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12:59 mercoledì 8 aprile 2026
Dopo la tregua con l’Iran si è tornati a parlare della “teoria del TACO”, cioè del fatto che Trump Always Chickens Out, Trump si tira sempre indietro Il termine, coniato dal Financial Times, si applica ad almeno dieci occasioni in cui Trump ha fatto grandi minacce per poi battere in veloce ritirata.
Le foto che gli astronauti dell’Artemis II stanno scattando alla Terra e alla Luna sono fatte con l’iPhone Degli iPhone 17 Pro Max, per la precisione. Se siete amanti della fotografia, queste le impostazioni usate dagli astronauti: obbiettivo 2,715mm, apertura f/1.9 e flash disattivato.
Gli Strokes hanno pubblicato il loro nuovo singolo, “Going Shopping”, spedendolo a 100 fan in una musicassetta E assieme alla cassetta, uno slogan che dice tutto: «In the Flesh, it’s Even Sexier». Adesso c'è solo da aspettare l'uscita del nuovo disco, Reality Awaits.
L’anteprima mondiale della nuova stagione di Euphoria sarà al Coachella È la prima volta che al Coachella si tiene una prima di film o di una serie tv. L'appuntamento è per l'ultima notte del festival, per una proiezione sotto le stelle.
Grazie al Diavolo veste Prada 2, Anna Wintour è finita per la prima volta sulla copertina di Vogue assieme alla sua alter ego Miranda Priestly, cioè Meryl Streep Per l'occasione si è fatta intervistare da Greta Gerwig, mentre l'attuale direttrice di Vogue faceva da stenografa.
Dua Lipa sarà la curatrice di uno dei più importanti festival letterari d’Inghilterra, il London Literature Festival Dopo il successo del suo book club, la popstar sarà la guest curator della più longeva fiera del libro di Londra.
La Sydney Opera House ha pubblicato sul suo canale YouTube, integralmente e gratuitamente, il film-concerto di Thom Yorke È un concerto del novembre 2024 che finora si era potuto vedere solo live oppure per tre giorni al cinema nello scorso marzo. Adesso è disponibile per tutti.
L’ultimo post di Trump sulla crisi nello Stretto di Hormuz è così delirante che in molti iniziano a dirsi seriamente preoccupati della sua salute mentale Il Presidente si rivolge ai «crazy bastards» iraniani, minacciandoli di scatenare un «living in Hell» se non «open the fuckin’ Strait»: persino tra i Repubblicani inizia a esserci una certa inquietudine.

La guida del New York Times su come fare le condoglianze

04 Ottobre 2016

Se esiste una situazione in cui in genere non si sa bene come comportarsi, è il momento in cui bisogna fare le condoglianze a qualcuno. C’è chi sceglie il più “antico” telegramma, chi preferisce farle a voce e poi chi, invece, oggi le fa direttamente tramite un messaggio sulla bacheca di Facebook. Sull’argomento ha riflettuto Bruce Feiler del New York Times, che ha stilato una sorta di classifica in cui elenca dei suggerimenti per affinare l’arte del fare le condoglianze. 

Il primo consiglio è che affermare di non sapere cosa dire non soltanto è socialmente accettato, ma anche apprezzato: «Ammettere di non avere parole è molto più di aiuto rispetto allo scrivere frasi pietose come “è in un posto migliore” o “tuo figlio era così perfetto che Dio lo voleva con sé”» ha detto un anonimo rabbino al Times.

Prima di cadere nei cliché, allora, è meglio condividere un ricordo positivo della persona che è appena morta. Kevin Young, un professore di scrittura creativa alla Emory University, ad esempio, ha deciso di trasformare il dolore per la morte del padre in un’antologia di racconti incentrati sul lutto. Le condoglianze che lo avevano colpito di più erano quelle di sconosciuti che gli trasmettevano un ricordo del padre: «È stato importante per me perché ho capito qual era il suo posto nel mondo. In quel momento pensi soltanto alla tua relazione con chi è appena morto, mentre invece questa persona ha avuto un impatto che va oltre te stesso. È stato confortante» ha detto Young.

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Una cosa che capita spesso di dire è che sappiamo cosa l’altra persona sta passando. In realtà, tutti affrontano il dolore in maniera diversa e mentre alcuni sono arrabbiati o vengono sopraffatti dalla sofferenza, altri diventano iperattivi, dando il massimo sul lavoro o nei lavori di casa. Chanel Reynolds, il cui marito è morto in un incidente in bicicletta, dice che «è lecito esprimere la propria tristezza e il proprio dispiacere, basta non trasformarsi nel soggetto della conversazione».

Oltre al modo, anche la scelta delle singole parole è fondamentale: il termine “morte” stesso è da evitare, si preferiscono sempre espressioni come “adesso riposa in pace”, “se n’è andato”, “è scomparso”. Nonostante le intenzioni siano buone, in realtà sembra di dare una connotazione positiva a una situazione che, invece, non lo è affatto: per evitarlo, allora, è più giusto usare parole semplici e dirette. Secondo Jane Lear, che ha collezionato libri di buone maniere per anni e ha studiato l’evoluzione della forma delle condoglianze, il modello migliore è quello proposto da Millicent Fenwick sul Vogue’s Book of Etiquette nel 1948, che prevede un’espressione di compassione (come “mi è dispiaciuto sapere che..”) seguita da un ricordo della persona morta. «Secondo me questo ha senso, penso che la miglior lettera che mi sia arrivata dopo la morte di mio fratello sia stata quella di un amico, che iniziava con “Mia cara Jane, CHE SCHIFO”» ha detto Lear.

Quello che invece non è opportuno, e soprattutto non basta, è il postare immediatamente un pensiero sulla bacheca della persona morta su Facebook. Sono in molti quelli che scoprono della morte di qualcuno sui social, e tanti non resistono alla tentazione di scrivere di getto un pensiero, banale o meno, su un luogo visibile a tutti, quando invece «una lettera di condoglianze a un amico è uno degli obblighi di un’amicizia» aveva scritto Fenwick su VogueUna lettera, quindi, è necessaria, anche se non serve scriverla immediatamente: secondo il Times, non c’è un limite temporale per la compassione e, dato che in molti sono sopraffatti dalle emozioni subito dopo una notizia del genere, è comprensibile che la loro lettera di condoglianze arrivi dopo molto tempo.

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