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CAM Sugar ha svelato delle foto mai viste prima dello studio di Ennio Morricone Sono state mostrate nella conferenza stampa di presentazione del Festival Internazionale delle Colonne Sonore, organizzato da CAM Sugar e Triennale Milano.
C’è un gioco da tavolo in cui la missione è organizzare e compiere un attentato contro Mussolini Si intitola Attento al dvce! ed è un racconto delle «gesta di poche persone, spesso sole e mal organizzate ma colme di rabbia, coraggio e soprattutto di speranza in un mondo nuovo libero dal fascismo».
Si è scoperto che Peter Thiel ha fondato una società segreta in cui le persone più ricche e potenti del mondo si ritrovano per parlare di argomenti piuttosto strani Tra gli incontri organizzati da questo curioso club figurano "Fondiamo una setta" e "Come va la tua vita sessuale?".
Per combattere l’ondata di caldo, i cinema indipendenti di Parigi hanno lanciato il Cine-clim, cioè proiezioni gratuite nelle sale con l’aria condizionata nelle ore più calde della giornata Dalle 13 alle 16, un film gratis, in una sala fresca, con precedenza a under 25, over 65, donne e persone disabili.
L’Alligator Alcatraz di Trump non è durata neanche un anno e non è servita quasi a niente Inaugurata l'1 luglio dello scorso anno, è stata chiusa e sono già iniziati i lavori per smantellarla. Tenerla aperta è costato 1 milione di dollari al giorno.
L’ultimo, ridicolo risultato del sovranismo italiano è Emma, l’AI che dà solo risposte sbagliate e deliranti E stata chiusa cinque giorni dopo il lancio e dopo aver sbagliato a rispondere a letteralmente tutte le domande che le sono state fatte.
C’è un mobile game che ti fa “collezionare” i gatti randagi che incontri per strada come i Pokémon in Pokémon Go Si chiama CatchCat e ha anche un archivio, molto simile a un Pokedex, in cui i gatti vengono classificati con statistiche e punti esperienza.
Quello che sta investendo l’Europa è un evento climatico estremo chiamato omega block Si tratta di un fronte di alta pressione intrappolato tra due di bassa pressione. In sostanza, di una "cupola" di aria calda schiacciata sul continente.

Come Steve Jobs è riuscito a dare una mano al NYTimes

24 Ottobre 2011

iOs5, il nuovo sistema operativo mobile di Apple, ha nella sua fondina un’arma micidiale, chiamata NewsStand. Si tratta di un’app che funge da edicola digitale, organizzata in scaffali virtuali. Fin qui, nulla di nuovo: eppure sembra avere stravolto il neonato mercato delle app giornalistiche, come spiega Jeff Sonderman su Poynter:

Da quando Apple l’ha lanciata la settimana scorsa, il suo impatto è stato immediato e notevole. Molte app relative a NewsStand risultano in testa alle vendite delle app gratuite e le riviste e i quotidiano stanno beneficiando di un’ondata di iscrizioni e download. Nella settimana in cui è stata lanciata Newsstand il New York Times per iPad ha avuto 189 mila nuovi download, sette volte quelli i 27 mila della settimana precedente (…). Impressionante, ma niente in confronto all’app per iPhone del NYTimes, che la settimana scorsa è stata scaricata 1,8 milioni di volte (…). Quasi un quinto dei 9,1 milioni di utenti che non avevano ancora scaricato l’app per iPhone del NYTimes l’hanno fatto la scorsa settimana, con il lancio di NewsStand.

Un successo incredibile, causato, secondo alcuni, dall’aspetto dell’applicazione, che è presente di default in ogni mobile device Apple, sempre a portata d’occhio, sullo sfondo della Home. Inoltre, l’app è munita di un’icona dinamica — una scelta «geniale», secondo The Next Web — in grado di cambiare aspetto a ogni download. Hai scaricato il nuovo numero del Guardian? Lo puoi vedere subito, perché gli scaffali visibili nell’icona si riempiono ad ogni nuovo acquisto. Un particolare che secondo Sonderman spinge gli utenti a comprare e comprare, allo scopo di riempire quei vuoti che altrimenti rimarrebbero tristemente nella schermata Home.

NewsStand sta facendo del bene al prestigioso quotidiano newyorchese, quindi, ma non solo: anche National Geographic ha avuto un boom di iscritti, che ha portato l’app relativa nella top 20 di quelle più scaricate. Possiamo considerarlo l’ultimo favore fatto da Steve Jobs al giornalismo, considerando che l’attesa biografia di Walter Isaacson sembra confermare le voci secondo cui il fondatore ed ex CEO di Apple intendeva salvare la carta stampata con il suo tablet. Come ha confermato lo stesso Isaacson al Corriere della Sera in edicola oggi,

[Steve Jobs] vedeva nell’informazione giornalistica un presidio della democrazia. Considerava il New York Times un grande giornale e voleva salvarlo. Ha passato molto tempo a discutere con loro, ma anche col Wall Street Journal e il Time, su come mantenere la redditività di questo business.

E pensare che, nonostante la sinergia Apple-carta stampata, Jobs arrivò a odiare la prima versione dell’app del NYTimes (diversa da quella attuale e basata sugli Editor’s Picks) tanto da esprimere il proprio malcontento con i piani alti del giornale. Alla fine, con NewsStand, pare abbia voluto pensarci lui stesso ad aiutare i giornali alle prese con il selvaggio mondo delle app. E sembra esserci riuscito.

(L’immagine è tratta da The Next Web)

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