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17:53 mercoledì 17 giugno 2026
In Corea del Sud sono sempre più diffusi i siti dopaminici, cioè siti in cui fingi di comprare cose solo per far provare al cervello il piacere dell’acquisto Siti in cui si ordina cibo da ristoranti inesistenti o vestiti da negozi inventati. Tutto per avere quella scarica dopaminica senza spendere soldi.
In Antartide non ha mai fatto tanto caldo come nell’ultimo mese e gli scienziati dicono che la situazione ormai è «assolutamente pazzesca» Ci sono due gradi in più del precedente massimo registrato. La neve che copre il terreno si scioglie. In cima ai ghiacciai piove invece di nevicare.
La FIFA vuole coprire tutti i loghi dei brand con cui non ha accordi commerciali negli stadi del Mondiale, ma di questi loghi ce ne sono troppi e non ci sta riuscendo E dove ci è riuscita ha ottenuto un discreto effetto comico, come nel caso del telo bianco messo a coprire il logo Levi's al Levi’s Stadium di Santa Clara.
Nel loro concerto a Bologna i Kneecap hanno fatto salire sul palco Jose Nivoi del Calp per parlare del blocco con cui i portuali vogliono fermare le armi dirette in Israele Il sindacalista e attivista del Collettivo Autonomo Lavoratori Portuali ha anche annunciato un grande sciopero internazionale per ottobre, «a sostegno del popolo palestinese. A sostegno del popolo libanese. A sostegno di Cuba. Contro gli oppressori e contro gli imperialisti».
Le maglie da calcio più desiderate di questi Mondiali costano soltanto 50 dollari, raccontano New York e sono un’idea di Mamdani Sono state disegnate da un'artista di Brooklyn e realizzate da una piccola azienda famigliare di Bed Stuy. Una risposta al costosissimo merchandise ufficiale del Mondiale.
Un regista ha deciso di distribuire il suo primo film esclusivamente in videocassetta per protestare contro l’AI È la prima volta che succede in 22 anni. Il film si intitola This is How the World Ends e lo ha diretto Robert dos Santos.
In Cina hanno cancellato più di 12 mila corsi di laurea perché l’AI li ha resi obsoleti I tagli si sono concentrati soprattutto (come sempre in questi casi) nelle arti e nelle discipline umanistiche, ma ce ne sono stati parecchi anche nelle lingue straniere e nella gestione aziendale.
Una ricerca ha dimostrato che andare in bici fa così bene a corpo e mente che dovrebbe rientrare nelle politiche di salute pubblica La ricerca comprende 87 studi da 19 Paesi e conferma che la bici è uno dei più efficaci strumenti per migliorare la qualità della vita in città.

Gli effetti del Coronavirus sull’editoria

Eventi culturali cancellati, librerie chiuse, vendite in calo: come gli editori italiani stanno affrontando l'emergenza.

11 Marzo 2020

Il domino, la macchia d’olio, uno schema di Tetris sempre più veloce e complesso, dove gli incastri in calendario si spera siano realistici e praticabili. Sono solo metafore, ma accompagnano la sensazione che si prova nel vedere annullati o posticipati eventi e manifestazioni pubbliche in campo culturale. Come in ogni orizzonte e attività della società, l’emergenza legata al diffondersi del Coronavirus sta smottando il terreno economico e, impossibile negarlo, quello  mentale di chi ci lavora. Anche il consumo culturale collettivo è bloccato e ogni arte cerca una sua via o almeno un sentiero da percorrere in questo periodo di forzato, ma necessario, invito all’isolamento e a una vita reale ben distanziati. Il settore dell’editoria, non è da meno, dal macro al micro.

I Festival letterari vengono cancellati o rimandati
I festival letterari, tra le linfe vitali del mercato del libro, proseguono il loro lavoro tra incertezze e annunci improvvisi. Se il XXXIII Salone del Libro di Torino, con la direzione artistica di Nicola Lagioia, al 5 marzo ha confermato di stare lavorando al programma secondo il calendario previsto – dal 14 al 18 maggio – attendendo eventuali ulteriori indicazioni istituzionali, tante altre manifestazioni letterarie sono sono state cancellate o posticipate, con ottimismo e sforzi organizzativi notevoli. La prima a cadere è stata la VI edizione del festival I Boreali, dedicato a letterature e culture nordiche, prevista a Milano al Teatro Franco Parenti dal 28 febbraio al 2 marzo. A seguire, l’XI edizione di Libri Come, la festa del libro e della lettura prevista dal 12 al 15 marzo all’Auditorium Parco della Musica di Roma: il tema era il coraggio e oggi suona più necessario che mai. Inoltre, è stata cancellata anche la XIV edizione del Festival internazionale del giornalismo di Perugia che ha annunciato già le date della successiva, dal 14 al 18  aprile 2021. La prima edizione  di Testo [come  si diventa un libro], novità nel panorama anche per il taglio curatoriale dedicato all’intera filiera del libro e prevista a Firenze alla Stazione Leopolda prova a spingersi in là: prevista dal 20 al 22 marzo, dovrebbe tenersi dall’11 al 13 giugno.

Hanno annunciato ad oggi un cambio data altri appuntamenti di aprile: dal 4 al 7 maggio, la Children’s Book Fair di Bologna, nata nel 1964 e vera istituzione nel mercato del libro per l’infanzia, e il Buk Festival di Modena, dedicato a piccola e media editoria, rinviato dall’8 al 10 maggio. A Venezia, la XIII edizione del Festival Internazionale di Letteratura Incroci di Civiltà, prevista dall’1 al 4 aprile, è stata posticipata  a data da destinarsi. Stesso destino, la VI edizione di Book Pride a Milano, curato da Giorgio Vasta, dedicato all’editoria indipendente. Se si guarda nel panorama internazionale, la situazione è simile: annullata la London Book Fair, prevista dal 10 al 12 marzo, seconda solo a Francoforte per la compravendita dei diritti editoriali, quella di Lipsia, prevista dal 12 al 15 marzo, e il Salone del Libro di Parigi, in programma dal 20 al 23 marzo.

