Hype ↓
08:17 lunedì 2 marzo 2026
Oltre al nuovo disco i Gorillaz hanno fatto uscire un film d’animazione che si può vedere gratis su YouTube Il film si intitola The Mountain, The Moon Cave and The Sad God ed esce nello stesso giorno del loro nuovo disco, The Mountain.
Ai Cèsar, il più importante premio cinematografico francese, il pubblico ha subissato di fischi il video tributo a Brigitte Bardot Pochi applausi, moltissimi fischi e anche un grido, che si è sentito distintamente durante la diretta: «Razzista!».
Una racconto distopico in cui l’AI distrugge l’economia mondiale pubblicato su un blog ha causato una perdita di 200 miliardi sul mercato azionario Secondo alcuni si è trattato di una coincidenza. Secondo altri, il racconto ha mandato nel panico gli investitori e stravolto i mercati per un giorno intero.
Mastro Lindo è andato in pensione dopo 68 anni di onorata carriera nell’industria delle pulizie La multinazionale P&G ha deciso di ritirare il logo e ha dato l'annuncio con una conferenza stampa tenuta dallo stesso Mastro Lindo su Instagram.
Paramount è riuscita a prendersi Warner, ma adesso dovrà pagare quasi tre miliardi di penale a Netflix Che si vanno ad aggiungere ai 77 che spenderà per completare l'acquisizione. Che comunque potrebbe non completarsi, se l'Antitrust non darà il via libera. E in questo caso, Paramount dovrà pagare altri 7 miliardi di multa.
Il ministro della Difesa pakistano ha dichiarato guerra all’Afghanistan con un post su X Per il diritto internazionale, ovviamente, non si può dichiarare guerra a un Paese via social, ma a Khawaja Mohammad Asif sembra non importare.
Non si è capito se è stato Morgan a non voler duettare con Chiello o Chiello a non voler duettare con Morgan nella serata delle cover di Sanremo Morgan ha detto che è stato lui a decidere di non esibirsi con Chiello, Chiello ha detto che la scelta di fare da solo è tutta sua.
I prezzi dei club di Berlino sono aumentati così tanto che è stato necessario inventarsi il termine technoinflazione Tutto è partito dal Berghain, ovviamente, che negli ultimi tre anni ha aumentato il costo del biglietto del 20 per cento. E tutti gli altri hanno seguito.

Park Chan-wook, fare Hitchcock in Corea del Sud

Il nuovo film del regista sudcoreano, Decision to Leave, premiato a Cannes e al cinema dal 2 di febbraio, si allontana dell'iperviolenza della Trilogia della Vendetta, avvicinandosi ai classici del giallo e del noir.

30 Gennaio 2023

Nell’ipotetico albero genealogico del cinema coreano c’è un tronco decisamente robusto che porta il nome di Park Chan-wook. È da qui che si sviluppano poi altri rami dai nomi oggi più noti, come quelli di Bong Joon-ho, regista del pluripremiato Parasite, o di Hwang Dong-hyuk, padre della serie Netflix, Squid Game. Eppure Park Chan-wook, classe ’63, rappresenta il punto zero, quasi il nume tutelare di questa generazione di cineasti cresciuta nel solco tracciato dai suoi film. Soprattutto dalla leggendaria, almeno per gli addetti ai lavori, trilogia della vendetta – Mr. Vendetta, Lady Vendetta e Old Boy (Gran Premio della Giuria al Festival di Cannes nel 2004) –  spietata e spiazzante riflessione sul più inesorabile degli impulsi umani, raccontata fra estetica sublime ed efferati immaginari splatter. L’ultima fatica del regista cresciuto a pane e Alfred Hitchcock è Decision to Leave, che sembra ispirarsi alle atmosfere rarefatte di Vertigo. Il risultato è un cocktail affascinante, dove il melodramma si mescola alla commedia romantica e soprattutto al giallo. Nella pellicola, premio per la miglior regia a Cannes nel 2022, quello che non si dice è molto più di quello che si dice. Questi vuoti apparenti rendono l’atmosfera dolcemente straniante e accompagnano lo spettatore per tutta la durata del film.

