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Fred Again ha fatto uscire tre nuove canzoni, però le ha sentite solo chi era alla sfilata di Dior alla fashion week di Parigi Ha anche creato nuove versioni di “Summer Never Dies” e “y como te digo que” dei Latin Mafia, più alcune collaborazioni inedite e ancora senza titolo.
Finalmente uscirà anche in Italia l’autobiografia di Hayao Miyazaki Due volumi per ripercorrere la storia del maestro del cinema d'animazione contemporaneo: arrivano in libreria con La nave di Teseo, il primo sarà disponibile dal 28 agosto.
A Bologna ha aperto la Biblioteca Eco, dove verranno conservati gli oltre 32 mila libri appartenuti a Umberto Eco Migliaia di volumi disposti secondo il principio del "buon vicino" usato da Eco: libri messi l'uno vicino all'altro in base alla loro affinità tematica.
Nel sequel di Heat Leonardo DiCaprio e Christian Bale erediteranno i ruoli che furono di Al Pacino e di Val Kilmer Adesso resta solo da scoprire chi interpreterà il giovane Neil McCauley, il personaggio che nel film del 1995 fu di Robert De Niro.
La tregua tra Stati Uniti e Iran è saltata perché in un mese di trattative sullo Stretto di Hormuz non si è fatto praticamente nessun passo avanti A ufficializzare la fine della tregua, le solite parole di Trump, che ha definito i vertici iraniani «gente malata».
Ci sono diversi indizi di un grande tour europeo degli Oasis nel 2027, con due date molto probabili a Roma Una risposta data da Liam Gallagher su X ad una fangirl che si lamentava ha dato speranza su due nuovi concerti allo Stadio Olimpico.
Pur di girare l’Odissea tutto in IMAX, Christopher Nolan si è dovuto inventare una nuova, stranissima, grossissima macchina da presa La cinepresa IMAX è troppo rumorosa e non si può usare per le inquadrature ravvicinate. Almeno, così è stato fino ad adesso, fino all'Odissea di Nolan.
La mattina in passerella a Parigi, la sera sul red carpet a Londra: la rocambolesca storia dell’abito Schiaparelli indossato da Zendaya all’anteprima dell’Odissea La velocità della moda ha raggiunto nuovi livelli: persino gli abiti couture passano immediatamente dalla passerella alle celebrity. A patto di avere Law Roach come stylist.

Cosa succede ora se posti una fake news su Facebook

23 Marzo 2017

Il sito Mashable ha provato a capire a che punto è il social di Mark Zuckerberg con l’implementazione di ciò che ha annunciato lo scorso dicembre: uno strumento per controllare il contenuto degli articoli che vengono diffusi su Facebook, sviluppato grazie all’ausilio di «organizzazioni terze di fact-checking», che contrasti la diffusione di notizie false. Insomma, che cosa succede (ma sarebbe meglio dire: può succedere, dato che la funzionalità è ancora in fase di beta testing e si presenta solo ad alcuni), dopo aver postato una fake news?

Diversi utenti americani hanno sperimentato la comparsa di un nuovo messaggio quando, nei giorni precedenti la festa di San Patrizio, hanno provato a condividere un articolo di un blog, Newport Buzz, che commemora l’inesistente tratta degli schiavi irlandesi, una deportazione di massa che il blog dà per attiva tra l’isola e gli Stati Uniti nel Diciassettesimo secolo. Accanto all’anteprima del post, un’icona rossa segnalava che si trattava di un contenuto «contestato da Associated Press e Snopes.com», due media company che si occupano di debunking.

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Cliccando sul messaggio, gli utenti americani ottenevano maggiori informazioni sulla nuova funzione, unite a un messaggio che recitava: «A volte le persone condividono fake news senza saperlo. Quando fact-checker indipendenti mettono in discussione questo tipo di contenuti, puoi visitare i loro siti per scoprire il perché», e link ai relativi debunking di Snopes e Ap.

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Scegliendo di ignorare l’avviso, ne appariva un altro sotto forma di pop-up, dai toni più tranchant: «Il contenuto è stato contestato da diverse organizzazioni di fact-checking». E subito sotto: «Prima di condividerlo, potresti voler essere consapevole del fatto che i siti di fact-checking Snopes e Associated Press hanno contestato la sua accuratezza».

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Se ancora l’utente avesse testardamente voluto proseguire, l’icona rossa e l’avviso-disclaimer continuavano ad apparire nella sua timeline. Alcune persone, specie di fede trumpiana, hanno criticato la nuova funzione di Facebook, accostandola a una specie di censura preventiva (alcuni addirittura a una “polizia del pensiero”). Paul Joseph Watson, che scrive sul non-proprio-accuratissimo blog Infowars, ha scritto su Twitter che «Snopes è un gruppo fazioso di estrema sinistra, non un fact-checker responsabile».

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