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16:18 venerdì 14 agosto 2026
La foto più bella e difficile dell’eclissi solare l’ha fatta uno skater Lui si chiama Danny Leon e molto probabilmente la sua foto vi è apparsa nel feed. Scattarla è stata una vera e propria impresa.
David Byrne ha fatto una playlist da ascoltare solo e soltanto quando si va in bici Una selezione di 40 canzoni, scelte con un criterio estremamente byrdiano.
Anche l’Accademia svedese ha fatto la sua lista di libri per l’estate, composta tutta da Premi Nobel per la letteratura, ovviamente Cinque libri, cinque autori e autrici, con una brevissima recensione a spiegare perché vale la pena portarseli in vacanza.
In Spagna c’è un hotel in mezzo al nulla, senza Wi-Fi né tv, che si può prenotare solo spedendo una lettera scritta a mano E aspettando una lettera di conferma altrettanto manoscritta. È l'hotel El Elevador a El Hierro, la più piccola e meno visitata delle Canarie.
Un gruppo di scienziati ha creato una nuova AI appositamente per trovare tutte le opere d’arte trafugate dai nazisti ancora disperse L'AI si chiama Provenance Assistant e a lei è andato l'ardua compito di ritrovare 100 mila opere rafugate di cui si sono perse le tracce.
Iberia, la compagnia aerea di bandiera della Spagna, ha organizzato un volo speciale per “inseguire” e trasmettere in streaming l’eclissi solare del 12 agosto Si tratta della prima eclissi solare totale visibile dalla Spagna continentale dal 1905. Come si può capire, c'è una certa attesa attorno all'evento.
Una professoressa universitaria è stata licenziata per aver letto e spiegato ai suoi studenti un racconto di Ottessa Moshfegh È successo a Vinita Prabhakar: Bettering Myself, racconto del 2013 di Moshfegh, le è costato il posto al South Florida State College.
Il nuovo, attesissimo, chiacchieratissimo romanzo di Rachel Cusk che potrebbe come non potrebbe parlare (male) di Natalie Portman Il romanzo si intitola Life of M, e in effetti le somiglianze tra il personaggio M e la persona Natalie Portman sono abbastanza innegabili.

Su Netflix arriverà una nuova serie di David Fincher, Voir

14 Ottobre 2021

L’account Twitter di @NetflixFilm ci aveva lasciato un po’ sospesi. Avevano scritto che qualcosa di nuovo sarebbe uscito prestissimo dalle mani di David Fincher, ma ovviamente non avevano risposto a quanti chiedevano se fosse finalmente Mindhunter 3, “Ma no, sarà un film”, “Sicuramente sarà Mindhunter, vero?”, “Sarà un’opera vecchia?”. La risposta è arrivata solo con l’annuncio di poche ore fa: sulla piattaforma arriverà Voir, una nuova serie di cui il regista di Seven e Mank sarà produttore esecutivo assieme a David Prior (noto soprattutto per il genere horror, con film come The Empty Man). Non ci sono ancora molti dettagli ufficiali ma, secondo un teaser da poco pubblicato su Twitter, si tratterà di «una serie documentario di approfondimenti visivi che celebrano il cinema, dalla mente di uno dei maestri moderni nell’arte filmica».

Come spiega Variety, stando a quanto rivelato dal critico cinematografico Drew McWeeny, coinvolto nella produzione di Voir, si tratterà di una raccolta di documentari autoconclusivi (come fossero episodi, appunto), ognuno dei quali affronterà «un’idea radicalmente diversa, qualcosa che ci affascina, sconvolge o riguarda il nostro legame coi film». Ogni puntata/documentario avrà una durata dai 10 ai 30 minuti e saranno tutti supervisionati da Fincher e Prior. Voir sarà presentata in anteprima il 13 novembre all’AFI Fest di Los Angeles prima di arrivare su Netflix, in una data però ancora sconosciuta.

Intanto Fincher, pluripremiato regista dietro Fight Club, Zodiac, The Social Network (e anche dietro al video musicale di “Vogue” di Madonna), rimane comunque su più progetti sempre per la piattaforma, avendo di recente firmato un contratto cinematografico di quattro anni con Netflix, successivamente al lavoro per House of Cards e per Mindhunter. Oltre alla terza e attesissima stagione sui più efferati serial killer d’America, sta lavorando anche a The Killer, un thriller-dramma su un assassino con Tilda Swinton e Michael Fassbender. A quanti gli abbiano chiesto da cosa dipendesse la scelta di lavorare per il gigante dello streaming, a fronte di tutto lo stuolo di polemiche arrivato da più parti (Nolan, Scorsese), durante un’intervista a Variety Fincher ha fornito una risposta definitiva: «Semplice, non ho mai lavorato così bene in vita mia come con loro». 

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