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Al trailer di Spider-Man: Brand New Day è bastato un giorno per diventare il trailer più visto di tutti i tempi Ha totalizzato 718 milioni di visualizzazioni in 24 ore, sbriciolando il precedente record detenuto dal trailer di No Way Home.
Hachette ha cancellato l’uscita di un romanzo horror molto atteso perché si è scoperto che l’autrice l’ha scritto usando l’AI L’autrice di Shy Girl, Mia Ballard, si è difesa sostenendo che a usare l'AI non è stata lei ma un suo conoscente al quale aveva affidato il compito di correggere le bozze.
Un marinaio della portaerei francese Charles de Gaulle ne ha rivelato a tutti l’esatta posizione loggando la sua corsetta mattutina su Strava Non è il primo militare a rivelare informazioni sensibili registrando i propri allenamenti, tanto che è stato coniato un nome per il fenomeno degli Strava Leaks.
Il nuovo film di Alice Rohrwacher, Three Incestuous Sisters, sarà tutto ambientato tra Roma e Stromboli La regista inizierà le riprese ad aprile e passerà la primavera tra la Capitale e le Eolie assieme a Dakota Johnson, Saoirse Ronan, Jessie Buckley e Josh O'Connor.
C’è solo un Paese al mondo che non è affatto preoccupato dalla crisi energetica causata dalla guerra in Medio Oriente: la Cina La Repubblica popolare raccoglie adesso i frutti di anni di enormi investimenti nelle energie rinnovabili e in particolare nell'elettrico.
Steven Soderbergh sta per lanciare una app che racconta e spiega ogni singolo giorno di riprese de Lo squalo L'app comprenderà una saggio di 25 mila parole scritto da Soderbergh e tutti i dettagli possibili e immaginabili sulle riprese del capolavoro di Speilberg.
Gli impallinati di alieni sono convinti che gli Usa stiano per dire che gli alieni esistono perché il governo ha registrato il dominio aliens.gov Tutti quelli che non sono impallinati di alieni, invece, dicono che è solo un altro tentativo di Trump di distrarre l'opinione pubblica dagli Epstein Files.
Qualcuno si è inventato un traduttore che traduce qualsiasi cosa dici nella ridicola lingua tipica di LinkedIn Si chiama Kagi Translate e vi insegnerà come trasformare qualsiasi cosa vi succede sul lavoro in un «nuovo emozionante capitolo!».

Derek Blasberg conosce tutti

Come ha fatto un non famoso a diventare così amico dei famosi? Ritratto del socialite adorato dai vip che è finito tra gli autori best seller del New York Times.

06 Ottobre 2017

Nel momento in cui scrivo, Derek Blasberg ha più di 600 mila follower su Instagram ed è facile prevedere che non ci metterà troppo tempo a raggiungere il milione. De facto, però, è già una star del social e basta dare un rapido sguardo al suo profilo per rendersene conto: tra gli ultimi post campeggia un selfie con Reese Witherspoon in un idilliaco giardino negli Hamptons. Scrollando la pagina se ne trovano molte altre, di foto simili, con Blasberg sempre sorridente al fianco di questa o quella celebrity, in una sorta di strano mix fra un catalogo Hbo, un servizio di Vogue Us e uno di quei foto-composit delle paparazzate di Just Jared, quelle che hanno sempre il bordino giallo intorno. Poco più in giù, infatti, ci sono Gwyneth Paltrow e Karlie Kloss sedute a cena, poi c’è Cara Delevingne abbracciata a Blasberg in uno studio d’arte, quindi di nuovo Delevingne in un fermo immagine di un promo, più in là è la volta di Jessica Chastain, quindi altro fermo immagine con Drew Barrymore, ah no è Kate Hudson, poi un selfie con Joan Collins, un video con Lenny Kravitz, a questo punto vedo confusamente Céline Dion, Emily Ratajkowski e Bianca Brandolini d’Adda, di nuovo Gwyneth, di nuovo Karlie, Roger Federer, una che a uno sguardo superficiale sembra Jennifer Lopez ma in realtà è Bella Hadid, quindi Domenico Dolce e Stefano Gabbana. Derek Blasberg conosce un sacco di gente famosa, questo è certo.

