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21:14 giovedì 11 giugno 2026
L’agenzia meteorologica giapponese è la prima al mondo a dire che il Super El Niño è ufficialmente arrivato E adesso ci si aspetta che altre agenzie, stabilito il primo precedente, facciano lo stesso. Anche perché gli indizi iniziano a essere tanti.
La FIFA aveva imposto il divieto di portarsi la propria bottiglietta d’acqua alle partite del Mondiale ma dopo le proteste dei tifosi e l’intervento di Mamdani è stata costretta a ripensarci Il sindaco di New York si è schierato con i tifosi dicendo che «nessuno dovrebbe rischiare la disidratazione perché i prezzi sono troppo alti».
La nuova impresa di Peter Thiel è una start up AI che aiuta i ricchi a querelare i giornalisti Si chiama Objection.ai e per una cifra che va da un minimo di 2 mila a un massimo di 15 mila dollari permette di smentire un articolo e denunciare un giornalista.
Ari Aster ha scritto un prequel di Hereditary ma non trova mai il momento giusto per girarlo La sceneggiatura è finita, si tratta "solo" di far partire la produzione. Ma a quanto pare, proprio non trova il tempo.
Thomas Bangalter dei Daft Punk ha pubblicato online un set in cui suona tutte le sue canzoni preferite Lo ha fatto per The Lot Radio, radio di Brooklyn, che ha messo tutto il set online, gratuitamente. Bangalter aveva annunciato nulla, si è semplicemente messo in postazione e ha iniziato a suonare.
Nonostante le aziende ci stiano investendo miliardi, non c’è ancora nessuna prova scientifica che l’AI sia più efficiente e conveniente del lavoro umano Nonostante investimenti che sfiorano già i mille miliardi di dollari, nessuna ricerca scientifica ha ancora dimostrato che le macchine costano meno degli uomini.
Negli Stati Uniti già 70 città hanno imposto il divieto di costruzione di nuovi data center Divieti più o meno lunghi, più o meno temporanei, ma sempre più diffusi. Tra le città che ne hanno già imposto uno ci sono New York, Denver, New Orleans, Seattle e Minneapolis.
In Svezia la denatalità è così grave che si sta pensando di introdurre la fecondazione assistita “di Stato” Al momento il Servizio Sanitario Nazionale copre i costi per sei tentativi alle persone senza figli. L'attuale governo vuole coprire i costi di tutti i tentativi, per tutti.

Arrivederci cinema

Con tutti i blockbuster rimandati al 2021, dovremo rinunciare al cinema fino a quando non ci sarà un vaccino disponibile per tutti?

di Studio
10 Ottobre 2020

«Tenet avrebbe dovuto dare il via a un revival cinematografico. Invece, ha esemplificato il fallimento di distribuire un blockbuster durante il Coronavirus. Con No Time to Die e Dune rinviati al 2021, dovremo forse dire addio al cinema fino a quando non ci sarà un vaccino ampiamente disponibile?». È quanto si chiede Brent Lang, l’executive editor di Variety che ha dialogato con altri editor della testata per capire dove sta andando il cinema, e in particolare che ne sarà della stagione dei blockbuster, che tradizionalmente inizia d’estate, ma che quest’anno è stata posticipata più volte e potrebbe, semplicemente, non esserci. Perché non c’è modo di sapere, soprattutto negli Stati Uniti (che sono il principale mercato mondiale), quando la situazione sanitaria permetterà la riapertura delle sale e quindi l’uscita di titoli che hanno richiesto cifre imponenti per essere realizzati, e che pertanto necessitano di una certa affluenza di spettatori per bilanciare i costi.

Intanto Batman, quello che tutti vogliamo vedere per capire se Pattinson sia all’altezza del ruolo, è stato rimandato al 2022, Matrix 4 a dicembre 2021, e poi Top Gun: Maverick, West Side Story, anche The French Dispatch di Wes Anderson sono stati rimandati a data da definire (per chi volesse saperne i più, Vulture aggiorna costantemente la lista dei film e delle loro uscite). Tra i film posticipati c’è anche Candyman, il reboot co-scritto da Jordan Peele. Se può essere di qualche consolazione, James Kendrick, professore di media digitali alla Baylor University specializzato in film dell’orrore, ha scritto su Time che «il Covid-19 potrebbe influenzare positivamente il genere».

Tenet didn’t just fail to save cinema, it may well have killed it for goodGuardian
Prima che uscisse nelle sale, pensavamo che avrebbe salvato il cinema. Non solo non l’ha fatto, scrive Guy Lodge sul Guardian, ma potrebbe aver peggiorato la situazione, funzionando come una specie di “agnello sacrificale”. «Che Tenet sia stata solo una vittima del momento in cui è uscito o una delusione in sé, il suo destino ha spaventato a morte l’industria», scrive il giornalista, «adesso nessuno studio si sente pronto a mettere a rischio uno dei suoi prodotti migliori».

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