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10:21 giovedì 8 gennaio 2026
I manifestanti iraniani hanno inventato un nuovo coro per augurare la morte all’Ayatollah Khamenei Un coro abbastanza esplicito, anche: si parla dell'anno nuovo, di sangue e di cosa si meriterebbe il capo della Repubblica islamica.
La tuta indossata da Maduro mentre veniva sequestrato dagli americani è diventata uno dei capi più desiderati del momento Lo certificano i meme, ma anche Google Trend, che nel weekend ha riscontrato un’impennata di ricerche collegate al completo di Nike Tech.
Un collettivo di registi indipendenti ha fatto un film su Mark Fisher che verrà presentato anche a Milano S'intitola We Are Making a Film About Mark Fisher, mescola documentario, performance e finzione per provare a spiegare chi è stato Mark Fisher.
Il carcere di New York in cui è rinchiuso Maduro è lo stesso in cui si trovano tutti i detenuti più famosi del mondo Il Metropolitan Detention Center di Brooklyn è noto per aver accolto politici, boss e celebrità, ma anche per il pessimo stato in cui versa.
Stephen Miller, il più fidato e potente consigliere di Trump, ha detto che gli Usa possono prendersi la Groenlandia con la forza «Il mondo è governato dalla forza, dal potere e dalla capacità di imporli», ha spiegato Miller, minacciando per l'ennesima volta la Groenlandia.
Mickey Rourke è indietro con l’affitto della sua villa di Los Angeles e la sua agente ha lanciato una colletta per evitare che venga sfrattato A quanto pare, l'attore deve al suo padrone di casa ben 59 mila dollari di affitti arretrati. Per sua fortuna, la raccolta fondi sta andando bene.
Uscirà una nuovo giocattolo simile al Tamagotchi ma “potenziato” dall’intelligenza artificiale Si chiama Sweekar, può diventare immortale (più o meno), ricordare la voce del padrone e anche rievocare momenti vissuti insieme.
Il Cern ha annunciato che il Large Hadron Collider, il più grande acceleratore di particelle del mondo, resterà spento per cinque anni a causa di lavori di manutenzione Lo stop durerà almeno fino al 2030 e servirà a potenziare il LHC, in modo da usarlo in futuro per esperimenti ancora più ambiziosi.

Innamorarsi dell’Instagram di Daniela Santanché

La forza del suo profilo sono i video: tra neorealismo del lusso e poesia quotidiana senza filtri.

17 Ottobre 2018

Questo è il racconto di un’ossessione – guilty pleasure non si può più dire, nell’anno in cui Temptation Island è diventato definitivamente un programma per spettatori colti. Questo è il racconto di una passione. Tra i tanti profili digitali su cui perdiamo la metà delle nostre giornate (seh, la metà), quello a cui non posso rinunciare io è l’Instagram di Santanchè Daniela da Cuneo, patriota. L’innamoramento a quando risale boh, non lo so, del resto mica ricordiamo tutte le tappe dei grandi amori, ormai è una storia che si confonde, fatta di case in città e case al mare, e treni, figli, fidanzati, mamme, sorelle, appelli, comizi, talk show della mattina del pomeriggio della sera, una saga italiana upper-class che nessun’altra ha mai saputo regalarci. In questo paese che ora abolirà la povertà, i ricchi non sono mai piaciuti, o quanto meno piacciono nella misura in cui li possiamo criticare, canzonare, compatire perché piangono, anche loro, e allora a che serve esserlo.

