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Quattro anni dopo Aftersun, la regista Charlotte Wells ha finalmente annunciato il suo nuovo film Verrà presentato a settembre al New York Film Festival, è un corto che racconta la vita della leggendaria batterista Paula Spiro.
Il più grande baobab del Madagascar sta morendo e la causa della sua morte (ovviamente) è la crisi climatica Ha vissuto per più di mille anni. Poi sono arrivate le piogge eccessive e le infezioni fungine. E adesso non c'è più niente da fare.
Il nuovo film di Jonathan Glazer è un documentario girato con una videocamera dai bambini di Gaza, dell’Ucraina, del Sudan e dello Yemen , questo il titolo scelto da Glazer per il film, verrà presentato al prossimo New York Film Festival.
La foto più bella e difficile dell’eclissi solare l’ha fatta uno skater Lui si chiama Danny Leon e molto probabilmente la sua foto vi è apparsa nel feed. Scattarla è stata una vera e propria impresa.
David Byrne ha fatto una playlist da ascoltare solo e soltanto quando si va in bici Una selezione di 40 canzoni, scelte con un criterio estremamente byrdiano.
Anche l’Accademia svedese ha fatto la sua lista di libri per l’estate, composta tutta da Premi Nobel per la letteratura, ovviamente Cinque libri, cinque autori e autrici, con una brevissima recensione a spiegare perché vale la pena portarseli in vacanza.
In Spagna c’è un hotel in mezzo al nulla, senza Wi-Fi né tv, che si può prenotare solo spedendo una lettera scritta a mano E aspettando una lettera di conferma altrettanto manoscritta. È l'hotel El Elevador a El Hierro, la più piccola e meno visitata delle Canarie.
Un gruppo di scienziati ha creato una nuova AI appositamente per trovare tutte le opere d’arte trafugate dai nazisti ancora disperse L'AI si chiama Provenance Assistant e a lei è andato l'ardua compito di ritrovare 100 mila opere rafugate di cui si sono perse le tracce.

Comprare Like su Facebook è contrario all’Islam

19 Aprile 2018

Comprare Like su Facebook, o follower su Instagram e Twitter, è una cosa tristissima che vi farà sembrare dei disperati: questo lo abbiamo sempre saputo. Adesso però sappiamo che acquistare un “Mi piace” è anche contrario all’Islam. Lo ha detto grande muftì d’Egitto, Shawki Allam, una delle massime autorità religiose dell’Islam sunnita e studioso di lungo corso dell’università Al Azhar. Il gran muftì si è espresso questa settimana, emettendo una fatwa, o sentenza religiosa, proprio sul social network: Dar al-Ifta è una pagina Facebook utilizzata dalle autorità sunnite, come spiega il Washington Post, per pronuciarsi su alcune questioni.

fatwa facebook

Il gran muftì ha spiegato che il problema dei “Mi piace” comprati è che sono fuorvianti, ingannevoli e dunque contrari ai princìpi islamici: «Se i Like sono falsi, o generati elettronicamente, e non riflettono individui reali, allora sono da considerarsi proibiti perché equivalgono a una frode», ha spiegato l’autorità religiosa. Ha però spiegato che, sempre secondo l’Islam, non c’è nulla di male nel promuovere dei contenuti o delle pagine sui social network: l’importante è che lo si faccia riflettendo la realtà. Come nota il Washington Post, non è la prima volta che Allam si pronuncia su questioni tecnologiche: «All’inizio dell’anno ha promulgato una fatwa in cui dichiarava che comprare e vendere i bitcoin o altre criptovalute equivale a giocare d’azzardo, che è proibito nell’Islam».

Da notare che l’Islam, a differenza del cattolicesimo, non ha un’autorità suprema. Non esiste insomma il “Papa dei musulmani”. Per quanto il gran muftì d’Egitto sia un esponente molto autorevole e rispettato, non tutti i musulmani sono tenuti a ritenere le sue sentenze vincolanti. Lo scorso anno un’autorità religiosa pachistana, il muftì Taqi Usmani, aveva dichiarato che era proibito proprio stare su Facebook. Non è stato però molto ascoltato: su Facebook ci sono 44 milioni di pachistani.

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