Come reagiscono editori e lettori
Già al 6 marzo l’AIE (Associazione Italiana Editori) dichiarava un crollo del mercato del libro del -25 per cento con punte del -50 per cento in Lombardia, Veneto, Emilia Romagna. L’AIE ha chiesto al governo di attivare al più presto dei possibili ammortizzatori, dal reintegro della dotazione della App18, scesa da 500 a 300 euro in un anno, alla detrazione fiscale per chi compra libri, all’appello per ritardare l’entrata in vigore delle nuove norme sulla legge del libro che bloccano le politiche sugli sconti da parte degli editori. Quest’ultima, una mossa discutibile, poiché tocca un processo in corso da diversi anni per regolamentare la scala di gioco tra i player grandi e piccoli dell’editoria.

Nell’ultimo weekend, la bozza del decreto ha creato non pochi timori, fortunatamente non fondati, sulla libera circolazione delle merci e di conseguenza anche dei libri. La distribuzione prosegue, ma i dubbi immediati sono altri: la chiusura di diverse librerie indipendenti per far fronte alla fragile situazione economica fino a data da definirsi. Scriviamo alcune, ma le immagini con cui aprivamo l’articolo tornano a farsi strada, anche se diverse tra queste hanno creato in corsa, e principalmente in bicicletta, un servizio di consegna a domicilio pensando ai quartieri e alle comunità di lettori locali. La situazione è chiaramente critica perché ad oggi non è ancora previsto nessun reale ammortizzatore: le chiusure per cautela sono affidate a un misto di senso civico ed economico dei singoli commercianti e pesano interamente sulle loro tasche. Riguardo alle grandi catene, invece, le librerie Feltrinelli sono aperte nei giorni feriali ma chiuse nei weekend, seguendo le politiche che riguardano i centri commerciali per evitare gli assembramenti di persone.

Se una parte fondamentale della filiera come le librerie si restringe, gli editori da parte loro valutano il da farsi per le nuove uscite previste in calendario: «Alcuni titoli stanno slittando in ogni area – ci racconta Fabio Muzi Falconi, editor di Feltrinelli per la narrativa straniera – ma valutiamo titolo per titolo, non c’è una regola fissa. Nel caso degli stranieri, molto lavoro sta nel rinviare eventi già fissati e nel rapporto con i singoli autori, come con la danese Janne Teller di cui abbiamo annullato l’incontro previsto al festival I Boreali. Ciò detto, anche se la London Book Fair che doveva iniziare oggi è stata cancellata, il mercato dei diritti continua ad andare avanti e stiamo acquistando nuovi romanzi. Vogliamo che le cose vadano avanti, superati questi primi giorni più difficili». La situazione, per un editore indipendente come Nottetempo, è diversa. Lo spiega Andrea Gessner, direttore editoriale e presidente del marchio: «Più che rimandare le uscite, pensiamo di lanciare i nuovi titoli previsti in calendario inizialmente in e-book. Solo a seguire e quando sarà possibile passeremo a pubblicarne l’edizione cartacea. Se le librerie si fermano, ha ben meno senso produrre cartaceo. Può quasi sembrare contro i nostri interessi, ma in tempi di quarantena è anche una scelta di risparmio ambientale, potendo leggere su tanti device».

Altra ancora, la posizione di un marchio storico come Adelphi: «Il panorama è in evoluzione – ci dice Matteo Codignola, editor e traduttore per l’editore milanese –, ma per ora non abbiamo previsto cambi di calendario». Adelphi, per altro, è tra i pochi ad avere un titolo che sta scalando le classifiche:  Spillover di David Quammen, illuminante saggio sul tema delle epidemie, bestseller su Amazon e primo libro fisico venduto a Milano, grazie anche a vari endorsement sui social, nell’ultima settimana. «In questi giorni avremo fatto almeno tre ristampe – prosegue Codignola – e il titolo, pubblicato nel 2017, è ripartito da solo. Quammen, con un lavoro di ricerca durato sei anni, è uno dei pochi che ha esplorato da vicino il nascere di certi virus, simili nei meccanismi, partendo dalla Sars. Certo non pensavamo che diventasse così centrale. È un saggio, ma anche un reportage e se qualche ansia la crea, altrettante ne placa».

Nel mondo social, infine, ha avuto successo un Twitter di uno scrittore dalle ottime vendite come Gianrico Carofiglio che ha consigliato il 4 marzo «un piccolo, potente gesto per reagire a quello che succede»: comprare un libro. Carofiglio, inoltre, per sdrammatizzare il clima di questi giorni ha suggerito alcuni classici dell’umorismo tra cui il suo preferito, Vestivamo da Superman (Guanda) di Bill Bryson. In attesa di tornare a vedersi dal vivo, intanto, nascono rapidamente diversi gruppi e pagine per continuare a dialogare di libri virtualmente, come il gruppo pubblico di Facebook “Scrittori a domicilio”, che lanciato sabato 7 marzo conta già oltre 4150 iscritti e che punta a raccontare come alcune librerie vivono questo momento e a presentare gli autori. Almeno questo, un contagio buono, culturale, da proseguire anche quando la vita fisica e sociale ritroverà serenità.

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