Daniela Santanchè è una signora di Milano Ovest come non ne fanno più, e dal momento che Milano Ovest proprio come il Molise non esiste, o meglio è un luogo di un altro tempo, dove ancora circolano i giubbini North Sails e le polo La Martina ovviamente comprate da Amedeo D., ecco allora è ancora di più una fiaba vera, una fiaba digitale, un c’era una volta con gli hashtag al posto degli incantesimi. Daniela Santanchè è sciura della cerchia e imprenditrice, editrice, e ovviamente politico, patriota si diceva, ma anche cuoca, una Benedetta Parodi in tacco dodici che ai fornelli perfeziona e definisce il suo storytelling, dagli spaghetti con le vongole (d’estate al Forte) alle grandi vigilie di Natale con tutta la famiglia, la «mammetta», la «nonnetta», e l’immancabile amico di una vita Ignazio La Russa, e insomma ci vorresti essere anche tu, no, ci sei anche tu, col trenino-giocattolo che corre tra le montagne innevate piazzato lì in mezzo come centrotavola: montarlo «è stato un lavoraccio!», fa sapere la padrona di casa. Da uomo di sinistra, o quel che ne rimane, lo dico da un pezzo: farei mille cene con Daniela Santanchè, e nessuna con Maurizio Martina.

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Io vado a dormire e voi? #BUONANOTTE

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Del resto, non c’è nemmeno destra o sinistra in questo grande racconto. Certo, c’è la destra classica, la sicurezza, armiamoci e spariamo ai ladri!, e naturalmente l’immigrazione, stop al burka! (ancora il burka), ma è una destra antica, una destra di famiglia, una destra da piccola impresa, nelle riunioni di partito son sempre loro, ormai facce amiche, non ci fa paura. Nell’epoca dei grandi populismi, dei migranti lasciati in mezzo al mare, delle promesse di assistenzialismo becero, insomma di questo governo qua, i Fratelli d’Italia di Daniela Santanchè (l’ultima tornata di sondaggi dà il partito al 3,5 per cento, appena un punto sotto Forza Italia, altra favola lontana) ficca gli stessi temi nel programma, ma non fa l’effetto di una minaccia. È una destra del fare, sì, ma del fare soprattutto la parmigiana di melanzane: non è, in fondo, la vita che vorremmo tutti?

E poi c’è la poesia del quotidiano, la verità, il neorealismo di lusso. Tutti su Instagram stanno a romanzare, sponsorizzare, nascondere, Santanchè invece si presenta senza filtro alcuno, le serate mondane e la laurea del figlio a Londra, il commovente lavaggio dei capelli della madre anziana e lo sci a Courmayeur (dove se no), la grande stagione del Twiga in Versilia, l’anno prossimo tutti lì, dai. Tra l’annuncio della partecipazione a un programma tv (sempre con gentilezza: «Solo se ne avrete voglia»; non si è mica delle signore per caso) e l’autoritratto con outfit pazzeschissimo (sono tutti pazzeschissimi), la vera forza del Dani-Channel sono i video, ormai riconosci proprio la regia, quelle carrellate che battono pure Sorrentino, il fuori campo inziale e poi Daniela in primo piano, spesso mentre cammina o corre o lavora nell’orto (il suo orto: è più chilometrozero di Farinetti, a proposito di destra e sinistra), e poi di nuovo la camera (vabbè, il telefonino) che si sposta, esce di scena, dissolvenza, e noi la lasciamo così, in quel mondo incantato. Il momento più bello, ça va, è il Natale, e tra poco arriva, che meraviglia, coi suoi trenini centrotavola ma anche l’impacchettamento dei regali (episodio cult del 2017), e i colbacchi in testa, e le stelle accese nella casa in montagna.

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Oggi si fa l’orto #adoro#orto mio

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«Adoro le stelle», afferma perentoria Daniela mentre le inchioda al muro a martellate decise: non è bellissimo? Come per ogni favola, c’è pure la battuta finale, che non è «e vissero felici e contenti»: quello è scontato, l’abbiamo visto e lo sappiamo, tanto che vorremmo esserci anche noi, lì dentro. Il finale di ogni video è «Ciao ciao», un saluto così, rapido e cordiale, per sentirci tutti con lei, per sperare in un invito a cena, in effetti quei moscardini dell’estate scorsa avevano un’aria davvero squisita.

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