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01:10 giovedì 9 aprile 2026
Dopo le polemiche sul mancato finanziamento da parte del Ministero della Cultura, decine di cinema in tutta Italia stanno riportando in sala il film su Giulio Regeni Oltre 60 cinema tra Roma, Milano, Torino, Bologna e Firenze hanno deciso di ricominciare a proiettare il film. E altri se ne stanno aggiungendo ora dopo ora.
Una biblioteca di Chicago cerca persone che sappiano leggere il corsivo per trascrivere dei testi antichi ma fatica a trovarle perché sempre meno persone sanno leggere il corsivo La Newberry Library sta trascrivendo tutti i documenti in corsivo conservati nel suo archivio, ma il progetto prosegue a rilento perché la lettura del corsivo è una competenza rara, ormai.
L’ultimo trend nel turismo è l’extreme daytrip, cioè viaggi all’estero, con voli low cost, che durano un giorno solo e in cui si visita tutto il visitabile in 24 ore senza fermarsi mai È la gitarella in giornata portata all'estreme conseguenze. Di stress, di turistificazione e di impatto ambientale, soprattutto.
Asghar Farhadi ha scritto una lettera in cui chiede a tutto il mondo del cinema di protestare contro Stati Uniti e Israele per quello che stanno facendo in Iran «Al di là di qualsiasi convinzione o posizione, uniamoci per fermare queste azioni disumane, illegali e distruttive», ha scritto il regista.
La partecipazione di Kanye West al Wireless Festival di Londra ha causato un disastro commerciale e una crisi politica Gli sponsor hanno abbandonato il festival, il governo ha negato il visto a Ye, il festival è stato cancellato. Tutto in 48 ore.
Dopo la tregua con l’Iran si è tornati a parlare della “teoria del TACO”, cioè del fatto che Trump Always Chickens Out, Trump si tira sempre indietro Il termine, coniato dal Financial Times, si applica ad almeno dieci occasioni in cui Trump ha fatto grandi minacce per poi battere in veloce ritirata.
Le foto che gli astronauti dell’Artemis II stanno scattando alla Terra e alla Luna sono fatte con l’iPhone Degli iPhone 17 Pro Max, per la precisione. Se siete amanti della fotografia, queste le impostazioni usate dagli astronauti: obbiettivo 2,715mm, apertura f/1.9 e flash disattivato.
Gli Strokes hanno pubblicato il loro nuovo singolo, “Going Shopping”, spedendolo a 100 fan in una musicassetta E assieme alla cassetta, uno slogan che dice tutto: «In the Flesh, it’s Even Sexier». Adesso c'è solo da aspettare l'uscita del nuovo disco, Reality Awaits.

La parola hawaiana che può assumere qualunque significato

08 Marzo 2017

Alle Hawaii, accanto all’inglese, c’è una seconda lingua nazionale: il pidgin hawaiano. Il pidgin, di per sé, è un idioma “di servizio”, risultante dalla mescolanza di lingue di persone di origini differenti, che se ne servono per comunicare in maniera più o meno rudimentale. Nell’arcipelago del Pacifico, però, gli immigrati cinesi, giapponesi, filippini e coreani che si sono trovati a lavorare nelle piantagioni col passare degli anni hanno creato uno strano ibrido linguistico: il pidgin hawaiano, passato da forma di comunicazione semplice a sistema linguistico propriamente detto, un creolo che i nuovi nati iniziavano a parlare, e si andava quindi sviluppando di generazione in generazione.

Oggi il pidgin delle Hawaii, come detto, coesiste con l’inglese americano come lingua parlata dalla popolazione locale, nonostante le spinte ad adottare la lingua statunitense come standard unico. Per quanto le basi linguistiche di inglese e pidgin hawaiano siano simili (quest’ultimo è nato proprio assorbendo lessico e costrutti dall’inglese), esistono parecchie differenze tra i due linguaggi, e molte hanno a che vedere con l’utilizzo delle parole: Atlas Obscura, elencandone diverse, racconta la storia dell’espressione “da kine”, mutuata dal “the kind” (o “kind of”) degli anglofoni.

Pearl Harbour

Nell’evoluzione linguistica delle isole, “da kine” è diventato un sostitutivo di qualunque elemento linguistico: può valere i nostri “tipo” o “affare”, usati come rimpiazzi per parole che al momento non ci vengono in mente, o preferiamo non usare. Kent Sakoda, che insegna pidgin hawaiano alla locale università di Manoa, sostiene che «quando le persone usano “da kine”, si aspettano che l’interlocutore sappia risalire a ciò a cui fanno riferimento. L’implicazione è che due persone si conoscono abbastanza bene da non dover spiegare il determinato uso di “da kine”». Così, alle Hawaii dire “she’s so da kine” può significare un giudizio negativo su una ragazza che rientra nelle conoscenze di entrambi, e per cui non si vogliono spendere parole più negative. Definire una persona “a smart kine people” è lodare la sua intelligenza, mentre “stop, before I da kine you” è una minaccia generica. Quando invece una hawaiana indica un’amica dicendo “she stay da kine”, sta soltanto dicendo che è incinta.

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