La trama è piuttosto semplice e gioca su un grande classico del cinema noir: la dicotomia poliziotto-sospettato. Il detective Jang Hae-jun sta indagando sulla morte di un uomo precipitato da una montagna nei pressi della vivace Busan. Sembra un incidente ma qualcosa non torna. Jang (interpretato da Park Hae-il) è meticoloso, elegante e parla come un poeta. A incuriosirlo è la bella moglie della vittima, Song Seo-Rae, di origine cinese. Lui sospetta di lei, ma lei sembra avere un alibi di ferro. I due si incontrano, si parlano. Il poliziotto all’inizio è determinato, poi sempre più confuso. Inizia a seguirla, si apposta sotto casa di lei e continua a farlo anche quando la donna smette di essere indagata. Si capisce ben presto che oltre alle congetture legate alle indagini c’è dell’altro. Hae-jun è affascinato da Seo-Rae (una sensuale Tang Wei, già ammirata anni fa in Lussuria di Ang Lee). I due cominciano a cercarsi. Eppure fra loro non accade mai nulla: né una carezza, né un bacio (ce ne sarà solo uno, furtivo, in tutte le due ore e 16 minuti di pellicola), né altro. Per molto tempo nessuno esprime esplicitamente cosa prova per l’altro, ma la loro è una chimica ardente che cova dentro.

Siamo lontani da Old Boy o Lady Vendetta. Qui la tensione è tutta negli sguardi dei protagonisti che sembrano equilibristi. Si allontanano e avvicinano di continuo. Sembrano perdersi, e poi, all’ultimo momento arriva la mano dell’uno che afferra quella dell’altro riportandolo a sé. In the Mood for Love 5.0. La donna, languida e misteriosa, è davvero innocente? E l’agente, in perenne lotta tra il senso del dovere e le forze ingovernabili del cuore, è davvero tutto d’un pezzo? Park Chan-wook procede per sottrazione. Mescola estetica e fragilità umana, armonia ed emozioni anarchiche. Alla fine il suo Decision to Leave centra l’obiettivo. Conquista grazie alla sua potente miscela di sentimenti, manipolazioni emotive e umanissime ossessioni. Per tutta la storia mantiene inalterata la tensione, fino all’emozionante finale, quando ormai tutto è ormai esplicito, inequivocabile. Ma dove è finito il Park Chan-work che firmava scene gore dove si divoravano polpi vivi, estraevano denti, mozzavano dita e tagliavano lingue? In realtà, non si è mai mosso di un passo. È sempre lo stesso di prima. Solo che stavolta la truculenza è tutta dentro, raccolta in una sacca sotto pelle. Ieri sanguinavano corpi, membra, fegati e budella, oggi lo splatter è emotivo. E a sanguinare è la nostra anima.

Articoli Suggeriti
Leggi anche ↓
di Studio
I libri del mese

Cosa abbiamo letto a febbraio in redazione.

Oltre al nuovo disco i Gorillaz hanno fatto uscire un film d’animazione che si può vedere gratis su YouTube

Il film si intitola The Mountain, The Moon Cave and The Sad God ed esce nello stesso giorno del loro nuovo disco, The Mountain.

Ai Cèsar, il più importante premio cinematografico francese, il pubblico ha subissato di fischi il video tributo a Brigitte Bardot

Pochi applausi, moltissimi fischi e anche un grido, che si è sentito distintamente durante la diretta: «Razzista!».

Paramount è riuscita a prendersi Warner, ma adesso dovrà pagare quasi tre miliardi di penale a Netflix

Che si vanno ad aggiungere ai 77 che spenderà per completare l'acquisizione. Che comunque potrebbe non completarsi, se l'Antitrust non darà il via libera. E in questo caso, Paramount dovrà pagare altri 7 miliardi di multa.

Alla prossima Biennale d’Arte di Venezia non ci sarà neanche un artista italiano

A parte quella scelta per rappresentare il nostro Paese nel Padiglione Italia, Chiara Camoni.

Dopo essere stato snobbato agli Oscar, Park Chan-wook si è consolato con la nomina a presidente della giuria del Festival di Cannes

Il regista torna, stavolta con un ruolo "istituzionale", al Festival che lo ha fatto conoscere a tutto il mondo: fu qui che nel 2004 presentò Oldboy.