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12:18 lunedì 17 agosto 2026
Il più grande baobab del Madagascar sta morendo e la causa della sua morte (ovviamente) è la crisi climatica Ha vissuto per più di mille anni. Poi sono arrivate le piogge eccessive e le infezioni fungine. E adesso non c'è più niente da fare.
Il nuovo film di Jonathan Glazer è un documentario girato con una videocamera dai bambini di Gaza, dell’Ucraina, del Sudan e dello Yemen , questo il titolo scelto da Glazer per il film, verrà presentato al prossimo New York Film Festival.
La foto più bella e difficile dell’eclissi solare l’ha fatta uno skater Lui si chiama Danny Leon e molto probabilmente la sua foto vi è apparsa nel feed. Scattarla è stata una vera e propria impresa.
David Byrne ha fatto una playlist da ascoltare solo e soltanto quando si va in bici Una selezione di 40 canzoni, scelte con un criterio estremamente byrdiano.
Anche l’Accademia svedese ha fatto la sua lista di libri per l’estate, composta tutta da Premi Nobel per la letteratura, ovviamente Cinque libri, cinque autori e autrici, con una brevissima recensione a spiegare perché vale la pena portarseli in vacanza.
In Spagna c’è un hotel in mezzo al nulla, senza Wi-Fi né tv, che si può prenotare solo spedendo una lettera scritta a mano E aspettando una lettera di conferma altrettanto manoscritta. È l'hotel El Elevador a El Hierro, la più piccola e meno visitata delle Canarie.
Un gruppo di scienziati ha creato una nuova AI appositamente per trovare tutte le opere d’arte trafugate dai nazisti ancora disperse L'AI si chiama Provenance Assistant e a lei è andato l'ardua compito di ritrovare 100 mila opere rafugate di cui si sono perse le tracce.
Iberia, la compagnia aerea di bandiera della Spagna, ha organizzato un volo speciale per “inseguire” e trasmettere in streaming l’eclissi solare del 12 agosto Si tratta della prima eclissi solare totale visibile dalla Spagna continentale dal 1905. Come si può capire, c'è una certa attesa attorno all'evento.

Come il video di una ragazza ha cambiato la storia nell’omicidio di George Floyd

21 Aprile 2021

Ieri, martedì 20 aprile, il poliziotto Derek Chauvin è stato dichiarato colpevole per la morte di George Floyd, ucciso il 25 maggio del 2020 poco dopo essere stato arrestato a Minneapolis. Nonostante le proteste contro gli abusi della polizia e le manifestazioni in sostegno del movimento Black Lives Matter in tutto il mondo scatenate dal video dell’omicidio subito diventato virale, l’esito del processo non era per niente scontato (le leggi americane sono molto permissive sull’uso della violenza da parte delle forze dell’ordine) e la notizia della condanna di Chauvin è stata celebrata ovunque. A fare la differenza è stato proprio quel video, che per quasi dieci minuti mostra chiaramente Chauvin premere il ginocchio contro il collo di Floyd.

La «descrizione iniziale inesatta e fuorviante della morte di George Floyd lo scorso maggio da parte del Dipartimento di Polizia di Minneapolis sarebbe potuta diventare il resoconto ufficiale di ciò che è accaduto, se non fosse stato per il video girato da un’adolescente», ha sottolineato un corrispondente della Cnn su Twitter ripostando l’agghiacciante, falsissimo resoconto emesso dalla polizia subito dopo la morte dell’afroamericano.

Il video, girato da Darnella Frazier, è emerso la notte della morte di George Floyd e ha guidato gran parte della comprensione del pubblico su quello che è accaduto. Il capo del dipartimento di polizia di Minneapolis Medaria Arradondo ha detto che poche ore dopo la morte di Floyd ha ricevuto un messaggio di un cittadino che gli parlava del video. Testimoniando durante il processo, Arradondo ha elogiato e ringraziato Darnella Frazier per la sua azione, così piccola e importantissima.

Darnella Frazier

Nel maggio 2020 Frazier aveva 17 anni: ha registrato il video con cellulare e lo ha caricato su Facebook. La ragazza, ora maggiorenne, ha dichiarato in tribunale che si è pentita di non aver provato a “attaccare fisicamente” gli ufficiali ed essersi limitata a filmare e che la morte di Floyd la perseguita ancora. «Ci sono state tante notti in cui sono rimasta sveglia a scusarmi e scusarmi con George Floyd per non aver fatto di più e per non aver interagito fisicamente e non avergli salvato la vita», ha detto Frazier. Durante la testimonianza ha pianto diverse volte.

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