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L’Alligator Alcatraz di Trump non è durata neanche un anno e non è servita quasi a niente Inaugurata l'1 luglio dello scorso anno, è stata chiusa e sono già iniziati i lavori per smantellarla. Tenerla aperta è costato 1 milione di dollari al giorno.
L’ultimo, ridicolo risultato del sovranismo italiano è Emma, l’AI che dà solo risposte sbagliate e deliranti E stata chiusa cinque giorni dopo il lancio e dopo aver sbagliato a rispondere a letteralmente tutte le domande che le sono state fatte.
C’è un mobile game che ti fa “catturare” i gatti randagi che incontri per strada come i Pokémon in Pokémon Go Si chiama CatchCat e ha anche un archivio, molto simile a un Pokedex, in cui i gatti vengono classificati con statistiche e punti esperienza.
Quello che sta investendo l’Europa è un evento climatico estremo chiamato omega block Si tratta di un fronte di alta pressione intrappolato tra due di bassa pressione. In sostanza, di una "cupola" di aria calda schiacciata sul continente.
Il cofondatore di Wikipedia è stato bannato da Wikipedia perché ha provato a cambiare le regole di Wikipedia senza seguire le regole di Wikipedia Larry Sanger ha proposto una riforma di tutto il sistema dell'enciclopedia online, ma a quanto pare lo ha fatto nella maniera sbagliata.
L’album “perduto” dei Deftones, Eros, è stato pubblicato online dopo 18 anni E i fan si sono divisi, tra chi ha accolto la notizia con entusiasmo e chi si è indignato ricordando la storia tragica che portò alla cancellazione di quel disco.
A Londra hanno dovuto cancellare un evento sul caldo estremo a causa del caldo estremo Un evento in cui il tema era trovare il modo di sopravvivere al caldo estremo senza stravolgere la propria vita quotidiana.
In Tasmania stanno installando un monolite artificiale che sarà la “scatola nera” della fine del mondo e dell’estinzione dell’umanità Funzionerà esattamente come la scatola nera di un aereo, registrando l’apocalisse giorno dopo giorno.

Che immagini arrivano dal Venezuela

24 Gennaio 2019

Il Venezuela si trova in una situazione di caos. Al momento si contano 14 morti negli scontri di piazza e oltre 200 arresti. Ieri Juan Guaidó, presidente dell’Assemblea nazionale – il parlamento regolarmente eletto ma ormai esautorato dal regime di Nicolás Maduro – si è autoproclamato presidente ad interim, dichiarando di voler traghettare lo Stato verso nuove elezioni. Come scrive il Guardian, dopo il giuramento di Guaidó, le maggiori potenze mondiali si sono divise in due schieramenti: gli Usa hanno subito espresso sostegno all’opposizione: «I cittadini del Venezuela hanno sofferto per troppo tempo un regime illegittimo», aveva twittato Donald Trump; sulla linea stessa linea gran parte dei governi del continente, tra cui Canada, Brasile e Colombia; gli unici paesi dell’America latina ad aver scelto posizioni pro-Maduro sono il Messico e la Bolivia, che attacca la politica imperialista occidentale. Fuori dal continente Maduro può contare sull’appoggio di Russia e Turchia, con esponenti del Cremlino che alludono a “colpi di Stato”. La Cina al momento non ha rilasciato dichiarazioni, ma probabilmente si esprimerà in favore dell’erede di Chavez, considerato il credito miliardario che detiene verso il Venezuela. L’Europa ha espresso  sostegno alle forze democraticamente elette «al contrario di Maduro» per bocca di Donald Tusk, presidente del Consiglio europeo, e Macron ha dichiarato di appoggiare la svolta di Guaidó definendo illegittimo Maduro.

Per ipotizzare quali scenari potrebbero aprirsi, il Guardian ha interpellato alcuni diplomatici e consulenti esperti di America Latina: Eric Farsnworth, ad esempio, ritiene che quanto accaduto «rappresenti la minaccia più seria finora affrontata da Maduro», ma il presidente non accetterà il cambiamento, tanto che ha reagito agli attacchi dei «gringos imperialisti» interrompendo ogni relazione diplomatica con gli Stati Uniti. La situazione è confusa, ci sono due presidenti e una popolazione che sembra divisa. Qui sotto un po’ di immagini scattate dai fotoreporter nella caotica giornata del 23 gennaio.

Juan Guaido parla alla folla durante un raduno di opposizione di massa contro il leader Nicolas Maduro, il 23 gennaio 2019 (Foto di Federico Parra/Afp/ Getty Images)

Juan Guaido il 23 gennaio 2019 giura sulla costituzione bolivariana del Venezuela (Federico Parra/Afp/ Getty Images)

“Il popolo non dovrebbe temere i governi, ma il governo dovrebbe temere il popolo” (Federico Parra/Afp/Getty Images)

Nicolas Maduro, la moglie Cilia Flores e il Capo della Costituente del Venezuela Diosdado Cabello, il 23 gennaio 2019 a Caracas (Luis Robayo/Afp/Getty Images)

Nicolas Maduro parla da un balcone del palazzo presidenziale di Miraflores ad una folla di sostenitori per annunciare che sta rompendo i legami diplomatici con gli Stati Uniti (Luis Robayo/Afp/Getty Images)

Caracas, un manifestante davanti a un furgone incendiato durante una protesta contro il governo del presidente Nicolas Maduro, 23 gennaio 2019 (Yuri Cortez/Afp/Getty Images)

I sostenitori del presidente venezuelano Nicolas Maduro ascoltano il braccio destro di Maduro Diosdado Cabello durante un raduno a Caracas il 23 gennaio 2019 (Louis Robayo/Afp/Getty Images)

I sostenitori del governo davanti al palazzo di Miraflores (Luis Robayo/Afp/Getty Images)

Dimostranti bloccano un’autostrada durante una protesta contro il governo Maduro (Yuri Cortez/Afp/Getty Images)

La polizia antisommossa sulle motociclette si scontra con i manifestanti dell’opposizione (Federico Parra/Afp/Getty Images)

Scontri (Federico Parra/Afp/Getty Images)

Scontri (Yuri Cortez/Afp/Getty Images)

Un veicolo viene rovesciato mentre i manifestanti dell’opposizione bloccano un’autostrada (Federico Parra/Afp/Getty Images)

Ancora Caracas (Federico Parra/Afp/Getty Images)

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