata per una sconfitta alle amministrative che per la scelta di affidarsi a un’armocromista.

Polemiche – C’eravamo tanto amati
Nel suo ultimo post sfogo su Instagram, Arisa ha definito «sfortunata» l’intervista da lei stessa rilasciata a Peter Gomez, in cui ha espresso il suo appoggio al governo guidato da Giorgia Meloni e le sue – confuse – opinioni sui diritti della comunità Lgbtq+. La cantante italiana, che non è nuova a esternazioni social bizzarre ma che è sempre stata considerata «un’alleata» della comunità queer, ha anche auspicato che la premier andasse al Pride, «per capire le vostre ragioni» e «amministrare uno Stato di persone felici». Non sappiamo se Meloni raccoglierà questo accorato invito, di certo questo è l’ennesimo caso in cui non si può far altro che registrare quanto le personalità-meme, e le personalità dello spettacolo in generale, dovrebbero star lontane da argomenti politici che non sanno maneggiare.

Altre polemiche – Compagni che sbagliano
È tornata in edicola l’Unità, resuscitata per l’ennesima volta, a questo giro con la direzione di Piero Sansonetti. Per coerenza con la travagliatissima storia recente del giornale, i primi giorni dopo la resurrezione sono stati piuttosto, appunto, travagliati. Licenziamenti inspiegati (di Angela Azzaro, che avrebbe dovuto essere la direttrice del sito) e collaborazioni inspiegabili come quella del terrorista fascista Valerio “Giusva” Fioravanti. Sansonetti ha detto che Fioravanti è Caino e la nuova Unità difenderà tutti i Caino d’Italia. E in molti gli hanno chiesto: ma con tutti i Caino che ci sono in Italia, proprio Fioravanti doveva essere quello che scrive sull’Unità?

Cronaca – Gone Girl
Ogni volta che in Italia un uomo uccide una donna (spesso la sua compagna) la discussione che scaturisce da ognuna di queste tragiche morti è, immancabilmente, la stessa. Nel nostro Paese, il limite culturale che non ci permette di affrontare la questione della violenza di genere in maniera sistematica affonda nella radice stessa del problema: ne è un esempio la narrazione voyeurisica e scadente di tanto giornalismo italiano, che in questi giorni ha dato, come sempre, il peggio di sé, tra paternalismi sulla vittima e lirismi sull’assassino da far accapponare la pelle. Una storia che conosciamo fin troppo bene.

Stati Uniti – Armiestizio
Star di Call Me by Your Name, stupratore e cannibale, manipolatore, agente immobiliare alle Isole Cayman e, infine, uomo innocente (perlomeno, questo ha deciso la legge). La procura di Los Angeles ha deciso di archiviare l’accusa di violenza sessuale nei confronti dell’ormai ex attore Armie Hammer. La decisione è stata annunciata mercoledì 30 maggio, come riporta il New York Times, in una conferenza stampa che diventa così l’ultimo capitolo di una delle più incredibili e inquietanti vicende della storia recente di Hollywood (ne avevamo parlato approfonditamente qui e qui). Lui ha festeggiato con un post di ringraziamenti sul suo Instagram, ancora seguito da 1,2 milioni di follower nonostante fosse inattivo ormai da un bel po’.

Città – Green River
Nel progetto Green River, realizzato dal 1998 al 2001, l’artista Ólafur Elíasson colorò di verde fosforescente l’acqua dei fiumi di diverse grandi città: 6 corsi d’acqua in Germania e altri in Islanda, Norvegia, a Los Angeles, Stoccolma e Tokyo, usando il colorante idrosolubile uranina che viene usato per monitorare le correnti oceaniche (innocuo per l’ecosistema). L’opera esprimeva la preoccupazione per la complicata relazione tra l’ambiente e la realtà urbana. Il colore dell’acqua (lo potete vedere sul sito dell’artista) era identico a quello fotografato il 30 maggio a Venezia, ma né Elíasson né gli ambientalisti, per ora, hanno rivendicato il gesto (in questo caso si trattava di fluorescina, una sostanza organica che viene usata per diversi scopi, compresi quelli diagnostici per gli esseri umani). Intanto, il Canale Grande è già tornato alla normalità.

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Da una bottiglietta d'acqua versata su una polo d'ordinanza, in una caserma, ad agosto, si ricava un'idea abbastanza precisa di come lo Stato compri i vestiti, e di quanto assomigli, quando li compra, a chiunque di noi il sabato pomeriggio.

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