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09:36 martedì 13 ottobre 2026
Viviamo anche nella linea temporale in cui i Kneecap cantano “Siamo tutti antifascisti” in prima serata sulla tv generalista italiana È successo a Propaganda Live, su La7. DJ Próvaí si è pure spogliato per far vedere il Bella Ciao è scritto sul petto usando un pennarello nero.
Per la sua nuova serie fotografica Cindy Sherman ha chiesto a Chanel dei vestiti da “rovinare” e Chanel sorprendentemente le ha detto sì La serie Fabric Matrons, in mostra a Londra da Hauser & Wirth, nasce da una collaborazione con la maison francese che le ha dato carta bianca e metri e metri di stoffa.
Alanis Morisette ha fatto un nuovo album ed è un album di canzoni natalizie Si chiama Good Weather for Immaculate Conception e raccoglie le cover natalizie pubblicate dal 2020 a oggi, più due inediti.
Il MIT di Boston sta pagando un professore per NON tenere un corso sulla storia, l’oppressione e la liberazione della Palestina Michel DeGraff da tre anni viene pagato per non fare il suo lavoro. Da quando ha proposto un corso che raccontava (anche) la storia palestinese.
Il Nepal c’è stata un’altra inondazione, forse causata da un altro crollo di un altro ghiacciaio Domenica 11 ottobre è esondato il fiume Budhi Gandaki, nel distretto di Gorkha, a due mesi dalle alluvioni che ad agosto avevano devastato la regione al confine con il Tibet.
Viviamo nella linea temporale in cui Carlo Calenda consiglia di ascoltare Blonde di Frank Ocean per la Giornata mondiale della salute mentale E in cui questo video diventa virale e viene trasformato in un meme dai profili social di Azione, partito di cui Calenda è leader.
Bad Bunny, Burna Boy, Robyn, Alex Consani, Lana Del Rey, il marito di Lana Del Rey e tutte le moltissime celebrity che interpreteranno i dj delle stazioni radiofoniche di GTA VI Sei di queste stazioni radiofoniche si possono già ascoltare sul sito del videogioco, in attesa del giorno dell'uscita, il 19 novembre.
Il governo israeliano ha preso piuttosto male il Premio Nobel per la Pace a Navanethem Pillay, cioè la presidente della Commissione Onu che per prima ha accusato Israele di aver commesso un genocidio a Gaza Il Ministero degli Esteri israeliano lo ha addirittura definito «la grottesca strumentalizzazione di un premio per legittimare l'odio e il pregiudizio».

Di cosa si è parlato questa settimana

Musk ama i sondaggi, Orsini scopre Google traduttore, il governo odia lo Spid e le altre notizie degli ultimi giorni.

24 Dicembre 2022

Social – Lascia o raddoppia
«Mi si nota di più se mi dimetto da Ceo di Twitter o se non mi dimetto da Ceo di Twitter», questa la domanda che nell’ultima settimana ha occupato i pensieri di Elon Musk. Come con ogni altra questione di politica aziendale, Musk ha deciso di trovare una risposta attraverso l’efficientissimo e affidabilissimo strumento del sondaggio su Twitter. Dimettiti, gli hanno detto i partecipanti. No, siete dei bot, falsi e odiatori, dovrebbero votare solo le spunte blu, l’iniziale risposta del tycoon. Anzi, ci ho ripensato, mi dimetto per davvero, ha deciso in un secondo momento. «Non appena avrò trovato qualcuno incosciente abbastanza da prendere il mio posto», ha precisato alla fine. Viste le prodezze delle ultime settimane, per trovare il candidato all’altezza potrebbe volerci parecchio tempo. O forse basterà un altro sondaggio.

Esteri – La lettera scarlatta
Con una lettera a tutte le università governative e private, il ministro dell’Istruzione superiore Neda Mohammad Nadim ha imposto l’ordine di «sospensione dell’istruzione delle donne» in Afghanistan, l’ultima stretta del regime dei Talebani che arriva dopo il divieto di lavorare e la chiusura delle scuole femminili «in attesa di nuove direttive in accordo con la legge islamica», come riporta l’Ansa. Intanto, però, gli afghani non sono rimasti a guardare: in molti, uomini e donne, stanno protestando in tutto il Paese, mentre i video di studenti e professori che abbandonano le università in solidarietà con le colleghe espulse stanno circolando molto sui social in questi giorni.

Polemiche – Confessioni di una mente pericolosa
Il premio video della settimana vinto a mani basse da Alessandro Orsini, che per rispondere alla figura di merda di William J. Ampio si autoriprende con lo sguardo spiritato mentre dice: «Aldo Grasso, io ti faccio dire quello che io voglio dire». Si ride della grossa, ma fa anche un po’ paura l’idea che questa persona evidentemente instabile non solo sia ospite fisso dei talk show, ma insegni pure all’università, alla prestigiosa Luiss.

Covid – L’urlo di Chen terrorizza l’Occidente
Dopo l’abbandono repentino della politica Zero Covid, in Cina si assiste in questi giorni alla drammatica – e ampiamente prevista – impennata dei casi di contagio. Pechino, anche qui senza sorprese, sembra essere fra le città più colpite: gli ospedali sono pieni e il personale medico, com’è successo anche nei Paesi occidentali, inizia a scarseggiare. Mentre la comunità internazionale esprime preoccupazione per possibili varianti (considerando l’elevato numero di infezioni registrate) e per la situazione vaccinale, il governo di Xi Jinping rassicura i cittadini: solo sette decessi, tutti nella capitale.

Altre polemiche – Need for Spid
In Italia c’è qualcosa di surreale nel modo in cui strumenti neutri che dovrebbero soltanto migliorarci la vita come il Pos o lo Spid si trasformino in battaglie identitarie e persino ideologiche. Questa settimana lo Spid, il sistema di identità digitale, su cui pure tanto si era ironizzato in epoca pandemica, è diventato una specie di vessillo del cittadino di sinistra che si oppone all’idea della destra che vorrebbe, non si è capito bene perché, abolirlo. Siamo ormai ben oltre le già ridicole categorie gaberiane della nota canzone che divideva destra e sinistra tra culatello e mortadella.

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E se tutta questa corsa alla costruzione dei data center si spiegasse con la cara, vecchia speculazione edilizia?

Chi li considera semplici capannoni. Chi li vede come mostri ecologici. Nel mezzo, chi li vede come l'ennesima occasione di far soldi. Tanti e in fretta.