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17:16 venerdì 24 luglio 2026
A causa del caldo estremo e della crisi climatica, in Europa c’è una nuova forma di siccità Secondo gli scienziati, questa nuova siccità non è più dovuta alle poche piogge ma alle temperature troppo elevate. E trovare dei rimedi è difficilissimo.
I proprietari di Myspace dicono che Myspace sta per tornare, un’altra volta Lo hanno annunciato Chris DeWolfe e Tim Vanderhook, gli stessi che però avevano annunciato la stessa cosa già nel 2013, con scarsi risultati.
Dei milionari inglesi hanno chiesto al loro governo di essere essere tassati di più «perché possiamo permetterci di pagare molto di più» Lo hanno fatto con una lettera, firmata Patriotic Millionaires, in cui propongono anche una tassa del 2 per cento sui patrimoni oltre i 10 milioni.
La BCE ha lanciato un “referendum” per decidere il design delle nuove banconote euro, e la scelta sostanzialmente è: uomini o uccelli? Preferite Maria Callas o il picchio muraiolo? Leonardo da Vinci o il gruccione? Bertha von Suttner o il martin pescatore? Avete tempo fino al 21 settembre per decidere.
Un contadino tedesco ha costruito un santuario per salvare dal macello i montoni gay che rifiutano di accoppiarsi con le pecore Lui si chiama Michael Stücke e il rifugio Rainbow Wool: dal 2023 a oggi hanno salvato decine e decine di animali.
Una delle candidate al titolo di borsa dell’estate è una falsa Birkin fatta di plastica ma che sembra fatta di gelatina Si chiama Firkin, contrazione di Fake e di Birkin, appunto. Non costa neanche pochissimo: si va dai 30 ai 100 euro.
È in corso un boom delle vendite di cd, ma la maggior parte di chi li compra non possiede un lettore cd E allora perché li compra? Non certo per ascoltare musica ma per collezionare un oggetto. Ed esibirlo sui social, ovviamente.
Il film più strano della prossima Mostra del Cinema di Venezia è senza dubbio Joie de vivre di Luca Guadagnino, un documentario su Bernardo Bertolucci lungo più di 7 ore Nel presentarlo, il direttore della Mostra Alberto Barbera ha assicurato che «si rimane inchiodati allo schermo per sette ore, noi abbiamo fatto questa esperienza senza riuscire a staccare un attimo lo sguardo».

Cronaca nera in miniatura

Nell'epoca della fascinazione per il delitto, una ex reporter ha conquistato le gallerie d'arte ricostruendo in piccolo ipotetiche scene del crimine.

02 Settembre 2016

La scena di un delitto è un luogo che può avere molte tinte, ma dove spesso prevale il rosso del sangue. Per quello è sufficiente un po’ di tempera acrilica. Dieorama è un progetto di Abigail Goldman, trentaquattrenne californiana che ha dedicato buona parte della sua vita all’estetica violenta dei teatri di omicidio: teche di plexiglass in cui la Goldman, con l’ausilio di un paio di pinzette e molto talento, ricostruisce carneficine in luoghi isolati, frettolosi occultamenti di cadaveri e corpi morti che si stagliano sull’orlo di scogliere e precipizi.

La Goldman non crea il suo materiale a partire da crimini realmente commessi: definisce i suoi diorama «fantastici» e «ipotetici», dato che si servono di immagini quasi idealizzate, che sembrano pescare da un archivio di certi film splatter. «I miei modelli hanno molti clown che saccheggiano la scena imbracciando ak-47, o corpi nei bagagliai di un’auto accanto a persone che si baciano», ha detto l’autrice dei diorama ad Atlas Obscura. I modellini, realizzati a partire da set di treni in miniatura, sono iniziati come passatempo e regali per gli amici, ma presto sono finiti in una galleria d’arte di Las Vegas.

Il successo dei Dieoramas di Abigail Goldman rimane più che tangenzialmente legato a un trend molto discusso di questi ultimi anni, il true crime. Da Making a Murderer fino a The Jinx, passando per O.J.: Made in America, anche la produzione televisiva di questi anni è segnata dalla fascinazione per il delitto e ciò che vi gravita attorno. Eppure, nonostante questa rinnovata sensibilità, e nonostante capolavori della produzione artistica di ogni tempo (citare A sangue freddo di Capote è sempre obbligatorio) siano ascrivibili a questo genere, il true crime è stato per lungo tempo considerato culturalmente irrilevante ed eticamente controverso: è giusto che qualcuno ottenga benefici personali o economici (o di entrambi i tipi) mettendo in scena morti, stupri e violenze domestiche?

A questa domanda hanno risposto diversi titoli più che meritevoli, facendo del true crime – un genere antico, dato che le sue origini risalgono al XVI secolo – l’etichetta con cui si contrassegnano prodotti anche molto diversi fra loro. Che il crimine sia “vero” o “idealizzato”, dunque, questa è l’epoca migliore per metterlo in mostra. Abigail Goldman e le sue miniature sono appena state esposte alla galleria Hashimoto Contemporary di San Francisco.

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