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23:37 martedì 7 luglio 2026
Pur di girare l’Odissea tutto in IMAX, Christopher Nolan si è dovuto inventare una nuova, stranissima, grossissima macchina da presa La cinepresa IMAX è troppo rumorosa e non si può usare per le inquadrature ravvicinate. Almeno, così è stato fino ad adesso, fino all'Odissea di Nolan.
La mattina in passerella, la sera sul red carpet: la rocambolesca storia dell’abito Schiaparelli indossato da Zendaya all’anteprima dell’Odissea La velocità della moda ha raggiunto nuovi livelli: persino gli abiti couture passano immediatamente dalla passerella alle celebrity. A patto di avere Law Roach come stylist.
Il luddismo è talmente tornato di moda che a New York gli hanno dedicato anche un nuovo festival, il Summer of Ludd Ovviamente il festival non aveva né sito né social, quindi per sapere cosa succedeva bisognava chiamare un numero telefonico pubblicato su un volantino.
C’è una lista di tutte le organizzazioni, iniziative e progetti musicali che devolvono i loro incassi in beneficenza a Gaza L'ha fatta Crack Magazine e si intitola "In solidarity with Gaza: A guide to the music and resources that support the humanitarian effort".
Si è sciolto A23, il più grande iceberg del mondo, ed è una buona notizia (anche se non sembra) Era grande quasi 4 mila km quadrati e pesava mille miliardi di tonnellate. Il suo scioglimento farà bene all'oceano, dicono gli scienziati.
Un pantalone di Zara è diventato famosissimo per la sua capacità di far inciampare e cadere le persone Soprannominato "The deadly Zara trousers", a causa della sua fattura ha causato migliaia di infortuni diventando il trend più divertente degli ultimi tempi.
Ford aveva licenziato centinaia di ingegneri per sostituirli con l’AI, ma poi ha scoperto che l’AI non è capace di fare il loro lavoro ed è stata costretta a riassumere gli ingegneri I dirigenti hanno ammesso di aver sopravvalutato l'AI e sottovalutato l'intuito e l'esperienza degli ingegneri.
I membri del nuovo governo di Gaza non possono entrare a Gaza perché Netanyahu glielo vieta Sono 13 palestinesi riuniti nel Comitato Nazionale per l'Amministrazione di Gaza che da gennaio sono bloccati al Cairo su ordine del Primo ministro israeliano.

Cronaca nera in miniatura

Nell'epoca della fascinazione per il delitto, una ex reporter ha conquistato le gallerie d'arte ricostruendo in piccolo ipotetiche scene del crimine.

02 Settembre 2016

La scena di un delitto è un luogo che può avere molte tinte, ma dove spesso prevale il rosso del sangue. Per quello è sufficiente un po’ di tempera acrilica. Dieorama è un progetto di Abigail Goldman, trentaquattrenne californiana che ha dedicato buona parte della sua vita all’estetica violenta dei teatri di omicidio: teche di plexiglass in cui la Goldman, con l’ausilio di un paio di pinzette e molto talento, ricostruisce carneficine in luoghi isolati, frettolosi occultamenti di cadaveri e corpi morti che si stagliano sull’orlo di scogliere e precipizi.

La Goldman non crea il suo materiale a partire da crimini realmente commessi: definisce i suoi diorama «fantastici» e «ipotetici», dato che si servono di immagini quasi idealizzate, che sembrano pescare da un archivio di certi film splatter. «I miei modelli hanno molti clown che saccheggiano la scena imbracciando ak-47, o corpi nei bagagliai di un’auto accanto a persone che si baciano», ha detto l’autrice dei diorama ad Atlas Obscura. I modellini, realizzati a partire da set di treni in miniatura, sono iniziati come passatempo e regali per gli amici, ma presto sono finiti in una galleria d’arte di Las Vegas.

Il successo dei Dieoramas di Abigail Goldman rimane più che tangenzialmente legato a un trend molto discusso di questi ultimi anni, il true crime. Da Making a Murderer fino a The Jinx, passando per O.J.: Made in America, anche la produzione televisiva di questi anni è segnata dalla fascinazione per il delitto e ciò che vi gravita attorno. Eppure, nonostante questa rinnovata sensibilità, e nonostante capolavori della produzione artistica di ogni tempo (citare A sangue freddo di Capote è sempre obbligatorio) siano ascrivibili a questo genere, il true crime è stato per lungo tempo considerato culturalmente irrilevante ed eticamente controverso: è giusto che qualcuno ottenga benefici personali o economici (o di entrambi i tipi) mettendo in scena morti, stupri e violenze domestiche?

A questa domanda hanno risposto diversi titoli più che meritevoli, facendo del true crime – un genere antico, dato che le sue origini risalgono al XVI secolo – l’etichetta con cui si contrassegnano prodotti anche molto diversi fra loro. Che il crimine sia “vero” o “idealizzato”, dunque, questa è l’epoca migliore per metterlo in mostra. Abigail Goldman e le sue miniature sono appena state esposte alla galleria Hashimoto Contemporary di San Francisco.

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