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21:53 sabato 8 agosto 2026
Una professoressa universitaria è stata licenziata per aver letto e spiegato ai suoi studenti un racconto di Ottessa Moshfegh È successo a Vinita Prabhakar: Bettering Myself, racconto del 2013 di Moshfegh, le è costato il posto al South Florida State College.
Il nuovo, attesissimo, chiacchieratissimo romanzo di Rachel Cusk che potrebbe come non potrebbe parlare (male) di Natalie Portman Il romanzo si intitola Life of M, e in effetti le somiglianze tra il personaggio M e la persona Natalie Portman sono abbastanza innegabili.
I lavoratori dei musei di Venezia minacciano lo sciopero perché sono costretti a lavorare con 30° gradi al chiuso a causa dell’aria condizionata che funziona male o manca del tutto Una situazione così grave da portare al rischio di «spossatezza, crampi e colpi di calore» per i lavoratori, ai quali mancherebbe anche la formazione adeguata per affrontare questa emergenza.
Per sopperire al taglio dei fondi per la ricerca, un gruppo di scienziati che studia le marmotte ha aperto un canale OnlyFans tutto dedicato alle marmotte OnlyMarms (si chiama proprio così) è gratuito, pubblica «contenuti non censurati di marmotte dalle Montagne Rocciose» e accetta mance per la buona causa della scienza.
Le ondate di caldo potrebbero far aumentare il prezzo del cibo più della guerra in Iran e della crisi nello Stretto di Hormuz Addirittura un punto percentuale di inflazione alimentare in più, un aumento del costo del cibo che nel 2027 rischia di arrivare al 3 per cento.
Il ristorante Trippa ha tolto dal menù i suoi due piatti più celebri perché troppe persone prendevano solo quelli per fotografarli L'ha spiegato lo chef Diego Rossi, per provare a sfuggire alle tendenze dettate da Instagram anche sulla ristorazione.
Il Pentagono ha improvvisamente cambiato il modo in cui conta i morti e i feriti nella guerra in Iran Pare su richiesta diretta dalla Casa Bianca. Risultato: 4 morti "in meno" e circa 600 feriti in più.
Fred Again ha passato 50 ore consecutive in livestream su YouTube per completare il suo nuovo mixtape Lo ha fatto insieme al collettivo LATIN MAFIA, registrato tutto a Città del Messico e intitolato (didascalicamente ma efficacemente) 9 months & 50 hours.

Perché il Coronavirus è più mortale tra gli uomini che tra le donne

21 Febbraio 2020

Un mese dopo i primi casi, l’epidemia di Coronavirus è ancora un tema d’attualità, e le angolature attraverso le quali interpretarlo aumentano di giorno in giorno. Tra queste, il New York Times si è soffermato sulla disparità tra uomini e donne per quanto riguarda gli effetti del virus. In settimana il Chinese Centre for Disease Control and Prevention ha infatti pubblicato un report molto approfondito sui casi di contagio, da cui è emerso che sebbene uomini e donne siano esposti all’epidemia allo stesso modo, il tasso di mortalità dei primi è nettamente maggiore di quello che riguarda le seconde: 2,8 contro 1,7 per cento.

Gli uomini, osserva l’autrice dell’articolo, «sono stati più facilmente vittime anche delle epidemie del passato, come la SARS, dove il tasso di mortalità maschile fu del 50 per cento maggiore di quello femminile, o la MERS che causò la morte del 32 per cento degli uomini contagiati e di circa il 26 per cento delle donne». I fattori che generano questa disparità sono di diversa natura, ma su una cosa gli scienziati tendono ad essere sicuri: «Quando si tratta di opporre una risposta immunitaria a una infezione», si legge «gli uomini sono il sesso debole».

Sul piano biologico pare infatti che il sistema immunitario femminile sia più resistente agli attacchi esterni rispetto a quello maschile – in cui, oltretutto, la pressione del sangue è maggiore, e crea facilmente ulteriori problemi agli individui soggetti a patologie respiratorie. Ma se il Coronavirus è più mortale tra gli uomini il motivo va ricercato anche nello stile di vita, che in Cina è molto diverso tra uomini e donne sotto un aspetto in particolare: il fumo. Come sottolinea il Nyt, i cinesi rappresentano un terzo dei fumatori di tutto il mondo e il tabacco che consumano è circa il 40 per cento di quello globale, ma mentre appena il 2 per cento delle donne cinesi ne fa uso questa percentuale sale fino ad oltre il 50 tra gli uomini.

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