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10:48 sabato 11 luglio 2026
Alberto Angela che intervista Christopher Nolan e Matt Damon è la trovata promozionale che l’Odissea si merita e di cui ha bisogno L'intervista andrà in onda il 12 luglio, in prima serata su Rai 1, nella premiere della nuova stagione di Noos.
A Madrid c’è un gruppo di “sabotatori antituristificazione” che sta sabotando centinaia di appartamenti affittati dai turisti Se la prendono con le key box e con i lettori NFC, per impedire ai turisti di entrare nelle case. Hanno colpito 153 appartamenti in 7 quartieri.
Al concerto dei Foo Fighters a Milano, Dave Grohl ha fatto salire sul palco gli esponenti dei centri sociali italiani in cui suonava negli anni ’90 Ha anche parlato in italiano dicendo tutte le parole che sapeva ("grazie", "bacio", "tutti pazzi") e ha ricordato l'accoglienza e la generosità dei centri sociali ormai chiusi.
Dopo averle classificate come un “problema climatico”, l’Unione Europea ha cambiato idea sulle mucche e adesso le considera “infrastrutture critiche” A quanto pare, adesso l'Ue ha deciso che le mucche «garantiscono autonomia strategica e prevengono l'abbandono dei territori».
Dopo vent’anni potremo finalmente vedere il documentario su Marie Antoinette di Sofia Coppola girato da sua madre Eleanor Coppola Si intitola Making Marie Antoinette, lo distribuirà Mubi ed è un ultimo omaggio che la figlia fa alla madre, morta nel 2024.
C’è una playlist in cui ogni canzone è dedicata al Presidente di un Paese del G7 e l’ha fatta Emmanuel Macron Tra dossier sull’Ucraina, tensioni in Medio Oriente, dazi, nucleare iraniano e intelligenza artificiale, Emmanuel Macron ha pensato di aggiungere una canzone per ciascun leader in un catalogo musicale del potere globale.
La libreria indipendente di Han Kang a Seoul ha chiuso a causa della gentrificazione del quartiere Il proprietario dell'immobile in cui si trovava la libreria ha deciso di venderlo e nemmeno una Premio Nobel è riuscita a convincerlo a ripensarci.
Oltre a John Cale, Martin Scorsese e Marc Jacobs, nel nuovo album di Charli XCX c’è anche David Cronenberg L'attesissimo nuovo album dal titolo Music, Fashion, Film uscirà il 24 luglio.

La Danimarca è ossessionata dalla “hygge”, il benessere domestico

21 Dicembre 2016

La parola dell’anno degli Oxford Dictionaries, “post-truth”, è entrata in finale con altri termini legati all’attualità politica del 2016: “Brexiteer” e “alt-right”, ad esempio. Ma non soltanto, dato che c’era anche “hygge”, una parola danese definita «un tipo di intimità e convivialità rassicurante che genera una sensazione di contentezza o benessere». Hygge non ha una traduzione diretta in altre lingue: in inglese, ciò che vi si avvicina di più è “cozy”, accogliente, che però ha solo una parte del suo significato.

«Associata con la rilassatezza, la pazienza e la gratitudine, hygge è da tempo considerata parte del carattere nazionale danese», scrive il New Yorker, ricordando come già in un articolo pubblicato sulle sue pagine nel 1957 il termine fosse, secondo l’autore Robert Shaplen, «onnipresente»: «I marciapiedi sono pieni di persone sorridenti e hyggelige che continuano a levarsi il cappello tra loro e che guardano un estraneo con un’espressione che indica che vorrebbero conoscerlo abbastanza bene da levarselo anche di fronte a lui».

Happy Family

L’inverno, piuttosto ovviamente, è il tripudio dell’hygge, con le sue candele, le sue ciabatte, le sue maglione di lana, il legno, le tazze di latte e cioccolata e il caminetto, emblema della parola-concetto danese, che può essere usata come nome, come aggettivo, come verbo e anche apparire in una parola composta: hyggebukser, ad esempio, è quel paio di vecchi pantaloni che non metteresti mai per uscire, ma in casa si rivelano prodigiosamente comodi. L’hygge, precisa il New Yorker, si può trovare in una bakery o nel caldo di una sauna durante l’inverno, e la sua diffusione in Danimarca è tale che i medici raccomandano “tè e hygge” a chi si ammala di influenza stagionale.

Tra le altre cose, la parola scandinava si è anche tramutata in una corrente editoriale di un certo successo: l’anno scorso «almeno sei libri» a tema hygge sono stati pubblicati negli Stati Uniti, e altri ne arriveranno l’anno prossimo. E in Gran Bretagna il concetto ha avuto una fortuna tale da portare Charlotte Higgins a dedicargli un’inchiesta sul Guardian.

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