Classe 1982, originario di St. Louis, Missouri, a 18 anni si trasferisce a New York per frequentare la New York University, dove studia Letteratura Drammatica e Giornalismo. Ancor prima di laurearsi trova un posticino nell’agenzia di casting Elite, dove si occupa di scrivere le biografie delle modelle: da lì al primo lavoretto da Vogue il passo è breve, sebbene la frenetica vita dell’assistente in Condé Nast, quella che secondo le leggende può spedirti al pronto soccorso, non faccia per lui. Laurie Jones, all’epoca managing editor del giornale diretto da Anna Wintour, lo licenzia dopo meno di un anno e lui stesso ammetterà di essere stato «il peggior assistente del mondo». Per il suo semestre all’estero sceglie Londra, dove, a detta di amici, in sei mesi conosceva già tutti quelli che bisognava conoscere, da Kate Moss ad Alexander McQueen, che è pure andato a una sua festa di compleanno. Ma come fa un non famoso a infilarsi così bene tra i famosi? Leggendo le sue interviste e le dichiarazioni di quelli che si scattano le foto con lui e che da lui si fanno scrivere le didascalie di Instagram (sempre Paltrow), la spiegazione di tanto fascino sembra invero piuttosto semplice.

Carolina Herrera - Front Row - February 2017 - New York Fashion Week

Blasberg è una persona piacevole, che vede il bicchiere sempre mezzo pieno e, soprattutto, regola prima nell’iperuranio dei volti da copertina, non è uno che fa gossip. È una specie di Alfonso Signorini discreto, insomma. Scordatevi quindi di leggere una sua Hollywood Babilonia, non è Kenneth Anger e neanche Truman Capote. Ma è finito tra gli autori best seller del New York Times (che nel 2006 lo aveva definito «male socialite») con ben due vademecum destinati alle ragazze sveglie che volessero fare breccia nell’alta società. Classy: Exceptional Advice for the Extreme Modern Lady (2010) e Very Classy (2011): libri trascurabilissimi e anche un po’ offensivi secondo le recensioni e lo spirito del tempo. D’altronde è solo nel 2012, dopo le esperienze da V e Harper’s Bazaar, che Blasberg trova la sua vera vocazione, iscrivendosi a Instagram. Come ha dichiarato in lungo profilo a cura di Alexis Swerdloff sul New York Magazine: «In quel periodo usavo ancora un Blackberry, ma avevo capito che c’era un intero universo a cui dovevo parlare se avevo intenzione di rimanere rilevante».

Costruisce così la sua audience offrendosi come punto di osservazione privilegiato nel quotidiano della celebrità: sempre elegante, ironico e sorridente, mai morboso, regala ai suoi follower quello che vogliono, quello che vogliamo tutti quando scorriamo le nostre timeline. Lussuosi chalet di montagna, verdissimi giardini privati con tavole degne di Martha Stewart e rilassanti weekend in barca, party al fianco di modelle, sportivi, pop star, attori e attrici con i quali l’intimità viene sempre suggerita, mai volgarmente esibita. Se all’inizio i media outlet sono diffidenti nei confronti di questo ibrido intelligente che lavora anche alla Gagosian Gallery, finiscono poi per concedergli lo spazio che merita. Qualcuno (Jezebel) lo considera più uno di quelli che si fa pagare per presenziare agli eventi che un giornalista vero (2500 dollari da Yves Saint Laurent nel 2010, dicono), ma nella moda si sa, questi confini sono labili. Oggi Blasberg ha una rubrica su Cnn International, dove racconta le sfilate couture così come «l’impareggiabile stile degli Hamptons» da Jackson Pollock a Tory Burch, illustra a Diane Kruger i capolavori nascosti della riviera francese, oppure ancora passa in rassegna le macchine vintage di Kendall Jenner. Su Vanity Fair, invece, intervista attori e registi, gareggiando con Xavier Dolan in giovanile hybris e feticismo per gli anni Novanta ed è protagonista della serie video “Derek Does Stuff With a Friend”. Gli amici, manco a dirlo, son sempre loro, i famosi, che lui edita a suo piacimento.

Dal numero 32 di Studio in edicola.
Foto Getty
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